è stato assegnato alla Commissione bicamerale per l`attuazione del Federalismo fiscale lo Schema di decreto legislativo recante “Disposizioni in materia di determinazione dei fabbisogni standard di Comuni, Città metropolitane e Province”” (
Atto n. 240 – Relatori On. Antonio Leone del Gruppo parlamentare PdL e Sen. Marco Stradiotto del Gruppo parlamentare PD) per l`espressione del parere al Governo, da rendersi entro il 7 novembre p.v.
Lo Schema, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 22 luglio u.s., dà attuazione alla legge 42/2009 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale) e costituisce il “terzo decreto attuativo”” dopo l`approvazione del D.Lgs 85/2010 sul federalismo demaniale (“primo decreto attuativo””) e il D.Lgs 156/2010 sull`Ordinamento di Roma capitale (“secondo decreto attuativo””).
In particolare il testo è volto a disciplinare la determinazione del fabbisogno standard per Comuni e Province, al fine di assicurare un graduale e definitivo superamento nei loro riguardi del criterio della spesa storica. I fabbisogni standard individuati costituiscono, infatti, il riferimento cui rapportare progressivamente il finanziamento integrale della spesa relativa alle funzioni fondamentali e ai livelli essenziali delle prestazioni.
A tal fine, nello Schema vengono stabilite – in via provvisoria (fino all`entrata in vigore della legge specifica) – le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Province. In particolare, per i Comuni le funzioni fondamentali comprendono le funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo, di polizia locale, di istruzione pubblica compresi asili nido e i servizi di assistenza scolastica, refezione ed edilizia scolastica, di viabilità e trasporti, di gestione del territorio e dell`ambiente fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale, i piani di edilizia e il servizio idrico integrato, nonchè le funzioni del settore sociale. Per le Province le funzioni considerate fondamentali sono: funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo, di istruzione pubblica compresa l`edilizia scolastica, di trasporto, di gestione del territorio, di tutela ambientale, nonchè funzioni nel campo dello sviluppo economico relative ai servizi del mercato del lavoro.
Nel testo, inoltre, viene descritta la metodologia per la determinazione dei fabbisogni standard, basata sui seguenti criteri: a) individuazione dei modelli organizzativi in relazione alla funzione fondamentale e ai relativi servizi, b) analisi dei costi finalizzata all`individuazione di quelli più significativi e alla determinazione degli intervalli di normalità, c) individuazione di un modello di stima dei fabbisogni standard, e viene fissato il procedimento di determinazione dei fabbisogni standard.
Il suddetto procedimento prevede che la Società per gli studi di settore – Sose s.p.a.: predisponga le metodologie occorrenti all`individuazione dei fabbisogni standard e ne determini i valori con tecniche statistiche volte, tra l`altro, a considerare le caratteristiche individuali dei singoli Comuni e Province; provveda al monitoraggio della fase applicativa e all`aggiornamento delle elaborazioni relative alla determinazione dei fabbisogni standard; predisponga appositi questionari funzionali a raccogliere i dati contabili e strutturali dai Comuni e dalle Province. Per lo svolgimento di tali compiti, la Società Sose – tenuto conto dell`accordo sancito il 15 luglio 2010, in sede di Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, tra l`Associazione Nazionale dei Comuni Italiani-ANCI e l`Unione delle Province d`Italia-UPI ed il Ministero dell`economia e delle Finanze – si avvale della collaborazione scientifica dell`Istituto per la finanza e per l`economia locale-IFEL, in qualità di partner scientifico, che supporta la predetta società nella realizzazione di tutte le attività previste dal decreto.
Nel Decreto viene, altresì, chiarito che le metodologie predisposte per l`individuazione dei fabbisogni standard sono sottoposte, per l`approvazione, alla Commissione tecnica paritetica per l`attuazione del federalismo fiscale e che in assenza di osservazioni si intendono approvate decorsi quindici giorni dal loro ricevimento. La stessa Commissione segue il monitoraggio della fase applicativa e l`aggiornamento delle elaborazioni. I risultati predisposti vengono trasmessi dalla Società per gli studi di settore-Sose s.p.a. ai Dipartimenti delle finanze e, successivamente, alla Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell`Economia e delle Finanze, nonchè alla Commissione tecnica paritetica per l`attuazione del federalismo fiscale.
Il procedimento descritto si conclude con l`adozione della nota metodologica e del fabbisogno standard, per ciascun Comune e Provincia, da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri – che vi provvede con decreto sentita la Conferenza Stato-Città e autonomie locali, previa verifica da parte del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, del Ministero dell`Economica e delle Finanze e deliberazione del Consiglio dei Ministri – e con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Al fine di garantire l`attuazione dei meccanismi descritti e, quindi, il superamento del criterio della spesa storica, viene anche disciplinata una fase transitoria, da avviare nel 2012 con un processo di gradualità strutturato secondo la seguente tempistica:
– nel 2011 il criterio dei fabbisogni standard è determinato riguardo ad almeno un terzo delle funzioni fondamentali indicate nel provvedimento (v. sopra), con un processo di gradualità diretto a garantire l`entrata a regime nell`arco del triennio successivo;
– nel 2012 il criterio dei fabbisogni standard è determinato riguardo ad almeno due terzi delle funzioni fondamentali indicate nel provvedimento (v. sopra), con un processo di gradualità diretto a garantire l`entrata a regime nell`arco del triennio successivo;
– nel 2013 il criterio dei fabbisogni standard è determinato riguardo a tutte le funzioni fondamentali indicate nel provvedimento (v. sopra), con un processo di gradualità diretto a garantire l`entrata a regime nell`arco del triennio successivo.
Inoltre per garantire continuità ed efficacia al processo di efficientamento dei servizi locali, lo Schema prevede che i fabbisogni standardvengano rideterminati, con le modalità previste, non oltre il terzo anno successivo alla loro precedente adozione. Le relative determinazioni vanno trasmesse, dal momento della sua istituzione, alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, di cui all`articolo 5 della legge 42/2009, che si avvale della Commissione tecnica paritetica per l`attuazione del federalismo fiscale, di cui all`art. 4 della legge 42/2009.
Lo Schema, su cui si è già espressa la Conferenza Unificata il 29 luglio scorso (si veda, al riguardo, la notizia su Conferenze istituzionali dell`8 settembre 2010), dopo l`espressione del parere parlamentare, tornerà al Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione.