è all`attenzione della Commissione Politiche dell`Unione europea della Camera dei Deputati, la Relazione sulla partecipazione dell`Italia all`Unione Europea per il 2008 (Relatore l`On. Elena Centemero del Gruppo parlamentare PdL), predisposta ai sensi dell`articolo 15 della L. 11/05.
Il Documento, che come da prassi sarà esaminato congiuntamente al disegno di legge comunitaria 2009 (DDL 2449/C), è suddiviso nelle seguenti tre parti:
– Parte prima: Sviluppi del processo di integrazione europea e orientamenti generali delle politiche dell`Unione europea che tratta delle questioni istituzionali e strategiche dell`Unione europea e degli orientamenti prioritari delle politiche economiche e finanziarie rispetto alla crisi in atto;
– Parte seconda: Partecipazione dell`Italia al processo di integrazione europea e recepimento nell`ordinamento interno che analizza gli aspetti generali di tale partecipazione e quelli connessi alle singole politiche comuni, nonchè la partecipazione dell`Italia alla dimensione esterna dell`Unione, tra cui la politica estera comune e quella di sicurezza e difesa;
– Parte terza: Politiche di coesione economica e sociale e flussi finanziari dall`Unione europea all`Italia che, oltre ad illustrare l`attuazione delle politiche rispetto al contesto economico territoriale (Mezzogiorno, Centro Nord e Regioni), si sofferma sugli interventi dei programmi dei Fondi strutturali 2000-2006, l`avvio della programmazione 2007-2013 e l`andamento dei flussi finanziari dall`Unione europea verso l`Italia.
Tra le numerose tematiche sviluppate nelle suddette Parti, si segnalano, per quanto di maggiore interesse, le seguenti:
SVILUPPI DEL PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA E ORIENTAMENTI GENERALI DELLE POLITICHE DELL`UNIONE EUROPEE
Nell` illustrare gli sviluppi del processo di integrazione europea, la Relazione fa una sintesi della riforma dei Trattati, degli altri sviluppi istituzionali e del processo di allargamento dell`Unione europea.
Inoltre, con riferimento agli orientamenti prioritari delle politiche in campo economico finanziario e alla risposta dell`Unione europea alla crisi, vengono illustrati gli aspetti concernenti l`applicazione del Patto di stabilità e crescita, nonchè la risposta dell`Unione europea alla crisi economica e finanziaria che prevede, tra l`altro, il Piano europeo anticrisi.
Applicazione del Patto di stabilità e crescita
Il Patto di stabilità e crescita, così come riformato nel 2005 rappresenta uno dei pilastri su cui si regge l`intero impianto della governance economica europea. Al riguardo, viene evidenziato che la crisi economica esplosa alla fine del 2008 metterà comunque alla prova le regole del nuovo Patto in presenza di andamenti fortemente negativi del ciclo economico e che il Consiglio Ecofin, nelle riunioni di febbraio e marzo 2008, ha approvato i Pareri sugli aggiornamenti dei Programmi di stabilità e convergenza degli Stati membri che hanno beneficiato di una proroga dei termini di presentazione dei Programmi a causa dell`insediamento di nuovi governi.
In particolare, in relazione all`aggiornamento del Programma di stabilità dell`Italia, nel Parere adottato nella sessione del 12 febbraio, il Consiglio Ecofin ha invitato l`Italia a:
– rafforzare gli obiettivi di bilancio per il 2008, facendo tesoro dei positivi risultati del 2007, allo scopo di garantire l`aggiustamento fiscale programmato e il raggiungimento dell`obiettivo di medio termine entro il periodo coperto dal programma, nonchè assicurare una più rapida riduzione del debito pubblico;
– attuare completamente la riforma delle pensioni, provvedendo al necessario aggiornamento dei coefficienti di trasformazione che legano i benefici pensionistici all`aspettativa di vita al momento del pensionamento;
– specificare la strategia e le misure che intende adottare per conseguire gli obiettivi di bilancio dichiarati, prestando particolare attenzione alla qualità delle finanze pubbliche e alle procedure relative alle decisioni di bilancio.
