La Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, nell`ambito dell`indagine conoscitiva su taluni fenomeni distorsivi del mercato del lavoro (lavoro nero, caporalato e sfruttamento manodopera straniera), ha ascoltato il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Sen. Maurizio Sacconi.
Nel testo dell`audizione (come pubblicato sul sito
http://www.lavoro.gov.it/ ), viene, in particolare, evidenziato che l`agricoltura e
l`edilizia sono i settori che maggiormente risentono degli infortuni e del caporalato.
Con specifico riferimento al settore edile, viene sottolineato, tra l`altro, che il tasso di lavoro irregolare, seppur significativo, ha registrato una netta e costante diminuzione, passando dal 15,7% nel 2001 al 10,5% nel 2009, rilevando, al riguardo, come la dinamica del lavoro non regolare, in questo settore, sia stata””fortemente influenzata dagli interventi di regolarizzazione degli stranieri irregolari, dalla introduzione con la Legge Biagi del DURC (documento unico di regolarità contributiva) e da una robusta rete di enti bilaterali non presente o comunque non ancora fortemente radicata, in termini operativi e di controllo sociale diffuso, nei settori sopra analizzati””.
Vengono, altresì, individuate tra le motivazioni connesse alla presenza di lavoro sommerso, la frammentazione produttiva associata ad una pratica dell`appalto all`insegna del massimo ribasso ed eccessivo utilizzo del subappalto.
Per quanto concerne le “forme”” del lavoro irregolare vengono distinti il “lavoro nero””, che si sostanzia nelfenomeno diffuso del caporalato, il “lavoro grigio””, consistente in lavoratori con regolare contratto di lavoro, ma con trattamenti di fatto irregolare ed il “falso lavoro autonomo””, specie nella catena del subappalto (dal 2006 le partite IVA nel settore delle costruzioni sono aumentate del 208%). Tra le principali forme di irregolarità risultano, inoltre, l`utilizzo improprio del lavoro a tempo parziale (fenomeno in forte crescita), il sottoinquadramento (che riguarda soprattutto gli immigrati), la non applicazione di regole contrattuali (ferie, straordinari, “Busta piena per vuota””,etc.).
Viene, quindi, illustrata la strategia di prevenzione e contrasto al lavoro irregolare, improntata principalmente sull`attività ispettiva e di vigilanza, anche attraverso la collaborazione tra soggetti pubblici e privati. Al riguardo, sottolinea che “gli sforzi dell` amministrazione e degli enti sono ora fortemente indirizzati verso obiettivi di vigilanza finalizzati alla verifica di problematiche e fenomeni di violazione di carattere sostanziale. Ciò consente di concentrare l`azione ispettiva e l`intervento sanzionatorio verso quei fenomeni di maggiore gravità sul piano economico-sociale, come appunto il caporalato e lo sfruttamento di manodopera straniera, che compromettono l`effettiva tutela dei diritti dei lavoratori e distorcono la corretta concorrenza tra le imprese””.
Nel testo viene sottolineata, altresì, l`importanza, ai fini della repressione delle violazioni sostanziali e della loro prevenzione, della programmazione delle ispezioni. Al riguardo risulterà decisiva la messa a regime di programmi straordinari di vigilanza – alcuni in parte già avviati come il piano straordinario per il Mezzogiorno nei settori dell`agricoltura e dell`edilizia – correlati con lo sviluppo del controllo sociale degli organismi bilaterali, tra l`altro, nel settore dell`edilizia con particolare riguardo al Mezzogiorno.
Sull`importanza del ruolo degli organismi bilaterali, viene richiamato l`esempio dell`edilizia, quale “settore caratterizzato dalla frammentazione delle imprese e dei rapporti di lavoro, nel quale le parti sociali hanno saputo organizzare insieme servizi che tutelano le persone e sostengono il tessuto produttivo””.
A tale proposito viene proposto, quindi, di “irrobustire””gli enti bilaterali che “potranno fornire anche utili elementi conoscitivi in ordine ai fenomeni di maggiore criticità presenti sul territorio, fornendo così agli enti pubblici competenti elementi utili per programmare e gestire in modo più puntuale ed efficace le diverse tipologie di intervento, e anche svolgere, in sinergia con le associazioni di settore, un`azione di ampia sensibilizzazione delle aziende operanti negli stessi settori in ordine agli istituti giuridici utilizzabili per far emergere, da un lato, e contrastare, dall`altro lato, forme di lavoro irregolare e sommerso””.
Gli enti bilaterali, come evidenziato in conclusione, possono orientare l`attività di verifica da parte degli organismi pubblici come già avviene per il DURC (documento unico di regolarità contributiva) e come anche previsto dalla recente modifica del Testo Unico di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro che introduce la patente a punti in edilizia e il sistema di qualificazione delle imprese.
Si vedano precedenti del 4 agosto 2009, del 23 ottobre 2009, del 6 novembre 2009, del 12 gennaio 2010, dell`11 febbraio 2010 e del 12 maggio 2010.