Si è svolta l`11 maggio scorso l`audizione informale dell`Ance presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, nell`ambito dell`esame del disegno di legge recante “Piano straordinario contro le mafie, nonchè delega al governo in materia di normativa antimafia”” (
DDL 3290/C).
La delegazione associativa guidata dall`incaricato per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio, Ing. Vincenzo Bonifati e dal Direttore Generale, Dott. Federico Merola, ha illustrato alcune proposte volte a rafforzare la sicurezza del territorio e la tutela delle imprese, tra le quali particolarmente significativa è quella della creazione di liste presso le Prefetture di fornitori e prestatori di servizi operanti nelle attività a più alto rischio di infiltrazione malavitosa, con la previsione dell`iscrizione in tali elenchi quale condizione per l`esercizio della relativa attività.
In proposito è stato ricordato che l`opportunità della creazione di elenchi prefettizi è stata fatta propria dal Governo che l`ha prevista per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo (Dl 39/2009), per i lavori relativi all`Expo 2015 (Dl 135/2009) e per il Piano straordinario carceri (Dl 195/2009). Inoltre, la stessa misura è contenuta nel disegno di legge “anticorruzione””, approvato dal Consiglio dei Ministri del 1° marzo 2010 ed assegnato all`esame delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia del Senato (DDL 2156/S).
Tuttavia le modalità con cui il Governo ha previsto l`attuazione della norma rischiano di contenere fortemente l`efficacia della stessa e tradursi in uno dei tanti adempimenti burocratici a cui le imprese sono sottoposte.
Nei provvedimenti menzionati, infatti, è stata prevista l`istituzione di un generico elenco di tutti i fornitori e prestatori di servizi, non soggetti a rischio di inquinamento mafioso, ai quali possono rivolgersi gli esecutori dei lavori, servizi e forniture.
Occorre, invece, preliminarmente, individuare chiaramente le aree economiche maggiormente vulnerabili rispetto alla criminalità organizzata e concentrare l`applicazione della norma stessa a quegli operatori economici individuati nell`ambito delle attività “a rischio”” strettamente connesse al territorio e quindi vulnerabili alle interferenze della criminalità organizzata. A questo proposito, l`Ance ha individuato le seguenti attività:
– l`esercizio di attività di cava;
– i noli a caldo;
– le forniture di calcestruzzo;
– la fornitura di bitume;
– lo smaltimento di rifiuti;
– i movimenti di terra verso terzi;
– le discariche.
A tale riguardo, il disegno di legge sul piano contro le mafie, avendo l`obiettivo di razionalizzare e integrare la disciplina vigente in materia di normativa antimafia nonchè di introdurre strumenti più incisivi per la lotta alla criminalità organizzata, rappresenta la sede opportuna per prevedere l`istituzione presso le Prefetture delle liste dei soggetti operanti nelle attività più a rischio.
In particolare, la Prefettura dovrà verificare, con le procedure di cui al D.Lgs 252/1998, al momento dell`iscrizione a tali elenchi e, successivamente, ogni tre mesi, che non persistano tentativi di infiltrazione malavitosa. Qualora a seguito delle verifiche emergano, invece, tentativi di infiltrazione mafiosa nelle imprese interessate, la richiesta di iscrizione è negata, ovvero viene dichiarata la decadenza dell`iscrizione stessa.
Occorre, inoltre, prevedere che l`impresa comunichi alla Prefettura qualsiasi cambiamento dell`assetto proprietario pena la decadenza dell`iscrizione.
Sulla norma del testo con cui si prevede la messa a regime del sistema di tracciabilità dei flussi finanziari relativi ai contratti pubblici, già introdotto per la ricostruzione in Abruzzo e per l`Expo 2015 di Milano, è stato, altresì, rilevato che la stessa andrebbe accompagnata da ulteriori elementi di trasparenza e di controllo, oltre alla creazione delle liste prefettizie sopra ricordate, per rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata.
Al riguardo, è stato proposto di prevedere la registrazione dei numeri di targa degli automezzi adibiti al trasporto dei materiali per l`attività dei cantieri, necessaria per rendere facilmente individuabile la proprietà degli stessi automezzi, e l`integrazione della tessera di riconoscimento degli addetti presenti nei cantieri, già prevista dal Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), con informazioni relative alla data di assunzione e, in caso di subappalto, alla relativa autorizzazione.
Si veda precedente del 10 maggio 2010.
Si allega il documento con le osservazioni dell`ANCE consegnato agli atti della Commissione.
580-Documento audizione ANCE.pdfApri