Inoltre, nel mese di luglio 2008 il Consiglio Econfin ha adottato le decisioni di chiusura delle procedure per disavanzi eccessivi aperte nei confronti di Italia, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca e Slovacchia. Nei confronti dell`Italia è stata riconosciuta una correzione dei conti pubblici ampiamente superiore a quanto richiesto dalla Raccomandazione del Consiglio del luglio 2005, mentre è stata dichiarata l`esistenza di un disavanzo eccessivo nel Regno Unito, unico Stato membro, insieme all`Ungheria che risulta così soggetto ad una procedura per disavanzi eccessivi a fine 2008.
La risposta dell`Unione europea alla crisi economica e finanziaria
? Piano europeo anticrisi
Alla luce dell`estensione della crisi finanziaria all`economia reale, del deterioramento delle prospettive di crescita e dei rischi di recessione con le conseguenti ricadute sull`occupazione, il Consiglio europeo dell`11 e 12 dicembre ha approvato un Piano di ripresa economica (European Economic Recovery Plan) che mobilita risorse pari a 200 miliardi di euro circa e prevede, in particolare:
– l`aumento degli interventi della Banca Europea degli investimenti (BEI) a favore delle piccole e medie imprese (PMI), energie rinnovabili e settore automobilistico;
– l`accelerazione dell`attuazione dei programmi finanziati dai Fondi strutturali, con enfasi sulla tutela dell`occupazione, sulle infrastrutture e sull`efficienza energetica;
– il rafforzamento degli investimenti nelle infrastrutture e nella banda larga, nel quadro del bilancio comunitario e nel rispetto delle Prospettive finanziarie;
– un accordo sull`IVA ridotta sui servizi ad alta intensità di lavoro;
– l`incremento di fatto per due anni della soglia minima degli aiuti si Stato al fine si ampliare la possibilità per gli Stati di concedere aiuti e varo di un pacchetto di misure finalizzate a contemperare la salvaguardia dei principi vigenti con le nuove esigenze di sostegno alle banche ed alle imprese;
– l`introduzione di procedure accelerate per le gare sugli appalti pubblici (riduzione delle durata della procedura di gara da 87 a 30 giorni).
PARTECIPAZIONE DELL`ITALIA AL PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA E RECEPIMENTO NELL`ORDINAMENTO INTERNO
Viene illustrata, tra l`altro, l`attività del CIACE, l`attuazione della strategia di Lisbona (PNR 2008-2010), l`attività di recepimento della normativa comunitaria, la formazione all`Europa delle pubbliche amministrazioni e rafforzamento della presenza italiana presso le istituzioni della UE, vengono approfonditi, in un`apposita Sezione, gli aspetti relativi alla partecipazione al processo normativo nelle singole politiche, tra cui il mercato interno e la concorrenza, la politica agricola e per la pesca, la politica per i trasporti e le reti transeuropee, la politica per la società dell`informazione e le nuove tecnologie, la politica per la ricerca e l`innovazione, la politica energetica e per l`ambiente e, infine, le politiche sociali.
Mercato interno e concorrenza
? Appalti pubblici
Nell`ambito della politica del mercato interno e della concorrenza, oltre al miglioramento dell`ambiente giuridico per i cittadini e le imprese in cui viene richiamato il cosiddetto “Small business Act“ per il consolidamento del mercato interno, un apposito paragrafo è dedicato agli appalti pubblici.
In particolare, viene evidenziato che nel 2008 l`attività del Governo nel settore degli appalti e con riferimento alla fase ascendente, si è concentrata sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul coordinamento delle procedure di aggiudicazione di alcuni appalti pubblici di lavori, servizi e forniture nel campo della difesa e delle sicurezza, proseguendo, al riguardo, l`esame della direttiva presentata dalla Commissione europea nel dicembre 2007 nel contesto del “pacchetto difesa””. Lo scopo prioritario della suddetta direttiva è quello di delineare un adeguato quadro normativo per la graduale realizzazione di un mercato europeo delle difesa e della sicurezza mantenendo l` “acquis“ della direttiva quadro in materia di appalti pubblici (direttiva 18/2004/CE), prevedendo, peraltro, una serie di esclusioni specifiche dalla disciplina generale per la specificità del settore regolamentato.
