L`analisi del mercato delle infrastrutture mostra una preoccupante caduta dei bandi di gara, ridottisi, nel 2006, del 16,8% nel valore e del 7,6% nel numero rispetto all`anno precedente. Tale contrazione è proseguita nei primi due mesi del 2007, con tassi di decremento del -12,6% in valore e del -14% nel numero rispetto allo stesso periodo del 2006 .
Particolarmente grave la situazione dell`Anas che subisce nei primi due mesi di quest`anno una riduzione delle opere bandite del 62,5% in valore e 28,2% in numero rispetto allo stesso periodo del 2006.
Accanto alla preoccupazione per il ridimensionamento del mercato c`è la sorpresa per il mancato utilizzo delle risorse stanziate dalla Finanziaria 2007, che con un incremento del 26% degli stanziamenti per nuove infrastrutture aveva interrotto una pesante contrazione registrata nei tre anni precedenti (-43%).
I ritardi e gli adempimenti burocratici richiesti, che paiono assolutamente in contrasto con le aspettative che la stessa manovra di finanza pubblica aveva alimentato, fanno sì che le risorse promesse diano effetti solo sulla carta.
A titolo di esempio, per l`Anas le risorse autorizzate sono subordinate ad un piano quinquennale 2007-2011 di investimenti, per la cui approvazione però, è previsto un iter particolarmente complesso, in grado di ritardarne in modo sensibile l`entrata in vigore.
Un ulteriore rischio sull`effettiva disponibilità degli stanziamenti per nuove infrastrutture previsti dalla Finanziaria 2007 è legato alla reale disponibilità delle risorse che dovranno confluire nel Fondo TFR presso l`INPS. Solo dopo la sua quantificazione, prevista nella trimestrale di cassa di settembre, sarà possibile conoscerne la reale consistenza e iniziare ad utilizzarne le risorse.
Un altro rischio legato al regolare funzionamento delle attività delle stazioni appaltanti riguarda l`inaccettabile discontinuità nei trasferimenti delle risorse da parte del Ministero dell`economia, che rischia di creare un contenzioso con le imprese creditrici ed un aggravio di costi a carico della stessa amministrazione pubblica.
A rischio è anche la prosecuzione del programma delle opere strategiche della Legge Obiettivo, per il quale è in corso, ormai da troppo tempo, la revisione e la definizione dell`elenco delle nuove priorità.
In allegato è disponibile il testo integrale del Report