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Nella Risoluzione del Seanto chiesto, tra l`altro, al Governo, di completare l`attuazione del federalismo fiscale, approvare un piano di rilancio per le infrastrutture nel Mezzogiorno, individuare zone a burocrazia zero e, per il Sud, di dare seguito al Piano straordinario e all`utilizzo dello strumento del credito d`imposta per ricerca e sviluppo.

Archivio, Governo e Parlamento

Decisione di finanza pubblica 2011-13: approvata la Risoluzione sullo strumento di programmazione.

20 Ottobre 2010
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L`Aula del Senato, a conclusione dell`esame sullo Schema di Decisione di finanza pubblica (Doc. LVII n. 3), ha approvato la Risoluzione n. 6-00041 (primo firmatario il Sen. Maurizio Gasparri del Gruppo parlamentare PdL), in un testo analogo a quello approvato dalla Camera dei Deputati (si veda, al riguardo, la notizia del 15 ottobre 2010) con alcune modifiche.
Premesse
– Viene evidenziato che lo Schema di Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 rappresenta lo strumento di programmazione, almeno triennale, sostitutivo del Documento di Programmazione Economico-Finanziaria (DPEF), ai sensi dell`art. 10 della L. 196/2009 (riforma della contabilità e finanza pubblica);
– viene, inoltre, segnalata la necessità, con l`avvio a partire da gennaio 2011 del cd. “Semestre europeo””, di un tempestivo coinvolgimento del Parlamento nelle diverse fasi di formazione dei documenti politico-contabili da presentare in sede europea prima della fine dell`anno nonchè una riforma della L. 196 del 2009, per coordinare la nuova «sessione di bilancio europea» con l`articolato processo di definizione degli obiettivi programmatici di finanza pubblica e di ripartizione degli stessi tra i livelli territoriali e i settori della pubblica amministrazione;
– viene, altresì, evidenziato che l`approvazione dei decreti attuativi della legge sul federalismo fiscale comporterà un nuovo assetto dei rapporti economico-finanziari tra lo Stato e le autonomie territoriali incentrato sul superamento del sistema di finanza derivata e sull`attribuzione di una maggiore autonomia di entrata e di spesa agli enti decentrati. Al riguardo, il processo federale garantirà la stabilità finanziaria, in coerenza con i nuovi meccanismi dell`area-euro e le nuove regole del Patto rafforzato di stabilità e crescita europeo, e sarà l`unico strumento legislativo idoneo a superare le anomalie di funzionamento e le inefficienze di spesa prodotte dall`attuale sistema di fiscalità dalle autonomie territoriali
Conclusioni
Viene impegnato il Governo, in particolare, a:
– “proseguire nell`azione di contrasto della crisi economica e di stimolo all`economia reale””;
– “contenere il rapporto tra il debito pubblico e il PIL, in ossequio alle nuove norme del Patto di stabilità europeo””;
– “proseguire il contrasto all`evasione e all`elusione fiscale al fine di migliorare le entrate al Bilancio dello Stato””;
– “completare l`attuazione del federalismo fiscale, come chiave per ristabilire e rilanciare il Patto su cui si fonda l`unità nazionale, mediante l`approvazione dei decreti delegati previsti dalla legge n. 42 del 2009, secondo le procedure di collegamento tra Parlamento, Governo e autonomie previste dalla legge medesima””;
– “avviare una graduale riduzione della pressione fiscale“;
– “riformare il sistema fiscale italiano al fine di renderlo più efficiente e trasparente, tenendo conto delle esigenze e delle compatibilità di bilancio pubblico””;
– “continuare la lotta contro il lavoro irregolare per favorire l`occupazione dei giovani””;
– “continuare ad impegnarsi nella tutela del Made in Italy in tutte le sue declinazioni, dal tessile all`agroalimentare, e reclamare una maggiore tutela da parte dell`Unione europea per la via europea al «fare impresa» nel rispetto dei lavoratori, dell`ambiente, della sicurezza, della salute adottando adeguate misure di contrasto della concorrenza sleale di coloro i quali, nella produzione, nel commercio, nella finanza, non rispettano gli stessi valori””.
– “approvare un piano di rilancio per il Mezzogiorno d`Italia al fine di completare le opere strategiche per l`infrastrutturazione del Paese, valutando anche, in un quadro di compatibilità con i limiti di bilancio, le indicazioni fornite nei pareri formulati dalle Commissioni Lavori Pubblici e Ambiente ed individuare zone a burocrazia zero per nuove imprese, come strumento di contrasto alla disoccupazione“;
Su quest`ultimo punto, sono state approvate 2 modifiche emendative che prevedono ulteriori impegni del Governo a:
– a dare seguito alla puntuale applicazione del punto 5 del programma di Governo, il piano straordinario per il Sud che, nel recente intervento sulla crisi, il Presidente del Consiglio si è solennemente impegnato a realizzare, a partire dalle infrastrutture e dalla fiscalità di vantaggio (emendamento 5.1 (testo2), prima firmataria la Sen. Adriana Poli Bortone del Gruppo parlamentare UDC);
– a valutare le modalità per utilizzare lo strumento del credito d`imposta alle imprese, in special modo a quelle del Sud, a decorrere dal periodo d`imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010 e fino alla chiusura del periodo d`imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013, nella misura del 10 per cento dei costi sostenuti per attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo, in conformità alla vigente disciplina comunitaria degli aiuti di Stato in materia, secondo le modalità stabilite dall`articolo 1 della legge n. 296 del 2006, commi da 280 a 285, e successive modificazioni. La misura del 10 per cento è elevata al 15 per cento qualora i costi di ricerca e sviluppo siano riferiti a contratti stipulati con università ed enti pubblici di ricerca (emendamento 5.3, prima firmataria la Sen. Adriana Poli Bortone del Gruppo parlamentare UDC).
Testo della Risoluzione e degli emendamenti approvati.