Con riferimento, invece, alla fase discendente, l`attività del Governo nella materia degli appalti pubblici ha riguardato essenzialmente i seguenti atti:
– l`adozione del decreto legislativo n.152/08, cosiddetto “terzo correttivo”” del Codice dei Contratti pubblici di cui al D.Lgs. 163/06 con cui sono state apportate ulteriori modifiche al Codice, proseguendo l`opera di revisione dello stesso avviata con i due precedenti correttivi (d.lgs. 6/07 e d.lgs. 113/07) allo scopo di adeguare la normativa nazionale ai rilievi formulati dalla Commissione europea nella procedura di infrazione n. 2007/2309, alla sentenza della Corte di Giustizia del 15 maggio 2008 (nelle cause C-147/06 e C-148/06) sull`esclusione automatica delle offerte anomale nei contratti sotto soglia, nonchè alle osservazioni, relative alle norme primarie, formulate dal Consiglio di Stato con il parere n. 3262 del 2007, reso sullo Schema di regolamento di esecuzione ed attuazione del Codice, e ai rilievi mossi sullo stesso regolamento dalla Corte dei Conti. Inoltre, al fine di adeguare il regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice dei Contratti pubblici al richiamato parere del Consiglio di Stato, nonchè alle modifiche introdotte dal terzo correttivo, il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti ha predisposto un nuovo Schema di provvedimento, avviando il nuovo iter per la sua approvazione;
– nel 2008 è stata avviata l`attività per il recepimento della direttiva 2007/66/CE sul miglioramento dell`efficacia delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici (recepimento previsto dal disegno di legge comunitaria 2008).
? Aiuti di Stato
In relazione alla politica della concorrenza in senso stretto viene rilevato che nel corso del 2008 la Commissione ha proseguito e pressochè completato l`opera di rinnovamento dell`impianto normativo comunitario per la disciplina degli aiuti di Stato già avviato nel 2005 con l`adozione del “Piano d`azione nel settore degli aiuti di Stato“, presentato dalla Commissione europea per la riforma della politica degli aiuti di Stato da completare in cinque anni (dal 2005 al 2009). L`obiettivo del Piano è garantire agli Stati membri un quadro chiaro e prevedibile, che consenta loro di concedere aiuti di Stato volti al conseguimento degli obiettivi della strategia di Lisbona. Tuttavia, a causa dello scoppio della crisi finanziaria ed economica l`esecutivo comunitario ha adottato misure di emergenza per consentire agli Stati di supportare, con specifici interventi a carattere temporaneo, le aziende colpite dalla pesante crisi di liquidità monetaria.
Nel corso del 2008 la Commissione europea ha pubblicato una Comunicazione per stabilire il metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione utilizzati nell`analisi dei casi di aiuto di Stato per quantificare il valore dell`aiuto e, conseguentemente, ha adottato il regolamento (CE) n. 271/2008 per modificare la metodologia per definire i tassi di interesse applicabili in caso di recupero di aiuti illegali.
Nel mese di aprile dello stesso 2008, la Commissione ha licenziato i nuovi orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato per la tutela dell`ambiente. In particolare, la nuova disciplina è parte integrante del complessivo pacchetto sull`energia ed il cambiamento climatico inteso a garantire ai Paesi comunitari adeguati incentivi perchè gli stessi siano indotti ad incrementare le loro politiche in difesa dell`ambiente e per uno sviluppo compatibile.
A differenza della disciplina precedente vengono individuate una serie di misure per le quali gli aiuti di Stato possono, a determinate condizioni, risultare compatibili con l`articolo 87, paragrafo 3, lett. c) del Trattato CE. Tra le suddette misure si segnalano le seguenti:
– aiuti alle imprese per elevare il livello di tutela ambientale oltre le soglie fissate da norme comunitarie o in assenza di norme comunitarie;
– aiuti per il risparmio energetico;
– aiuti a favore delle fonti energetiche rinnovabili;
– aiuti per la gestione dei rifiuti;
– aiuti sotto forma di sgravi o esenzioni da imposte ambientali.
