La Commissione parlamentare d`inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle c.d. “morti bianche””, ha approvato al Senato, nella seduta del 23 novembre scorso, la seconda Relazione intermedia sull`attività svolta (Doc. XXII-bis n. 3).
Nella Relazione vengono ripercorse le finalità dell`inchiesta, le audizioni dei soggetti istituzionali e delle parti sociali, nonchè i sopralluoghi svolti dalla Commissione in varie parti del territorio nazionale. Ampio spazio viene, poi, dedicato all`attività dei dieci “gruppi di lavoro“, costituiti al fine precipuo di approfondire specifici profili dell`inchiesta, che hanno affiancato l`attività della Commissione.
La Relazione contiene, inoltre, “approfondimenti“ su temi particolari, come ad esempio, “i problemi della sicurezza del lavoro negli appalti e nei subappalti””. In tale ambito viene, in particolare, ricordato che la Commissione – anche interpretando l`esigenza espressa da amministratori pubblici, enti di controllo e organizzazioni imprenditoriali e sindacali – ha chiesto più volte “un ripensamento della normativa, eliminando o quanto meno attenuando il ricorso al criterio del massimo ribasso d`asta, sia nella fase di progettazione che in quella della realizzazione dell`opera o della prestazione, in favore di un`applicazione più estesa del criterio dell`offerta economicamente più vantaggiosa“.
Sul punto viene, altresì, rilevato che il Ministro Sacconi, intervenuto nell`audizione del 13 ottobre scorso, ha sottolineato come il rischio che l`aggiudicazione di appalti pubblici con il criterio del prezzo più basso possa produrre effetti negativi per i costi relativi al lavoro ed alla sicurezza, “non si ponga in termini normativi, essendovi al riguardo precise disposizioni””, ma in termini di controllo del rispetto della normativa. Il Ministro – si legge nella Relazione – ha, comunque, preannunciato l`intenzione di emanare, per i profili di propria competenza e previa consultazione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, una specifica circolare per rafforzare le attività di controllo in materia di appalti e accrescere il livello di responsabilizzazione dei soggetti preposti, a cominciare dalle stazioni appaltanti.
La Relazione riporta, anche, l`audizione del Ministro Matteoli che si è soffermato sul concetto di congruità dell`offerta ed, ha espresso l`avviso che l`obiettivo di una maggiore sicurezza sul lavoro “possa venire in un`ampia diffusione della cultura della sicurezza e in sanzioni più severe che colpiscano le aziende più sleali e spregiudicate che, violando la normativa, mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori“.
Il documento ripercorre, poi, l`audizione dei rappresentati dell`ANCE, del 10 novembre scorso, (si veda al riguardo la notizia su “Interventi ANCe”” dell`11 novembre 2010, n. 46) che hanno, in particolare, evidenziato le criticità del settore degli appalti privati (“dove manca un sistema di qualificazione delle imprese edili e riferimenti oggettivi codificati per valutare la congruità dell`offerta“) e quelle degli appalti pubblici (si tratta di “migliorare il meccanismo di valutazione e contestazione delle anomalie da parte delle stazioni appaltanti pubbliche nei confronti delle imprese che partecipano alle gare e delle correlative giustificazioni addotte dalle imprese stesse, che spesso avviano lunghi e complicati contenziosi con le amministrazioni committenti“). Con riferimento alle suddette problematiche la Relazione menziona le proposte avanzate dall`Associazione, si tratta, tra l`altro, di:
– “completare quanto prima l`iter per l`introduzione del sistema di qualificazione delle imprese, ovvero la cosiddetta patente a punti per l`edilizia“;
– prevedere “forme di premialità per le aziende più attente che investono nella sicurezza””;
– “aumentare i controlli nel settore degli appalti privati, soprattutto per contrastare quegli operatori che si improvvisano imprenditori edili senza avere struttura, capacità e risorse””;
– “definire meglio il concetto di offerta anomala”” e, conseguentemente, di valore congruo dell`offerta.
Un altro tema toccato nell`audizione dell`ANCE – come riportato dalla Relazione – “è stato quello della ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici, anche alla luce della luce del progetto del Governo di costituire a tal fine una società per azioni. L`ANCE ha confermato la propria attenzione in merito, riservandosi di fornire successivamente alla Commissione elementi più precisi su tale aspetto, così come riguardo alle altre questioni emerse nell`audizione. In termini generali, l`ANCE si è dichiarata pienamente disponibile a collaborare con la Commissione d`inchiesta nella ricerca di soluzioni condivise per il settore degli appalti, studiando anche possibili miglioramenti e adeguamenti della normativa e delle procedure vigenti, tesi a ridurre sempre più i rischi per la salute e l`incolumità dei lavoratori””.
La Relazione cita, infine, la nota trasmessa alla Commissione dagli organi della Direzione provinciale di Milano contenente le seguenti “interessanti“ proposte:
– agire sulla qualificazione delle imprese partecipanti agli appalti sia in termini generali che in relazione ai singoli contratti;
– indicare nei bandi alcuni requisiti preferenziali, quali criteri per la selezione delle imprese, aggiuntivi rispetto al criterio base dell`offerta economicamente più vantaggiosa;
– inserire nei contratti di appalto per lavori pubblici o privati in regime di permesso a costruire o DIA onerose l`elenco di tutte le ditte in subappalto, con l`impegno ad acquisire tutta la documentazione e ad adottare tutte le misure necessarie per verificare la regolarità delle imprese e consentire in ogni momento l`identificazione e il riscontro delle presenze dei singoli lavoratori.
Il documento si conclude con alcune considerazioni, al riguardo si evidenzia che la Commissione ritiene opportuno:
– assicurare il completamento della riforma introdotta dal D.Lgs 81/2008;
– proseguire il monitoraggio e la verifica dell`attuazione del Testo Unico;
– accrescere il coordinamento fra tutti gli enti istituzionali preposti alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
– garantire la repressione delle infrazioni attraverso un`applicazione equilibrata ma rigorosa delle sanzioni;
– < /SPAN>promuovere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro;
– introdurre forme di incentivazione volte a premiare le imprese virtuose che investono nella sicurezza sul lavoro, attraverso sgravi e agevolazioni fiscali e contributive;
– ripensare la normativa vigente nel senso di limitare il ricorso al massimo ribasso quale criterio di valutazione delle offerte, accrescere la qualificazione delle imprese, contenere la pratica del subappalto;
– estendere anche al settore privato le garanzie e i controlli vigenti nel settore pubblico;
– rafforzare la capacità tecnica delle stazioni appaltanti di verificare la congruità delle offerte e le eventuali anomalie anche in sede di contenzioso;
– giungere all`elaborazione di specifiche proposte di modifica normative e amministrative in collaborazione con le organizzazioni di categoria;
– provvedere all`adeguamento degli edifici pubblici (ospedali, scuole, amministrazioni comunali ecc.).
In allegato il testo della Relazione.
3021-Testo della Relazione.pdfApri