In relazione all`iter parlamentare del disegno di legge sulla riforma dell`ordinamento forense (DDL 601/S ed abb.), recentemente approvato dalla Commissione Giustizia del Senato, in prima lettura, l`Ance ha rappresentato, nelle competenti sedi parlamentari, le proprie osservazioni e proposte in merito ai contenuti del provvedimento.
Il testo di riforma che prevede la rivisitazione complessiva dell`ordinamento forense, contiene disposizioni che destano forte preoccupazione per le rilevanti ricadute che avrebbero, laddove approvate, per le imprese e il mondo associativo.
Infatti, le stesse, nonostante la riformulazione apportata in sede di esame, continuano a prevedere la “riserva dell`attività di consulenza legale e assistenza stragiudiziale a favore degli avvocati iscritti agli albi, con l`eccezione a favore dei lavoratori subordinati e dei prestatori di opera continuativa e coordinata che possono prestarla esclusivamente a vantaggio del datore di lavoro o di colui per il quale prestano l`opera”” (art. 2, comma 7).
L`applicazione delle norme in questione, comporterebbe che i giuristi d`impresa e delle associazioni potrebbero svolgere l`attività di cui sopra solo a favore dell`impresa o delle associazioni di cui sono dipendenti, ma non potrebbero fare altrettanto per le imprese del gruppo e a favore degli associati.
Considerato quanto sopra, l`Ance, in coordinamento con Confindustria, ha espresso la necessità che le previsioni normative di cui trattasi vengano opportunamente riviste in modo da chiarire inequivocabilmente che la consulenza legale e l`assistenza stragiudiziale possono continuare ad essere prestate anche a favore delle imprese del gruppo e, per quel che riguarda le associazioni, degli associati, così come accade oggi.
Quanto evidenziato è stato ampiamente condiviso ed è stato assicurato che, nel passaggio in Aula del disegno di legge, la disposizione verrà integrata in modo da superare i rilievi sollevati.