Il termine entro cui i paesi della UE devono usare le dotazioni loro assegnate nel periodo di finanziamento 2000-2006 viene esteso e si introducono meccanismi atti a garantire una maggior efficacia dei finanziamenti erogati. A seguito dell’invito della Commissione, gli Stati membri hanno chiesto di prorogare l’ammissione al finanziamento di 385 programmi di politica di coesione su 555 del periodo 2000-2006, se i fondi non risultassero interamente utilizzati. La proroga del periodo di ammissibilità riguarda i 4 Fondi strutturali all’epoca in vigore: Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), Fondo sociale europeo (FSE), Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia (FEAOG) e Strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP). La flessibilità concessa permetterà agli Stati membri e alle regioni di realizzare e portare a termine un maggior numero di progetti in loco. La Commissione vuole che sia data precedenza a settori e misure “ad alto ritorno”, come l’investimento nell’efficienza energetica, nella creazione di posti di lavoro “verdi”, nel risparmio energetico, nel sostegno a tecnologie non inquinanti e in settori come l’edilizia. La Commissione ha anche deciso di consentire agli Stati membri e alle regioni una maggior flessibilità nell’assegnazione di finanziamenti per varie priorità. Il margine di flessibilità del 2% per trasferire finanziamenti da un cosiddetto “asse prioritario” (settore strategico di spesa di ogni programma operativo della politica di coesione) all’altro è ora aumentato al 10%.
I finanziamenti totali assegnati agli Stati membri per l’esercizio finanziario 2000-2006 era di 257 miliardi di euro. Finora, ne sono stati versati 225, pari all’87,5% del totale. Gli Stati membri possono ora effettuare fino al 30 giugno 2009 i pagamenti relativi a questo periodo.
Sempre nel quadro di azioni di risposta alla crisi finanziaria il Parlamento europeo ha approvato ad inizio aprile la proposta della Commissione europea (presentata in occasione del “recovery plan” del dicembre scorso) di consentire l’utilizzo delle risorse del Fondo europeo di Sviluppo Regionale per gli investimenti a favore dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili nell’edilizia abitativa. Sarà possibile destinare a tale scopo fino al 4% dello stanziamento FESR totale.