In relazione alla nuova disciplina si evidenzia che l`importo degli aiuti può raggiungere il 100% del costo dell`investimento ammissibile nel caso in cui gli aiuti all`investimento vengono concessi tramite una procedura ad evidenza pubblica che garantisca effettivamente che gli aiuti si limitano al minimo necessario per raggiungere il beneficio ambientale.
Nel mese di giugno 2008 la Commissione ha pubblicato la nuova Comunicazione sugli aiuti di stato concessi sottoforma di garanzie con cui l`istituzione comunitaria, consapevole delle potenzialità che il ricorso al credito privato può avere per gli investimenti delle PMI, ha inteso facilitarne l`accesso al mercato finanziario attraverso la previsione di un sistema semplificato di verifica della compatibilità della garanzia prestata.
Inoltre, nello stesso 2008, la Commissione è giunta all`approvazione del regolamento generale di esenzione per categoria (n. 800/2008 del 6 agosto 2008) ed ha adottato due strumenti normativi a carattere temporaneo per fronteggiare in maniera efficace la crisi finanziaria ed economica. Il primo strumento ha interessato il settore bancario e il secondo ha interessato le misure di aiuto di Stato a sostegno delle imprese, per rimediare alle loro difficoltà nell`accesso al finanziamento.
Politica per i trasporti e le reti transeuropee
Nella Relazione vengono segnalate le attività svolte dal Governo, sia nella fase ascendente che discendente, nel settore dei trasporti, con particolare riferimento all`autotrasporto, al trasporto ferroviario e marittimo, e nel settore delle infrastrutture, con particolare riferimento alle reti transeuropee (TEN).
? Settore trasporti
In particolare, in materia di sicurezza stradale è stata adottata una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio (in fase di pubblicazione nella GUUE) sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali e, nel settore del trasporto delle merci pericolose, è stata adottata la direttiva 2008/68/CE.
Nel luglio 2008, la Commissione ha presentato un pacchetto per i trasporti eco-compatibili (greening transport packege) per affrontare il problema dell`inquinamento e contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell`Unione europea per quanto riguarda i cambiamenti climatici e la politica energetica.
Con riferimento al suddetto pacchetto l`Italia ha evidenziato lo stretto legame che intercorre tra ambiente e trasporto, sottolineando la necessità di adottare misure graduali, che tengano conto delle specificità nazionali e della congiuntura economica.
In materia di trasporti nella relazione vengono poi indicati gli atti normativi comunitari adottati nel corso del 2008 ed i relativi provvedimenti di recepimento nell`ordinamento nazionale.
? Settore infrastrutture
Per quanto riguarda il settore delle infrastrutture, la Relazione nel richiamare il Programma delle infrastrutture strategiche 2009-2011, allegato al DPEF 2009-2013, evidenzia che la politica in questa materia è improntata, da un lato, al rafforzamento del processo di integrazione nell`ambito delle reti transeuropee, e, dall`altro, al completamento delle infrastrutture di trasporto di rilevanza nazionale, con un`attenzione particolare al Mezzogiorno.
Al riguardo, infatti, viene rilevato che nel corso degli ultimi anni l`economia italiana è stata caratterizzata da una crescita inferiore rispetto alla media europea e, con particolare riferimento al Mezzogiorno, la crescita potenziale dell`area rimane compressa anche per la minore disponibilità di infrastrutture funzionanti e l`inferiore qualità dei servizi pubblici offerti a cittadini e imprese.
