Lo scorso 10 giugno il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Piano di integrazione nella sicurezza e all'Accordo nazionale d'integrazione degli immigrati
Lo scorso 10 giugno il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Piano di integrazione nella sicurezza: identità e incontro, promosso dai Ministeri del lavoro, dell’Interno e dell’Istruzione che, alla luce del Libro bianco sul futuro del modello sociale promosso dal Governo lo scorso anno, delinea le principali linee di azione e gli strumenti da adottare allo scopo di promuovere un efficace percorso di integrazione delle persone immigrate, coniugando accoglienza e sicurezza.
Il Piano si basa sui seguenti cinque assi di intervento:
• Educazione e apprendimento – La scuola come primario luogo di integrazione, promozione di corsi per la formazione linguistica di studenti e lavoratori stranieri e la conoscenza della Costituzione tramite l’educazione civica.
• Lavoro – Essenziale è un’attenta programmazione degli annuali flussi d’ingresso dei cittadini immigrati, misurata con i fabbisogni al livello territoriale e settoriale e con le effettive capacità di assorbimento della forza lavoro, al fine di evitare un ingresso incontrollato di manodopera straniera, spesso poco qualificata e a basso costo, che alimenta fenomeni economici sommersi, per i quali risulta inoltre fondamentale potenziare qualitativamente le attività di vigilanza.
Formazione, selezione e reclutamento dei lavoratori già nel Paese d’origine rappresentano poi un altro valido strumento, anche attraverso la cooperazione internazionale tra le associazioni di rappresentanza datoriali e sindacali, nell’intento di svincolare l’ingresso dei lavoratori adeguatamente formati all’estero dal sistema delle quote, consentendone l’accesso al mercato del lavoro italiano in qualsiasi momento.
Un ruolo significativo è riconosciuto agli enti bilaterali che possono rappresentare, in sussidiarietà, un affidabile complemento delle funzioni pubbliche, con riferimento al collocamento e alla formazione, al governo dei flussi migratori stagionali, alla gestione dei voucher, alla salute e sicurezza nel lavoro, alla stessa integrazione del reddito nei periodi di inattività.
• Alloggio e governo del territorio – Per quanto riguarda l’accesso all’alloggio, è importante la verifica degli impegni assunti dal datore di lavoro con la sottoscrizione del contratto di soggiorno per lavoro subordinato nel trovare un alloggio adeguato, assieme alla diffusione di iniziative riguardanti alloggi offerti “a rotazione” ai lavoratori stranieri. Si tratta di soluzioni di primo alloggio temporaneo, volte a favorire una stabilizzazione abitativa del lavoratore corrispondente a quella lavorativa.
Nell’ambito delle politiche urbanistiche, è necessario che vengano definiti Piani di governo del territorio secondo regole e indirizzi che facilitino l’inclusione e la convivenza pacifica dei cittadini italiani e stranieri.
• Accesso ai servizi essenziali – Favorire il rapporto con la burocrazia e con l’accesso ai servizi sanitari e socio-assistenziali grazie a personale adeguatamente qualificato e materiale divulgativo appositamente predisposto
• Minori e seconde generazioni – Priorità all’integrazione dei minori stranieri presenti sul territorio e loro tutela piena ed incondizionata. E’ opportuno, inoltre, offrire percorsi di formazione qualificanti per l’inserimento nel mondo del lavoro, sfruttando innanzitutto lo strumento dell’apprendistato.
Nel corso della stessa seduta, il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare il DPR che regola la disciplina dell’accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato, previsto dal pacchetto sicurezza. L’iter del provvedimento dovrebbe concludersi entro l’anno ed essere in vigore dal primo gennaio del 2011.
L’Accordo nazionale d’integrazione degli immigrati è un accordo di durata biennale che, tranne alcune eccezioni, gli stranieri, dall’età di 16 anni e in ingresso per la prima volta nel territorio italiano, sono chiamati a stipulare presso lo sportello unico o la questura, contestualmente alla presentazione della domanda di permesso di soggiorno.
Per i minori tra i 16 e i 18 anni l’accordo è sottoscritto anche dai genitori o dai soggetti esercenti la potestà genitoriale. Per i minori non accompagnati affidati o sottoposti a tutela l’accordo è sostituito dal completamento del progetto di integrazione sociale e civile.
Con la sottoscrizione di tale accordo, lo straniero si impegna ad acquisire la conoscenza della lingua italiana e della cultura civica in Italia, assolvere il dovere di istruzione dei figli minori, conoscere l’organizzazione delle istituzioni pubbliche, nonché a rispettare i principi della Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione di cui al Decreto ministeriale 23 aprile 2007.
Lo Stato si assume l’onere di sostenere ogni iniziativa idonea al processo di integrazione dello straniero e, entro un mese dalla stipula dell’accordo, assicura al medesimo la partecipazione gratuita ad una sessione di formazione civica e di informazione sulla vita civile in Italia, a cura dello sportello unico, di durata tra le 5 e le 10 ore.
E’ previsto un monte crediti che può essere incrementato o decurtato, con verifica da parte dello Sportello unico per l’immigrazione.
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