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Presso la Commissione Lavoro si è svolta l`audizione del Ministro del Lavoro, della Sanità e delle Politiche sociali, On. Maurizio Sacconi.

Archivio, Governo e Parlamento

Assetto delle relazioni industriali: prosegue alla Camera dei Deputati l`indagine conoscitiva.

23 Luglio 2008
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Presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, nell`ambito dell`indagine conoscitiva sull`assetto delle relazioni industriali e sulle prospettive di riforma della contrattazione collettiva, si è svolta, il 2 luglio scorso, l`audizione del Ministro del Lavoro, della Sanità e delle Politiche sociali, On.le Maurizio Sacconi.
Il Ministro ha, preliminarmente, evidenziato che “si possano assegnare alle relazioni industriali due funzioni fondamentali: dare valore alla persona che lavora; accompagnare i processi di continuo aggiustamento dell`economia e delle imprese.
Rispetto a tali funzioni, pensiamo che il sistema delle relazioni industriali debba essere (e, se vogliamo, debba anche rimanere, visto che questa è stata la caratteristica che sin qui ha avuto nel nostro Paese) un sistema libero e responsabile, non burocratizzato nè irrigidito da discipline pubblicistiche che possono condurre anche a controversie in sede giudiziaria””.
Dopo aver ripercorso il contenuto degli accordi del 1993 che hanno “effetti evidenti nel tempo: bassi salari e bassa produttività nonchè il passaggio ad una fase del rapporto tra capitale e lavoro che io chiamerei apatica, o dell`indifferenza””, il Ministro ha ricordato che la Commissione Giugni nel 1997 dice “ sostanzialmente che quegli accordi hanno già esaurito la loro funzione e che bisogna assolutamente cambiare, soprattutto nella direzione di cui poi da allora teoricamente si discute, ma praticamente si fa poco: il collegamento tra salari e produttivita””`.
Undici anni dopo le parti sembrano “ finalmente intenzionate a cambiare quel modello contrattuale, che fa del contratto nazionale uno strumento particolarmente invasivo, che si articola in un`infinità di accordi (chiedo aiuto anche a Damiano e a Cazzola sul numero): oltre 400, se si considerano le articolazioni””.
Ha proseguito chiedendosi “quanti sappiano distinguere, nei fatti, il contratto quadriennale da quello biennale: in realtà ogni contratto è di fatto biennale, anche se uno si carica un pò di più di elementi normativi. Chiuso un contratto, si apre già la fase contrattuale dell`altro e quindi, come ho già detto, l`invasività del contratto nazionale rende poco credibile e dà poco spazio alla possibilità di intensi accordi aziendali””.
In particolare ha sottolineato che “l`accordo del 1993, pur riconoscendo l`importanza della dimensione aziendale, considera quest`ultima, appunto, di secondo livello. Definisce così la contrattazione aziendale, come un piccolo corollario rispetto al vero contratto, che è il contratto nazionale, ancorato non rigidamente all`inflazione programmata, con un recupero dopo due anni dell`inflazione effettiva (vorrei ricordarlo, anche rispetto al dibattito vigente) non totale, bensì depurato dalla componente esterna dell`inflazione””.
Pertanto, Sacconi ha affermato di credere che “la svolta debba essere radicale e che debba articolarsi su due contenuti, nel segno di quella che ho più volte chiamato il passaggio dal conflitto e dall`apatia alla complicità tra capitale e lavoro.
Il primo contenuto è quello della condivisione, nella dimensione aziendale (ma anche, se possibile, nella dimensione complessiva del sistema Paese), sia degli obiettivi, sia dei risultati e degli utili.
Condividere obiettivi, quindi, sapendo che se essi vengono raggiunti una quota parte di essi, decisa in partenza, viene equamente ripartita, nella dimensione complessiva del sistema Paese e nella dimensione aziendale””.
“Il secondo contenuto della complicità tra capitale e lavoro è la cogestione, nella dimensione territoriale, di tutti servizi che promuovono la persona nel lavoro e nella società.
Quindi il contratto nazionale resta ed è utile come cornice importante. Esso, tuttavia, deve essere più contenuto in questa dimensione dell`essenziale, per lasciare spazio a quello che viene in teoria oggi da tutti riconosciuto come l`ambito eminente della contrattazione, cioè l`azienda””.
Il Ministro ha, altresì, rilevato che l`altro fondamentale aspetto che riguarda la cogestione dei servizi che promuovono la persona nel lavoro e nella società, è rappresentato dagli organismi bilaterali, cioè dalla libera organizzazione degli attori sociali in enti e organismi bilaterali ed ha citato, quindi, alcuni aspetti sui quali “gli organismi bilaterali possono agire e già oggi agiscono: salute e sicurezza nel lavoro; collocamento; un secondo pilastro aggiuntivo all`indennità di disoccupazione per quanto riguarda l`integrazione del reddito di un disoccupato involontario, o anche di chi è sospeso dal lavoro, come accade nell`artigianato già oggi; la formazione; la cosiddetta long term care, cioè forme di sostegno nel caso di non autosufficienza del lavoratore o di persone del nucleo familiare””.
Il Ministro ha evidenziato che “ sia per quanto riguarda la condivisione di obiettivi ma anche di risultati, sia per quanto riguarda la condivisione di servizi che sviluppano la persona nel lavoro e nella società, la centralità delle relazioni industriali si trova nell`azienda e nel territorio””.
In conclusione del suo intervento, Sacconi ha rilevato che il sistema delle relazioni industriali è parte della competitività del Paese nonchè della coesione sociale “abbiamo un sistema di relazioni industriali che oggi lascia insoddisfatti tanto i lavoratori quanto le imprese, ridondante ma inefficace. Credo che sia doveroso stimolarne il cambiamento, mantenendo la libera responsabilità in capo agli attori, ma creando condizioni di contesto affinchè ne traggano vantaggio innanzitutto i lavoratori e, insieme ad essi, anche le imprese””.
Si vedano precedenti del 1° luglio 2008 e dell`11 luglio 2008.
Testo dell`audizione
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Presso la Commissione Lavoro si è svolta l`audizione del Presidente del CNEL, Prof. Antonio Marzano.