La politica regionale, sia quella cofinanziata dai Fondi strutturali europei, sia quella finanziata totalmente da fonti nazionali (Fondo Aree Sottoutilizzate – FAS), contribuisce fortemente al potenziamento delle infrastrutture, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno. La stessa manovra finanziaria 2009, mediante il DL 112/08, convertito dalla L. 133/08, ha previsto la concentrazione degli interventi dei fondi FAS a favore di settori strategici riferiti alle infrastrutture, anche energetiche, alle reti di telecomunicazione e ai servizi di trasporto. Le assegnazioni FAS stabilite dal CIPE, alla data del 31 maggio 2008 non impegnate o programmate nell`ambito di Accordi di Programma Quadro, sono state destinate a interventi strategici di interesse nazionale ed è stato inoltre istituito a partire dal 2008 un Fondo per il finanziamento di interventi finalizzati al potenziamento della rete infrastrutturale di livello nazionale, ivi comprese le reti di telecomunicazione ed energetiche, di cui è riconosciuta la valenza strategica ai fini della competitività e della coesione del Paese.
In particolare, le Regioni sono tenute a concentrare le risorse sulle infrastrutture definite di interesse strategico nel rispettivo ambito territoriale, in sede di predisposizione dei programmai finanziati dal citato FAS.
Politica energetica
Nell`anno 2008 l`Unione europea ha registrato una svolta nella politica integrata in materia di energia e cambiamento climatico, confermando il proprio ruolo di leadership nel processo negoziale orientato al raggiungimento entro il 2020 degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra (20%), di incremento delle energie rinnovabili (20%), e di aumento dell`efficienza energetica (20%) ed, in particolare, il processo di integrazione europea in tale settore e la partecipazione dell`Italia al processo normativo comunitario si sono concentrati sul raggiungimento dei tre principali obiettivi della politica energetica comunitaria legati alla sicurezza dell`approvvigionamento energetico, alla competitività e allo sviluppo sostenibile.
Nel mese di ottobre 2008, in ambito Consiglio Energia, è stato raggiunto all`unanimità un accordo politico sull`intero terzo pacchetto normativo sul mercato interno dell`energia e, per quanto attiene all`efficienza energetica, è stato ribadito l`importante ruolo propulsore delle direttive quadro relative all`etichettatura energetica e alla progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia.
Inoltre, a novembre la Commissione ha adottato il secondo riesame strategico delle politica energetica che contiene un Piano d`azione per la sicurezza e la solidarietà, il quale tra gli interventi legislativi prevede, tra l`altro, una proposta di direttiva di revisione delle direttiva “performance”” energetica degli edifici.
Politica per l`ambiente
La politica per l`ambiente sviluppatasi nel corso del 2008 si è concentrata sull`approvazione da parte del Consiglio europeo dell`11 e 12 dicembre 2008 del “Pacchetto energia-clima“ presentato dalla Commissione all`inizio dell`anno. Tale Pacchetto contiene una serie di misure dirette a raggiungere l`obiettivo globale della riduzione del 20 % dei gas ad effetto serra entro il 2020 e di una percentuale del 20 per cento di energie rinnovabili nel consumo finale di energia dell`Unione europea, compreso un obiettivo del 10 % per i biocarburanti nel settore dei trasporti.
A tale proposito l`Italia, grazie all`impegno dimostrato a livello politico ed amministrativo, ha visto centrare entrambi gli obiettivi che si era prefissata per l`approvazione del pacchetto. In particolare, ha ottenuto l`introduzione degli elementi di flessibilità richiesti per il raggiungimento degli obiettivi nazionali (commercio virtuale di energia rinnovabile con Paesi terzi; maggior ricorso ai crediti per l`abbattimento delle emissioni nei Paesi in via di sviluppo (PVS); clausola di revisione a metà percorso per le emissioni rinnovabili e di riesame generale del pacchetto dopo la Conferenza di Copenaghen) e la riduzione dei costi per il sistema manifatturiero, onde evitare la temuta delocalizzazione delle imprese.
Infine, il 2008 ha registrato l`avvio e la conclusione dell`esame di numerose proposte normative finalizzate alla lotta ai cambiamenti climatici, nonchè l`adozione in via definitiva di numerose proposte normative o di indirizzo finalizzate alla protezione dei diversi media ambientali (acqua, suolo, aria ed ecosistemi).
Tra queste ultime, in particolare, la proposta di direttiva sulle emissioni degli impianti industriali, la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sui rifiuti.
