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Nell`Atto di indirizzo viene chiesto al Governo l`impegno immediato a favore del settore delle costruzioni e, tra le misure da adottare, la destinazione di una quota di risorse ad un Piano di rilancio delle opere infrastrutturali piccole e medie.

Archivio, Governo e Parlamento

Crisi del settore delle opere pubbliche e dell`edilizia: Mozione alla Camera dei Deputati.

19 Febbraio 2009
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è stata presentata alla Camera dei Deputati la Mozione n. 1-00120 (primi firmatari gli On. Roberto Cota, Presidente del Gruppo LNP, e Guido Dussin, Capogruppo LNP in Commissione Ambiente) quale Atto di indirizzo rivolto al Governo “allo scopo di far fronte alla fase acuta della crisi del settore delle opere pubbliche e dell`edilizia””.
Nelle premesse all`Atto viene evidenziato, tra l`altro, che:
–“l`Unione europea per far fronte alla crisi mondiale ha predisposto un Piano europeo di ripresa economica rivolto a tutti gli Stati membri affinchè coordinino le proprie iniziative economiche in alcuni settori chiave in grado di rilanciare gli investimenti, tra i quali le infrastrutture, l`edilizia e il risparmio energetico””;
–“nel settore edile italiano, l`industria delle costruzioni ha registrato una diminuzione media degli investimenti a livello nazionale pari al 2,3 per cento nel 2008 con previsione di un calo del 6,8 per cento per il 2009“
–“ solo nel Veneto, una delle Regioni più produttive del Paese ove il comparto delle costruzioni rappresenta il 9 per cento degli occupati e più dell`11 per cento del Pil, il freno dei cantieri si traduce in un miliardo di euro in meno in valore di investimenti, con 4.000 addetti che rischiano il posto di lavoro e con 200 imprese edili che hanno chiesto la cassa integrazione per i propri operai””;
–“il crollo delle costruzioni produce effetti devastanti sull`indotto, soprattutto sull`industria dei materiali di costruzione, piastrelle, mobili con conseguenze negative anche per diversi altri settori collegati, e un crollo delle entrate dello Stato relative all`imposta sul reddito e all`imposta sul valore aggiunto dei materiali e servizi””;
–“la situazione si aggrava a livello locale per l`effetto del patto di stabilità interno che provoca l`arresto degli investimenti dei comuni, anche se virtuosi, e spesso impedisce ai comuni stessi di pagare parte dei lavori già eseguiti, creando gravi difficoltà alle imprese””;
–“ il cospicuo ritardo con il quale la pubblica amministrazione liquida le fatture delle imprese con tempi di pagamento che oscillano tra i 90 e i 270 giorni e con una media di 138 giorni, che mette in difficoltà gli imprenditori che devono chiedere finanziamenti alle banche. Secondo l`Ance tali ritardi nei pagamenti costano alle imprese 934,7 milioni di euro all`anno, aggravando la crisi del settore””;
–“il rilancio immediato del settore delle infrastrutture e delle costruzioni creerebbe un circolo virtuoso economico producendo più investimenti, più occupazione, meno cassa integrazione, maggiori incassi per lo Stato a livello di imposte, sia dagli atti di trasferimento della proprietà, sia dalle imposte sul valore aggiunto e sia dalle imposte sul reddito””;
–“il rilancio dell`edilizia privata deve correre in parallelo con il sostegno delle fasce economicamente più deboli, delle giovani coppie e delle famiglie a basso reddito nell`acquisto della propria abitazione principale””.
Inoltre, tra le considerazioni illustrate in premessa vengono evidenziate ulteriori questioni connesse all`ammodernamento del parco immobiliare nel rispetto dei principi della sostenibilità ambientale, alle azioni dirette a favorire l`acquisto di nuove abitazioni tra cui la parificazione del tasso di interesse da praticare sui mutui al tasso ufficiale di riferimento della BCE (maggiorato di non oltre lo 0,5%); alle agevolazioni fiscali e finanziarie per case ecocompatibili anche attraverso la riduzione della fiscalità locale con l`abbassamento del costo dei terreni ed degli oneri di urbanizzazione.
Alla luce delle suddette premesse, si impegna il Governo a valutare, tra l`altro, la possibilità di:
–“adottare interventi immediati per risollevare il settore delle opere pubbliche, impegnandosi a destinare almeno 10 miliardi di euro ad un piano di rilancio delle opere infrastrutturali piccole e medie, di importo dei lavori inferiore alla soglia comunitaria, attraverso norme idonee a permettere un`accelerazione dell`iter di approvazione delle opere e una semplificazione delle procedure di appalto“;
–“prevedere la sospensione per il 2009 dell`applicazione delle norme del patto di stabilità interno per le opere in conto capitale realizzate dai comuni virtuosi””;
–“permettere ai comuni virtuosi di applicare l`addizionale Irpef ai fini della realizzazione di opere pubbliche, vincolando il prelievo alla realizzazione effettiva delle opere””;
–“stipulare accordi con il sistema bancario attraverso l`Abi, per la concessione di garanzie sui mutui prima casa da parte dello Stato, affinchè le banche possano offrire, alle giovani coppie e alle categorie svantaggiate di cittadini particolari condizioni nella concessione dei mutui ed in particolare la parificazione del tasso d`interesse al tasso ufficiale di riferimento della Banca centrale europea, maggiorato di non oltre lo 0,5 per cento””;
–“promuovere l`ammodernamento del parco immobiliare assegnando gli incentivi statali solo a condizione che gli interventi in edilizia siano eseguiti nel rispetto dei criteri della sostenibilità ambientale e della qualità della costruzione, secondo i principi dell`efficienza energetica delle migliori tecnologie disponibili nell`impiantistica, la domotica e l`interattività domestica, la sicurezza e il risparmio nelle fonti energetiche e nei costi di gestione””.
Si allega il Testo della Mozione.

1582-Testo della Mozione.pdfApri
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