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L`ampio dibattito sviluppatosi nella seconda metà del 2009 sul miglioramento della competitività del Mezzogiorno e sulle soluzioni per risolvere i problemi strutturali e congiunturali dell`area ha contribuito a porre nuovamente la questione meridionale al centro dell`attenzione politica

Archivio, Studi e analisi

Mezzogiorno: molte risorse dalla programmazione 2007-2013 ma ancora pochi cantieri

11 Febbraio 2010
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L`ampio dibattito sviluppatosi nella seconda metà del 2009 sul miglioramento della competitività del Mezzogiorno e sulle soluzioni per risolvere i problemi strutturali e congiunturali dell`area ha contribuito a porre nuovamente la questione meridionale al centro dell`attenzione politica.
A metà ottobre 2009, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge sulla Banca per il Mezzogiorno ed ha affidato al Ministro dello sviluppo economico il compito di predisporre una proposta di “Piano per il Mezzogiorno“ che dovrebbe essere presentata entro febbraio 2010.
Le risorse disponibili per l`attuazione di un tale piano sono riconducibili principalmente alla programmazione unitaria 2007-2013 dei fondi strutturali e del fondo nazionale per le aree sottoutilizzate (Fas). La dotazione finanziaria complessiva per l`attuazione di politiche a favore del Mezzogiorno ammonta a 89,7 miliardi di euro di cui, secondo le stime dell`Ance, 34,7 miliardi di euro (16,7 dai fondi strutturali e 18 dal Fas) sono destinati ad infrastrutture e costruzioni.
Si tratta di un ingente ammontare di risorse che potrebbe avere effetti positivi sulla tenuta del mercato delle costruzioni e sullo sviluppo economico dell`area.
Purtroppo, a tre anni dall`avvio della programmazione molte risorse non sono state rese pienamente operative e lo stato di avanzamento dei programmi rimane preoccupante anche se segnali positivi si sono registrati negli ultimi mesi per quanto riguarda l`utilizzo dei fondi europei.
Dopo un avvio ritardato dalle procedure di conclusione del precedente periodo di programmazione (2000-2006) e dall`incertezza relativa alla riprogrammazione finanziaria delle risorse del Fas, i programmi operativi dei fondi strutturali (PON, POR) hanno infatti cominciato a diventare operativi -dal punto di vista dell`attivazione delle risorse- grazie ad una forte accelerazione impressa nell`ultimo trimestre dell`anno scorso.
Risulta manifesto che, in questo contesto, i decisori nazionali e locali hanno dato priorità all`attivazione delle misure relative ad infrastrutture per la mobilità ed il trasporto ed agli interventi destinati a migliorare la competitività delle città e dei sistemi urbani. Ciò nonostante la spesa risulta ancora molto modesta e, concretamente, molti progetti e cantieri potranno essere avviati soltanto nei prossimi mesi.
Per quanto riguarda le risorse del Fondo per le Aree Sottoutilizzate, si registra invece un`allarmante situazione di stallo per i programmi regionali del Mezzogiorno la cui approvazione -a parte il caso della Sicilia- è rinviata da mesi dal Governo, mentre alcuni programmi sono stati presentati dalle Regioni circa 1 anno fa.
La mancata approvazione di questi programmi rende incerta la programmazione finanziaria e temporale di interventi infrastrutturali finanziati per un importo pari a circa 10,6 miliardi di euro.
A livello nazionale, il programma di infrastrutture nel Mezzogiorno, finanziato con le risorse del Fas per 7,4 miliardi di euro, risulta solo parzialmente attivato: il 47% dei finanziamenti è stato finora confermato dal Cipe. Alcune decisioni assunte dopo l`approvazione del Programma di interventi (Cipe 26 giugno 2009) potrebbero inoltre rimettere in discussione parte della programmazione e ritardare l`avvio dei cantieri.
Tornando a tematiche più generali, occorre sottolineare che il dibattito di questi mesi è stato incentrato sui problemi strutturali del Mezzogiorno e sulla capacità della realtà meridionale a colmare i ritardi che la contraddistinguono in numerosi settori.
Tutti gli osservatori hanno ricordato che l`inadeguatezza di alcuni importanti fattori produttivi (Innovazione tecnologica, competenza umane, concorrenzialità dei servizi, dotazione infrastrutturale) -criticità che riguarda tutto il territorio nazionale- è particolarmente marcata nel Sud e hanno sottolineato la necessità di accompagnare la politica regionale europea da una azione incisiva delle politiche nazionali ordinarie a favore del Mezzogiorno.
A questo proposito, il recente “Rapporto strategico 2009“ pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico evidenzia che, negli ultimi mesi, la congiuntura economica negativa ha portato il Governo a destinare ad altre finalità risorse nazionali originariamente destinate al Mezzogiorno.
Una parte delle risorse europee è stata quindi utilizzata per sopperire alla mancanza di risorse statali, con conseguente riduzione del 15% dell`addizionalità delle risorse comunitarie prevista dal Quadro Strategico Nazionale 2007-2013.
Di fatto, la quota di spesa in conto capitale destinata al Mezzogiorno si è limitata nel biennio 2008-2009 al 34,8% del totale nazionale. Solo attuando pienamente i programmi comunitari e nazionali previsti, e quindi rispettando il principio di addizionalità delle risorse europee, tale quota potrà tornare a crescere progressivamente da qui al 2013 (fino al 42%). Ma le ultime decisioni del Governo sul Fas non sembrano andare in questo senso perchè destinano, de facto, ad altre realtà geografiche risorse che, in base alla normativa attuale, dovrebbero essere destinate al Mezzogiorno.

I
n allegato è disponibile il report del Centro Studi dell`Ance sulla questione dei fondi per lo sviluppo ed il miglioramento della competitività del Mezzogiorno e delle sue infrastrutture

4624-Quadro aggiornato risorse per il Mezzogiorno.pdfApri
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