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Presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato, in sede congiunta, si è svolta l`audizione dell`Associazione sui temi oggetto del Documento economico.

Archivio, Governo e Parlamento

DPEF 2007-2011: le osservazioni dell`ANCE in Parlamento.

20 Luglio 2006
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Una delegazione dell`ANCE, guidata dal Dott. Carlo Ferroni, si è incontrata il 18 luglio scorso con qualificati Esponenti dell`UDC (Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro), tra cui il Segretario del Partito, On. Lorenzo Cesa e il Presidente del Gruppo parlamentare alla Camera dei Deputati, On. Luca Volontè.
Al centro del colloquio i contenuti del Documento di Programmazione economico-finanziaria per gli anni 2007-2011 sul quale l`ANCE ha evidenziato che per alcune linee è condivisibile mentre altre direttrici sono,viceversa, criticabili.
Positive appaiono le indicazioni circa le aperture dei mercati alla concorrenza; così come è positiva la volontà espressa di tutelare i principi concorrenziali nei servizi pubblici locali.
Si rileva l`impegno per lo sviluppo delle infrastrutture, ma non sembra che tale obiettivo venga posto al centro delle politiche economiche così come merita.
Una grande lacuna emerge dalla assoluta assenza nel documento di ogni riferimento allo sviluppo e alla riqualificazione delle città.
A questo riguardo, più in particolare, manca nel DPEF una linea politica per le città e le azioni delineate nei vari settori, quali l`ambiente, le infrastrutture, la casa, non configurano un disegno organico mentre, ormai, è di tutta evidenza il ruolo strategico delle aree metropolitane per rinnovare le basi della competitività e aumentare il potenziale di crescita e rafforzare la coesione sociale.
Il DPEF delinea una volontà di rilanciare la politica abitativa impegnando il Governo a definire un quadro normativo che agevoli interventi di edilizia residenziale pubblica finalizzati soprattutto alla locazione, anche mediante partnership pubblico-private e strumenti di finanza di progetto.Questa volontà di affrontare la quaestione abitativa non appare però concordarsi con quanto previsto dal Governo nel DL 223/06 con il quale è stato stravolto il regime fiscale degli immobili destinati alla locazione nonchè del trasferimento delle aree e fabbricati finalizzati agli interventi di recupero.
Il Dott. Ferroni ha poi evidenziato che sugli investimenti per le infrastrutture non si può che apprezzare l`intenzione di salvaguardare l`impianto normativo della Legge Obiettivo, in modo da proseguire l’impegno del Governo nella realizzazione delle grandi infrastrutture e, al riguardo, sarà necessario attendere l’allegato infrastrtture, in corso di presentazione, per esprimere un giudizio sulle scelte che verranno operate.
Si è, inoltre, soffermato, sugli altri aspetti del provvedimento relativi al mercato dei lavori pubblici; a quello del lavoro; alla competitività e allo sviluppo territoriale.
Una analisi è stata riservata ai contenuti del decreto-legge 223/2006 sulle “Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonchè interventi in materia di entrate e di contrasto all` evasione fiscale”” in quanto parte integrante della più ampia azione del Governo , indicata dal DPEF per lo sviluppo dell`economia.
La manovra fiscale risulta essere molto criticabile perchè per un verso aggrava i costi di produzione e distribuzione e dall`altro impone adempimenti in molti casi difficilmente attuabili.
Il Dott. Ferroni ha sottolineato, in particolare, che l`ANCE condivide il principio della lotta all`evasione ed elusione fiscale, ma non si può vedere imporre procedure assolutamente inattuabili.
Più in dettaglio è stato rilevato che il DPEF 2007-2011, sotto il profilo fiscale, prevede la riduzione del cuneo fiscale che comporterà benefici sia per il datore di lavoro che per il lavoratore, al fine di sostenere la competitività e assicurare al lavoratore un recupero in termini di reddito disponibile.
In particolare, è prevista la sostanziale riduzione dei costi di produzione agendo sul fattore lavoro, stabilendo un`accentuazione della discriminazione tra attività speculative e attività produttive, con limitazione dei vantaggi solo a queste ultime.
In tal ambito, occorre evitare l`introduzione di norme, quali quelle previste dal DL 223/2006, fortemente penalizzanti per il settore delle costruzioni, le quali andrebbero riviste proprio in quanto si muovono nell`opposta direzione di aumento dei costi dell`attività produttiva.
Si tratta delle norme relative all`aumento dell`imposta di registro per i trasferimenti di aree e fabbricati dall`1% all`11%; al passaggio dal regime Iva a quello di registro per le cessioni e gli affitti di beni immobili, con conseguente indetraibilità dell`imposta sui fattori della produzione; all`esclusione dell`ammortamento per le aree su cui insistono fabbricati strumentali (sino al 30% del valore).
A proposito occorre, invece, che la riduzione del costo del lavoro passi innanzitutto dalla riduzione dell`incidenza dello stesso ai fini dell`Irap che, insieme all`indebitamento, colpisce fortemente tutti i settori ad alta intensità di manodopera, quali quello immobiliare.
Per quanto riguarda le politiche dirette a limitare operazioni evasive ed elusive al limite della concorrenza sleale, pur concordando con le stesse, tuttavia occorre evitare che si pervenga all`introduzione di obblighi che comportino un sostanziale blocco dei pagamenti degli appalti e che minino la sopravvivenza delle migliaia di imprese subappaltatrici. Al riguardo risulta essenziale modificare le disposizioni introdotte con il DL 223/2006, che dispongono la responsabilità solidale, anche in materia fiscale, nel settore degli appalti relativamente al pagamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro e stabiliscono la responsabilità diretta nel pagamento dell`Iva dell`appaltatore nel caso di subappalto.
In tale ambito, il Dott. Ferroni ha rilevato, che occorre rinviare l`applicazione delle due norme all`introduzione di specifiche disposizioni attuative, che stabiliscano come documentare il pagamento delle ritenute (mediante uno strumento che non complichi i già gravosi obblighi delle imprese) e che garantiscano l`immediato rimborso dei crediti Iva dei subappaltatori.
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