In relazione all`avvio dell`iter parlamentare del decreto legge n. 78/09 recante “Provvedimenti anticrisi, nonchè proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali””, all`attenzione, in prima lettura, delle Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati, l`Ance ha rappresentato, nelle competenti sedi parlamentari, le proprie osservazioni e proposte in merito ai contenuti del provvedimento.
In particolare, in materia tributaria, l`Associazione si è soffermata sulla norma che prevede la detassazione, ai fini delle imposte sul reddito d`impresa, pari al 50% del valore degli investimenti relativi a determinati macchinari, di cui alla divisione 28 della tabella Ateco, effettuati dal 1° luglio 2009 e fino al 30 giugno 2010. Al riguardo, ha rilevato l`opportunità di estendere l`agevolazione al settore delle costruzioni, per il comparto dell`edilizia non residenziale, al fine di fronteggiare la significativa flessione dell`attività produttiva nel comparto e favorire, contestualmente, sia gli operatori economici nell`acquisto di fabbricati strumentali, sia le imprese del settore edile che, per effetto di tale crisi del mercato, non riescono a rispettare le previsioni di vendita degli immobili. Pertanto, ad avviso dell`Ance, la misura fiscale dovrebbe ricomprendere anche gli investimenti relativi agli immobili strumentali di nuova costruzione o incisivamente ristrutturati, acquistati entro il 30 giugno 2010, nonchè agli immobili strumentali in corso di costruzione, che siano oggetto di un preliminare di compravendita stipulato entro la suddetta data, a condizione che i lavori siano ultimati entro il 31 dicembre 2010.
Inoltre, l`Ance ha evidenziato che in virtù della suddetta estensione si conseguirebbero per il settore effetti positivi anche in termini di sostegno all`occupazione.
Sempre in ambito tributario, al fine di far fronte al prelievo fiscale che colpisce le plusvalenze nei trasferimenti di aree edificabili possedute da privati e finalizzati all`utilizzazione edificatoria, l`Ance ha rilevato la necessità di prevedere una riapertura dei termini per la rivalutazione delle aree possedute da privati non esercenti attività d`impresa, mediante il versamento di un`imposta sostitutiva dell`Irpef pari al 4% dell`intero valore dei terreni risultante da apposita perizia di stima. Tale misura, già introdotta dalla legge finanziaria 2002 e da ultimo prorogata al 31 ottobre 2008 dal DL 97/08, convertito dalla L. 129/08, consentirebbe il raggiungimento di una maggiore trasparenza dei valori delle transazioni immobiliari con recupero del gettito conseguente a tali operazioni e dovrebbe essere prevista sino al 30 giugno 2010 con l`inclusione nel beneficio anche delle aree acquistate nel corso del 2008 e possedute alla data del 1° gennaio 2009.
L`Associazione ha, inoltre, rappresentato l`importanza di prevedere il riallineamento del valore dei beni di impresa alle reali stime di mercato al fine di stimolare nuovi e più incisivi interventi di riqualificazione urbana, ravvisando, a tal fine, l`opportunità di estendere i meccanismi della rivalutazione, già prevista dall`articolo 15 del DL 185/08, convertito dalla L 2/09, anche alle aree edificabili che attualmente ne sono escluse. In particolare, occorre consentire la rivalutazione anche delle aree edificabili delle imprese, risultanti nel bilancio in corso al 31 dicembre 2008, mediante il versamento di un`imposta sostitutiva delle imposte sul reddito e dell`IRAP pari al 15% del maggior valore attribuito ai terreni medesimi. La rivalutazione in oggetto dovrebbe essere eseguita nel bilancio 2009 e i relativi effetti fiscali decorrerebbero dall`esercizio successivo (2010).
Tale estensione, considerato il consistente incremento di valore subito negli ultimi anni dagli immobili, strumentali e non, permetterebbe alle imprese di rendere più attuali le rappresentazioni di bilancio, adeguando anche fiscalmente il valore dei cespiti.
L`Ance si è, inoltre, soffermata sulla norma del decreto legge diretta ad assicurare la tempestività dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni delle somme dovute per somministrazioni, forniture ed appalti di servizi, in attuazione della direttiva 2000/35/CE, sulla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, evidenziando, al riguardo, che la disciplina prevista andrebbe applicata anche agli appalti di lavori pubblici di cui al D.Lgs. 163/06.
Infatti, ad avviso dell`Associazione, sarebbe opportuno che la disposizione, con la quale per il futuro si prevedono adeguate misure organizzative per evitare i ritardi dei pagamenti e per il passato la possibilità di liquidare i crediti esigibili maturati nei confronti dei Ministeri alla data del 31 dicembre 2008, sia parimenti efficace rispetto a tutti i contratti pubblici, ivi inclusi quelli concernenti i lavori.
In materia di opere infrastrutturali l`Ance ha rilevato che al fine di dare correntezza alla spesa pubblica per investimenti è necessario rimuovere le cause che ostacolano l`attivazione degli interventi anche nel quadro dell`azione finalizzata al superamento della crisi del settore edile.
Al riguardo, ripercorrendo esperienze già realizzate con successo in passato per interventi anche di rilevante entità, ha indicato l`opportunità di ricorrere alla nomina di commissari straordinari ai quali
demandare tutti gli adempimenti amministrativi necessari all`avvio delle opere che saranno individuate con un apposito piano da redigersi in tempi molto brevi d`intesa con gli Enti locali.
Da ultimo, in materia di costo del lavoro, l`Ance ha sottolineato la necessità di un intervento normativo volto a ridurre a 2,20%, rispetto all`attuale misura di 5,20%, l`aliquota del contributo per la cassa integrazione guadagni ordinaria per gli operai dell`edilizia, dovuta dalle imprese edili, equiparandola in tal modo a quella in vigore per gli altri comparti industriali.
Sulla riduzione vi è piena condivisione delle parti sociali come si evince dall`Avviso Comune siglato dalle stesse il 16 dicembre 2003 in materia di emersione del lavoro irregolare in edilizia e come riconfermato nell`Agenda per il tavolo di concertazione sottoscritta nel mese di gennaio 2007 e, da ultimo, nel protocollo sul costo del lavoro all`interno del verbale di accordo siglato dalle parti sociali il 18 giugno 2008.
La riduzione è, inoltre, resa possibile in considerazione che la gestione edilizia della CIG, secondo gli ultimi dati in possesso del l`ANCE, presenta un avanzo di esercizio annuale di oltre 300 milioni di euro, che porta l`avanzo patrimoniale in un ordine di grandezza pari a circa 2000 milioni di euro.
L`Ance al riguardo ha, altresì, rilevato che la metà del risparmio derivante dalla riduzione dell`aliquota potrebbe essere accantonata dai datori di lavoro edili in un apposito fondo costituito presso la cassa edile competente territorialmente, al fine di destinare tali risorse ad integrazione degli ammortizzatori sociali di settore.
Le osservazione e le proposte dell`Ance sono state attentamente valutate e, per gli sviluppi, si attende il prosieguo dell`iter parlamentare del provvedimento anche in considerazione degli orientamenti che il Governo assumerà al riguardo.