Siglato dalle parti sociali un documento contenente le conclusioni e le raccoamandazioni comuni che vedranno coinvolti tutti i Paesi
Lo scorso 4 e 5 febbraio si è tenuta a Praga la Conferenza sul “Lavoro autonomo e il falso lavoro autonomo nel settore edile”.
La conferenza ha rappresentato un momento importante per uno scambio proficuo tra i diversi paesi delle esperienze sul fenomeno oggetto della stessa, nonché l’occasione per esporre i risultati degli studi che le parti sociali, in collaborazione con altri organi europei, hanno portato avanti sul lavoro autonomo e sul falso lavoro autonomo.
Al termine della conferenza, le parti sociali europee dell’edilizia hanno siglato un documento contenente le conclusioni e le raccomandazioni comuni, tracciando le linee fondamentali delle proposte che vedranno coinvolti tutti i paesi europei nella lotta al fenomeno del falso lavoro autonomo.
Tale dichiarazione, infatti, parte dal presupposto che il fenomeno del falso lavoro autonomo abbia un impatto fortemente distorsivo sul mercato del lavoro e nella concorrenza fra le imprese, nella consapevolezza che la lotta a tale fenomeno dovrebbe essere affrontata attraverso adeguati sistemi di controlli e di sanzioni sia al livello europeo che al livello nazionale.
è stato sottolineato che gran parte della difficoltà di addivenire a regole uniformi sul territorio europeo dipende anche dall’esistenza di una grande varietà di definizioni e di criteri di identificazione delle differenze tra lavoro autonomo e lavoro subordinato all’interno degli stati membri.
Il documento congiunto sottolinea, tra l’altro, il ruolo dei soggetti intermediari nella somministrazione di lavoratori che, troppo spesso, vengono fatti apparire quali lavoratori autonomi, creando notevoli problemi per i lavoratori medesimi, per gli imprenditori, per il settore e per tutta la società anche in considerazione del mancato introito in termini contributivi e fiscali connesso a tale fenomeno.
Per tali ragioni, le parti sociali propongono di introdurre un sistema di regole cui tutti gli intermediari di lavoro debbono uniformarsi, al fine di essere in regola con la legge e di garantire maggiore trasparenza.
Per combattere il falso lavoro autonomo c’è necessità di una politica coerente che sia basata su forme preventive e punitive e che garantisca i lavoratori e la competitività del vero lavoro autonomo nel lungo termine.
Tra le misure preventive, fondate anche sulla necessità di una maggiore consapevolezza del fenomeno che ha grandi proporzioni, dovranno essere approntati maggiori controlli e sistemi adeguati anche negli appalti pubblici, al fine di sottolineare che l’utilizzo del falso lavoro autonomo o comunque di lavoro irregolare, utilizzati proprio per garantire un’offerta con costi più bassi, saranno pesantemente sanzionati.
Le parti sociali hanno inoltre specificato che c’è necessità di una cooperazione tra gli istituti ministeriali, quelli assicurativi e quelli previdenziali di ciascun paese, al fine di avviare una concreta comunicazione/informazione tra i medesimi, per garantire un monitoraggio efficacie del fenomeno del falso lavoro autonomo.
Questo naturalmente comporta che le autorità locali dovranno poter contare su risorse economiche e finanziarie, nonché di capitale umano sufficienti per poter far fronte a tali necessità.
Fondamentale, inoltre, è la trasparenza nei cantieri, attuata attraverso strumenti idonei ad individuare i lavoratori coinvolti e la loro situazione lavorativa.
In tale scenario, devono essere adottate misure sanzionatorie adeguate al fine di scoraggiare e punire le pratiche fraudolente, misure ispirate ai principi di trasparenza, efficienza e semplicità.
I due aspetti sui quali, a tal proposito, si sono soffermate le parti sociali nell’accordo in oggetto sono:
– promuovere l’utilizzo di moderni sistemi di tecnologia per lo scambio delle informazioni e che le comunicazioni tra i diversi paesi;
– controlli mirati nei diversi cantieri.
In tale ottica, i servizi ispettivi devono essere ispirati alla efficienza e semplicità; le azioni di contrasto devono essere efficaci e tempestive e l’azione degli ispettori deve essere seguita da azioni idonee sia in ambito amministrativo che giudirisdizionale.
In rappresentanza dei servizi ispettivi dell’Italia, tra i relatori, ha partecipato il Dott. Fabrizio Nativi della Direzione Provinciale del lavoro di Pistoia che, illustrando l’esperienza del nostro Paese, ha sottolineato l’importanza dell’istituzione, a tal fine, del Durc.
Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.