Interpello del Ministero del lavoro relativo alla concessione degli ammortizzatori sociali in deroga e più in particolare agli obblighi di natura patrizia cui sono tenuti i datori di lavoro che intendono usufruirne.
Con risposta ad istanza di interpello n. 62/09, di cui si allega copia, relativa alla concessione degli ammortizzatori sociali in deroga e più in particolare agli obblighi di natura patrizia cui sono tenuti i datori di lavoro che intendono usufruirne, il Ministero del Lavoro ha fornito le seguenti indicazioni.
Le fonti normative che disciplinano le procedure per accedere ai trattamenti in deroga non contemplano obblighi di assistenza o rappresentanza posti a carico dell’imprenditore; pertanto, non sussiste alcun obbligo in capo all’impresa di farsi assistere dalla associazioni di categoria. L’associazione datoriale, quindi, ai fini della validità della procedura, non deve intervenire necessariamente nella fase del confronto sindacale, né sottoscrivere il relativo accordo sindacale con le organizzazioni dei lavoratori.
In virtù di quanto sopra e dell’attuale quadro costituzionale che privilegia i contenuti delle norme di carattere generale, il dicastero precisa che il “Protocollo Linee Guida per l’Applicazione dell’Accordo 30 marzo 2009 sulla CIGS in deroga”, siglato il 19 maggio scorso e adottato dalla Regione Veneto, non introduce un vero e proprio obbligo di assistenza delle associazioni datoriali come requisito essenziale ai fini del regolare espletamento della procedura di Cassa Integrazione, ma semplicemente una facoltà dell’impresa richiedente di optare per l’assistenza dell’associazione di categoria.
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