3109-Testo degli emendamenti approvati.pdfApri

3109-Testo della Risoluzione.pdfApri
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"Nella Risoluzione approvata dalla Camera dei Deputati si chiede, tra l`altro, al Governo, di completare l`attuazione del federalismo fiscale, approvare un piano di rilancio per le infrastrutture nel Mezzogiorno ed individuare zone franche urbane per nuove imprese, come strumento di contrasto alla disoccupazione.

Archivio, Governo e Parlamento

Decisione di finanza pubblica 2011-13: approvata la Risoluzione sullo strumento di programmazione.

15 Ottobre 2010
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L`Aula della Camera dei Deputati, a conclusione dell`esame sullo Schema di Decisione di finanza pubblica (Doc. LVII n. 3), ha approvato la Risoluzione n. 6-00051 (primo firmatario l`On. Fabrizio Cicchitto del Gruppo parlamentare PdL).
Nelle premesse al testo viene, tra l`altro, evidenziato che lo Schema di Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 rappresenta lo strumento di programmazione, almeno triennale, sostitutivo del Documento di Programmazione Economico-Finanziaria (DPEF), ai sensi dell`art. 10 della L. 196/2009 (riforma della contabilità e finanza pubblica) e costituisce l`ultimo nel suo genere perchè la revisione del Patto di stabilità europeo imporrà una diversa articolazione del processo di programmazione economica e finanziaria.
Inoltre, viene segnalata la necessità, con l`avvio a partire da gennaio 2011 del cd. “Semestre europeo””, di un tempestivo coinvolgimento del Parlamento nelle diverse fasi di formazione dei documenti politico-contabili da presentare in sede europea prima della fine dell`anno nonchè una riforma della L. 196 del 2009, per coordinare la nuova «sessione di bilancio europea» con l`articolato processo di definizione degli obiettivi programmatici di finanza pubblica e di ripartizione degli stessi tra i livelli territoriali e i settori della pubblica amministrazione (amministrazione centrale, locale e enti di previdenza), nonchè di individuazione delle misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi.
Viene, altresì, segnalato che l`approvazione dei decreti attuativi della legge sul federalismo fiscale comporterà un nuovo assetto dei rapporti economico-finanziari tra lo Stato e le autonomie territoriali incentrato sul superamento del sistema di finanza derivata e sull`attribuzione di una maggiore autonomia di entrata e di spesa agli enti decentrati. Al riguardo, il processo federale garantirà la stabilità finanziaria, in coerenza con i nuovi meccanismi dell`area-euro e le nuove regole del Patto rafforzato di stabilità e crescita europeo, e sarà l`unico strumento legislativo idoneo a superare le anomalie di funzionamento e le inefficienze di spesa prodotte dall`attuale sistema di fiscalità dalle autonomie territoriali
La Risoluzione approvata dall`Aula della Camera impegna, in particolare, il Governo a:
– “proseguire nell`azione di contrasto della crisi economica e di stimolo all`economia reale””;
– “contenere il rapporto tra il debito pubblico e il PIL, in ossequio alle nuove norme del Patto di stabilità europeo””;
– “proseguire il contrasto all`evasione e all`elusione fiscale al fine di migliorare le entrate al Bilancio dello Stato””;
– “completare l`attuazione del federalismo fiscale, come chiave per ristabilire e rilanciare il Patto su cui si fonda l`unità nazionale, mediante l`approvazione dei decreti delegati previsti dalla legge n. 42 del 2009, secondo le procedure di collegamento tra Parlamento, Governo e autonomie previste dalla legge medesima””;
– “avviare una graduale riduzione della pressione fiscale“;
– “riformare il sistema fiscale italiano al fine di renderlo più efficiente e trasparente, tenendo conto delle esigenze e delle compatibilità di bilancio pubblico””;
– “approvare un piano di rilancio per il Mezzogiorno d`Italia per avviare il completamento della necessaria azione di equilibrio infrastrutturale tra le diverse parti del Paese, premessa indispensabile per l`attuazione del federalismo individuando seri strumenti di contrasto alla disoccupazione””;
– “valutare anche, in un quadro di compatibilità con i limiti di bilancio e di equilibrio tra le varie esigenze territoriali del Paese, le indicazioni fornite nel parere formulato dalla Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, individuando anche zone franche urbane per nuove imprese, come strumento di contrasto alla disoccupazione“;
– “continuare la lotta contro il lavoro irregolare per favorire l`occupazione dei giovani””;
– “continuare ad impegnarsi nella tutela del Made in Italy in tutte le sue declinazioni, dal tessile all`agroalimentare, e reclamare una maggiore tutela da parte dell`Unione europea per la via europea al «fare impresa» nel rispetto dei lavoratori, dell`ambiente, della sicurezza, della salute adottando adeguate misure di contrasto della concorrenza sleale di coloro i quali, nella produzione, nel commercio, nella finanza, non rispettano gli stessi valori””.
Al Senato la discussione delle proposte di Risoluzione è prorogata al 19 ottobre p.v.
Si allega il Testo della Risoluzione approvata.

3106-Testo delle risoluzione 6-00051.pdfApri
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