Nell'atto di indirizzo presentato, come già al Senato,sulla riforma della legislazione emergenziale si propone di eliminare la parificazione tra grande evento e stato di emergenza e di escludere il primo dall`applicazione del potere di ordinanza. Richiesto, inoltre,il controllo preventivo della Corte dei Conti sui provvedimenti per i grandi eventi.
In Aula della Camera dei Deputati è stata presentata una Mozione (1-00368), a firma di esponenti del Gruppo parlamentare del PD (primi firmatari gli Onorevoli Vinicio Giuseppe Guido Peluffo e Ermete Realacci), sulla gestione dei “grandi eventi”” e sull`applicazione del potere di ordinanza.
Nella Mozione, in premessa, viene ricordato che la L. 225/1992 ha istituito il servizio di protezione civile e che il successivo DL 343/2001, convertito dalla L. 401/2001, ha esteso le disposizioni relative allo stato di emergenza e al connesso potere di ordinanza alla dichiarazione dei grandi eventi, facendoli rientrare nella competenza del Dipartimento della protezione civile che, pertanto, è stato “pesantemente distolto dalla sua primaria attività, volta alla tutela dei cittadini e del territorio””.
Viene, altresì, rilevato che con norma di interpretazione autentica, il DL 90/2008, convertito dalla L. 123/2008, ha sottratto i provvedimenti adottati per i “grandi eventi”” al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti.
Viene, anche, evidenziato che le ordinanze di protezione civile – che dal 2001 ammontano a 772 di cui solo una parte riconducibili a calamità naturali – hanno, nella maggior parte dei casi, consentito deroghe al D.Lgs 163/2006 (Codice degli appalti).
Alla luce di tali considerazioni, i firmatari della Mozione richiedono, in particolare, l`impegno del Governo “ad assumere iniziative normative per eliminare la parificazione giuridica tra grande evento e stato di emergenza di protezione civile con potere di ordinanza e conseguentemente la normativa che sottrae i provvedimenti adottati per i grandi eventi al controllo preventivo della Corte dei Conti“.
Sulla stessa problematica, già al Senato sono state presentate alcune mozioni, si veda al riguardo le notizie del 26 febbraio 2010 e del 27 aprile 2010.
Si allega il testo della Mozione.
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