Il nuovo Piano Straordinario per le Infrastrutture (PEI) presentato dal Governo spagnolo, basato sul partnerariato pubblico-privato, comporta investimenti pari a 17 miliardi di Euro nei prossimi due anni per la realizzazione di grandi opere pubbliche. Il Pei consentirà di anticipare al 2010 e 2011 licitazioni per un valore pari al 1,7% del PIL e che, nelle intenzioni, dovrebbe creare circa 340.000 posti di lavoro.
Disegnato secondo un modello di “concessioni”, il PEI ha per obiettivo il miglioramento della sostenibilità economica, sociale, territoriale ed ambientale unitamente al miglioramento della competitività ed efficienza dei trasporti, da conseguire tramite una riduzione dei costi ed il potenziamento, in particolare, della rete ferroviariaria. Il 70% degli investimenti è dedicato infatti a quest’ultima, mentre il 30% è destinato alle infrastrutture stradali.
Il PEI si fonda essenzialmente su due premesse: che non comprometta la stabilità di bilancio (non incida quindi sul deficit) e che sia interamente finanziabile. Le ripercussioni sui conti pubblici vengono infatti posticipate al 2014, dilatandone inoltre l’impatto in un periodo di tempo che verrà generalmente a coincidere con quello fissato per le concessioni (25 anni per gli investimenti nella rete ferroviaria e 30 anni per gli investimenti nella rete stradale).
L’estensione temporale delle concessioni ad una “media” di 25 anni è stata accolta con particolare favore dalle imprese del settore che, tutte fortemente indebitate, potranno spalmare il loro debito con le banche in un maggiore arco di tempo con un minor impatto annuale.
Il modello contempla un “canone unico” che sarà attribuito al concessionario e include tanto investimento, conservazione e mantenimento delle infrastrutture, quanto le risorse investite dello stesso nella costruzione. Il canone non sarà concesso sino a quando i lavori dell’infrastruttura non saranno interamente conclusi e questa non incomincerà a funzionare. Il costo dell’investimento deve essere assunto integralmente dal concessionario, al quale saranno trasferiti tutti i rischi di costruzione e disponibilità. Le società concessionarie dovranno finanziare con risorse proprie almeno il 20% dell’investimento iniziale, mentre i restanti finanziamenti dovrebbero provenire dalla BEI (sino al 50%), dall’ICO (sino al 20%) e da altre imprese costruttrici ed istituti di credito (sino al 30%).
Il PEI include progetti strutturati in maniera da incentivare la cooperazione tra imprese del settore. Questi, inoltre, prevedendo investimenti di differente volume, permetteranno la partecipazione alle licitazioni anche ad imprese di medie dimensioni, offrendo loro nel contempo nuove opportunità di specializzazione ed una progressiva internazionalizzazione. Le nuove licitazioni previste dal Piano inizieranno dopo l’estate, nella seconda metà del 2010.