Archivio, Governo e Parlamento

Assetto delle relazioni industriali: prosegue alla Camera dei Deputati l`indagine conoscitiva.

11 Luglio 2008
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Presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, nell`ambito dell`indagine conoscitiva sull`assetto delle relazioni industriali e sulle prospettive di riforma della contrattazione collettiva, il 25 giugno scorso si è svolta l`audizione del Presidente del CNEL, Antonio Marzano.

Il Prof. Marzano ha evidenziato che il CNEL ha approvato recentemente un documento di osservazioni e proposte che contiene linee di indirizzo concernenti l`impostazione del Documento di Programmazione Economico-Finanziaria ed ha espresso la propria posizione sulla riforma della struttura della contrattazione.
Ha, inoltre, aggiunto che è convinzione del Consiglio che “per aumentare la produttività e la competitività complessiva del sistema produttivo, sia indispensabile ricostruire un quadro di fattivo impegno delle forze sociali, anche attraverso un nuovo modello contrattuale che, estendendo la contrattazione di secondo livello, determini un deciso incremento della produttivita””`.
Il Presidente del CNEL ha poi rilevato la necessità di contenere l`andamento del tasso di inflazione e di tutelare il valore reale delle retribuzioni e ha affermato che “la sperimentazione delle norme in materia di detassazione degli straordinari andrebbe utilizzata in funzione di un più generale quadro di rilancio della competitività del sistema produttivo che veda il comune impegno delle parti sociali e del mondo politico. In quest`ottica andrebbe verificata l`efficacia delle regole tese a evitare possibili utilizzazioni elusive di tale misura, andrebbero elaborate proposte per superare ogni aspetto di segmentazione del mercato del lavoro e andrebbe più nettamente valorizzata la sua funzione di misura volta al recupero della produttività di azienda. In questo quadro sarebbe auspicabile collocare gli interventi all`interno di un disegno che accompagni il forte impegno delle parti sociali nella definizione di un nuovo modello contrattuale che assegna alla contrattazione di secondo livello un ruolo decisivo nella promozione della competitività dell`economia””.
Ha, altresì, sottolineato la necessità di sostenere la diffusione del secondo livello di contrattazione anche rafforzando alcuni strumenti già definiti nel Protocollo su previdenza, lavoro e competitività del luglio 2007.
Il Prof. Marzano ha poi rilevato che la prima evidenza dell`analisi è la flessione della frequenza di questo tipo di contrattazione lungo il periodo che va dal 1998 al 2006. Al riguardo ha specificato che la tendenza a ricorrere sempre meno alla contrattazione di secondo livello, che invece è auspicata, si manifesta sia per le imprese maggiori che, in modo più evidente, per quelle di minore dimensione.
A tale proposito ha precisato che il declino porta la frequenza della contrattazione dal 40-60% all`anno del 1999-2000 a solo il 10% del 2006.
Si è poi soffermato sull`esigenza di una riforma del welfare che tenga in maggior conto i problemi del lavoro femminile, la necessità di servizi per la famiglia, i problemi del lavoro giovanile e la necessità di sostegno nelle fasi di transizione tra lavori diversi.
Sul tema dei salari differenziati e cioè nell`ambito del secondo livello, ha evidenziato che i salari potrebbero essere più alti laddove la produttività è maggiore. Al riguardo, ha rilevato, infatti, che con il secondo livello, fermo restando un livello del salario che tenga conto delle esigenze dell`impresa marginale a livello nazionale, si possono dare maggiorazioni salariali diverse, a seconda della produttività delle imprese, e dove la produttività è più alta, dare salari più alti.
Il Presidente ha concluso, quindi, rilevando che con interventi di ulteriore qualificazione della banca dati del CNEL si potrebbero aggiornare i criteri della contrattazione e specializzare l`osservazione e l`elaborazione dei contenuti della stessa con riferimento ad alcune tematiche, quali ad esempio, la salute e la sicurezza sul lavoro, gli incentivi alla produttività, la pratica della formazione continua e il ruolo e le finalità degli organismi bilaterali.
Si veda precedente del 1° luglio 2008.
Testo dell`audizione
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