E' stato pubblicato il decreto 21 gennaio 2008 del Ministero del lavoro recante la "Adozione del modulo per le dimissioni volontarie dei lavoratori".
Nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 19 febbraio scorso è stato pubblicato l’allegato decreto 21 gennaio 2008 del Ministero del lavoro recante la “Adozione del modulo per le dimissioni volontarie dei lavoratori”.
Si ricorda che la legge n. 188/07 ha previsto che la lettera di dimissioni volontarie del lavoratore, a pena di nullità, va consegnata al datore di lavoro utilizzando appositi moduli predisposti dal Ministero del lavoro.
Sono tenuti a tale adempimento: i lavoratori con un contratto di lavoro subordinato, di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, con contratto di collaborazione di natura occasionale, di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, i soci di cooperative.
In proposito, il Dicastero ha predisposto esclusivamente un modulo telematico disponibile nell’ambito del proprio sito www.lavoro.gov.it..
Data la particolare struttura della relativa procedura informatica, il lavoratore deve necessariamente rivolgersi alle sedi abilitate a fornire assistenza in materia. Tali sedi sono individuate dalla citata legge n. 188 e sono: le Direzioni provinciali del lavoro; gli Uffici comunali; i Centri per l’impiego.
Conseguentemente, a decorrere dal prossimo 5 marzo, il lavoratore che intenda dimettersi dovrà rivolgersi agli appositi servizi che gli enti di cui sopra metteranno a disposizione del medesimo.
In particolare, il modulo in parola deve essere compilato e trasmesso al Ministero del lavoro; successivamente lo stesso va stampato e consegnato al datore di lavoro, il quale provvederà a comunicare l’avvenuta cessazione del rapporto di lavoro entro i consueti 5 giorni dalla consegna dello stesso.
Con un nuovo decreto dello stesso Dicastero dovranno essere definiti i contenuti di specifiche convenzioni con le quali verranno fissate le modalità attraverso cui è possibile per il lavoratore ricevere assistenza per la compilazione del modulo in parola anche tramite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e i patronati.
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