Politica fiscale
In materia fiscale la relazione rileva che il Governo italiano ha partecipato, nel corso del 2008, ai lavori comunitari in tema di fiscalità diretta e di cooperazione amministrativa, contribuendo, in particolare, alle discussioni in seno al Consiglio ECOFIN riguardanti la revisione del regime dell`IVA. Nel contempo ci si è concentrati sull`attività di recepimento di tre direttive concernenti rispettivamente le imposte indirette sulla raccolta di capitali, il luogo delle prestazioni di servizi e il rimborso dell`imposta sul valore aggiunto.
Per quanto riguarda le aliquote IVA ridotte, nel corso del 2008 sono proseguite le discussioni in Commissione che hanno portato il 7 luglio alla presentazione di una proposta di direttiva volta a realizzare una prima razionalizzazione delle aliquote, attraverso il chiarimento di alcune definizioni di categorie cui sono applicabili le aliquote ridotte, la verifica in questo ambito della possibile estensione di categorie di servizi ad alta intensità di mano d`opera e l`applicazione a regime della possibilità di applicare ad esse l`aliquota ridotta. Il sopravvento della crisi finanziaria ha inserito la questione tra le misure per affrontare la crisi stessa e al Consiglio europeo dell`11 e 12 dicembre 2008 è stato espresso il sostegno all`applicazione di aliquote ridotte da parte degli Stati membri che lo desiderino in certi settori, chiedendo al Consiglio ECOFIN di regolare la questione entro marzo 2009.
La Commissione europea ha evidenziato il problema della frode fiscale, e delle frode IVA in particolare, suggerendo misure convenzionali e non convenzionali dirette a porre in essere una strategia comune di lotta. A tale proposito è stata presentata una prima proposta di misure convenzionali nel marzo 2008, intesa ad accorciare i termini di presentazione degli elenchi riepilogativi relativi alle operazioni intracomunitarie, la cui procedura di adozione è in via di ultimazione dopo la formale approvazione da parte del Consiglio.
Una seconda proposta di misure convenzionali è stata invece presentata dalla Commissione il 1° dicembre 2008 (COM (2008) 805) con lo scopo di individuare una procedura di salvaguardia nell`ambito delle importazioni di merci destinate ad altri Stati membri e di introdurre una responsabilità solidale del fornitore per gli acquisti intracomunitari.
Infine, in considerazione della contestuale Comunicazione con cui la Commissione ha ribadito la necessità di una strategia di lotta comune, la frode IVA rimarrà una priorità dei lavori comunitari anche per il 2009.
Politiche sociali
? Politica del lavoro
In sede europea la politica del lavoro ha ruotato principalmente attorno al concetto della flessicurezza (flexicurity), nel quadro del dibattito lanciato dalla Commissione europea con il Libro Verde sulla modernizzazione del diritto del lavoro, al quale il Governo ha contribuito con un proprio documento che ha tenuto conto delle posizioni delle Parti sociali. Da parte italiana è stato sottolineato che la combinazione di flessibilità e tutele deve tener conto del contesto istituzionale e delle specificità economiche e sociali dei singoli Paesi. Sull`argomento il Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche sociali ha organizzato una conferenza a Torino il 15-16 febbraio 2008, che ha consentito il confronto tra le esperienze di alcuni Stati membri.
Il contributo del Governo italiano ha riguardato la necessità di valorizzare le risorse umane, nella logica del welfare to work e delle flexicurity, e una nuova e diversa prospettiva di utilizzo del FSE, ai fini del sostegno alla transizione dei percorsi lavorativi e alle ristrutturazioni aziendali.
Nel mese di giugno, dopo un negoziato durato vari anni, il Consiglio EPSCO (Occupazione, Politica Sociale, Salute e Consumatori) ha trovato l`accordo su una posizione comune sulla proposta di modifica della direttiva 2003/88/CE mirante ad aggiornare alcuni importanti aspetti inerenti l`organizzazione dell`orario di lavoro e sulla proposta di direttiva relativa alle condizioni di lavoro dei lavoratori temporanei.
LE POLITICHE DI COESIONE ECONOMICA E SOCIALE E I FLUSSI FINANZIARI DALL`UNIONE EUROPEA ALL`ITALIA
La terza Parte della Relazione è dedicata all`attuazione delle politiche di coesione con riferimento al contesto economico territoriale (Mezzogiorno, Centro Nord e Regioni) e agli interventi dei programmi dei fondi strutturali 2000-2006 e l`avvio della programmazione 2007-2013, nonchè all`andamento dei flussi finanziari dall`Unione europea verso l`Italia.
Contesto economico territoriale
L`economia italiana, in rallentamento già dal 2007, ha evidenziato nel corso del 2008 un significativo peggioramento, in linea peraltro con l`evoluzione dell`economia internazionale bruscamente orientata verso un aggravamento sia della congiuntura sia delle prospettive di medio termine. La crescita del PIL in Italia, pari all`1,5 % nel 2007, è risultata negativa per 1 punto percentuale nel 2008. In particolare, resta rilevante il divario a sfavore del Mezzogiorno, testimoniato sia dalla quota di PIL pro capite dell`area rispetto alla media UE27, pari nel 2005 a 70 punti percentuali contro i 124 del Centro Nord, sia dai più recenti dati Istat sui conti regionali, che per il 2007 evidenziano nel Mezzogiorno una quota dello stesso indicatore in rapporto al resto del Paese in lieve aumento ma ancora intorno al 58 per cento. A livello regionale il divario nel Mezzogiorno è più marcato nelle Regioni dell`obiettivo convergenza (Campani, Puglia, Calabria e Sicilia), con valori dell`indice del PIL procapite, raffrontato alla media italiana, nettamente inferiori ai 70 punti percentuali, mentre nel Centro Nord soltanto l`Umbria presenta valori al di sotto della media del Paese.
Interventi dei Programmi dei Fondi Strutturali 2000-2006 e avvio della programmazione 2007-2013
Per quanto riguarda la programmazione dei Fondi strutturali, l`avvio del nuovo ciclo 2007-2013 prosegue con qualche lentezza generata sia dalle difficoltà economiche del contesto, sia da problemi comuni a tutti gli Stati membri e relativi alla tempistica di definizione degli adempimenti preliminari in materia di gestione e controllo.
La proroga al 30 giugno 2009 per la definizione delle spese, prospettata dalla Commissione europea in ragione della grave crisi economico-finanziaria in atto, offre una importante opportunità per portare a conclusione in tempo utile molte delle iniziative prossime alla chiusura.
Andamento del flussi finanziari dall`Ue verso l`Italia
A tale proposito la Relazione fornisce, sulla base dei dati raccolti e monitorati dalla Ragioneria Generale dello Stato, la situazione degli accrediti UE registrati nell`esercizio 2008, con aggiornamento alla data del 30 settembre 2008.
L`Unione europea, nell`ambito del perseguimento delle proprie finalità di sviluppo socio economico, destina agli Stati membri specifiche risorse finanziarie che, annualmente, danno luogo al materiale trasferimento di contributi a valere sulle diverse linee di bilancio comunitario.
Si tratta, in particolare, dei contributi in favore degli agricoltori per la realizzazione delle azioni previste dalla Politica Agricola Comune (PAC) finanziate attraverso il FEAGA e gli ulteriori accrediti costituiti dai Fondi strutturali.
Al riguardo, viene precisato che alla data del 30 settembre 2008, gli accrediti a favore del nostro Paese, a titolo di cofinanziamento degli interventi strutturali e come sostegno alla Politica Agricola Comune, sono stati pari a 8.557,06 milioni di euro.
Inoltre, la Relazione riporta nel dettaglio con l`illustrazione di apposite tabelle gli accrediti riguardanti il periodo 200-2006 ed il periodo 2007/2013, evidenziando gli interventi operativi di riferimento.
L`iter parlamentare del provvedimento prevede che a conclusione dell`esame sui contenuti della Relazione l`Aula approvi un`apposita Risoluzione.