L`Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha affermato la necessità di una revisione della normativa dei servizi pubblici locali per consentire un`effettiva apertura del mercato e limitare la pratica degli affidamenti diretti.
La richiesta è contenuta in una segnalazione inviata il 28 dicembre 2006, tra gli altri, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri dello Sviluppo Economico e degli Affari Regionali e alla Conferenza Unificata Stato-Regioni, Città e Autonomie Locali.
L`Autorità ha denunciato che, sempre più spesso, le vengono segnalate situazioni in cui gli enti locali affidano i servizi pubblici economici a imprese da esse controllate, o situazioni in cui imprese a capitale pubblico, alle quali sono stati preventivamente affidati servizi pubblici in house, aumentano, attraverso successive fusioni e incorporazioni, le loro dimensioni e il loro ambito di attività.
In questo modo vengono meno le condizioni che, secondo la normativa comunitaria e nazionale, giustificano gli affidamenti diretti.
L`Autorità manifesta apprezzamento per il disegno di legge delega in materia di servizi pubblici, approvato dal Consiglio dei Ministri nel giugno scorso, sebbene non nasconda alcune perplessità.
Infatti, se da un lato appare auspicabile che gli affidamenti diretti siano ammessi solo eccezionalmente e venga impedito alle società affidatarie dirette di svolgere, nè in via diretta, nè partecipando a gare, servizi o attività per altri enti pubblici o privati, dall`altro appare necessario inserire precise indicazioni sulle situazioni eccezionali che giustificano l`affidamento in house.
In particolare, secondo l`Autorità, l`affidamento diretto deve riguardare solo i casi in cui non è possibile individuare una soluzione di mercato migliore, in modo che l`intervento pubblico si attenga ad un principio di sussidiarietà.
L`Autorità, inoltre, critica la scelta, contenuta nel Ddl, di salvaguardare la gestione pubblica delle risorse e dei servizi idrici e sottolinea come la possibilità di affidare la gestione dei servizi idrici, oltre a soggetti pubblici, anche a soggetti privati, selezionati mediante il confronto concorrenziale, possa tradursi in una gestione più efficiente e in un miglioramento dei servizi per gli utenti.
Per l`Autorita è opportuno prevedere che vengano definite le modalità di svolgimento delle gare, per garantire un`effettiva selezione competitiva delle imprese idonee. Ugualmente occorre affrontare il tema delle tariffe e della qualità del servizio che sarà erogato dall`impresa affidataria.
Per risolvere in modo adeguato entrambi questi rilevanti aspetti occorre individuare organi di regolazione, autonoma e indipendente sia dalle imprese che dagli enti locali interessati, in grado di stimolare e controllare la qualità del servizio e il livello degli investimenti effettuati, a prescindere dalla proprietà pubblica o privata delle imprese erogatrici.
Infatti, solo tramite un`adeguata regolamentazione è possibile evitare distorsioni concorrenziali come situazioni di conflitto di interesse o fenomeni di cattura del regolatore che sono la causa principale di tariffe più elevate, servizi di qualità peggiore e minori investimenti.
L`Autorità raccomanda, infine, una determinazione, la più stringente possibile, della fase transitoria al termine della quale le gestioni di servizi pubblici locali attualmente esistenti dovranno adeguarsi alla nuova normativa.
è disponibile in allegato il testo integrale della Segnalazione 28 dicembre 2006 – AS375 dell`Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato