In Aula della Camera dei Deputati sono state discusse ed approvate numerose Mozioni, a firma di esponenti sia della maggioranza sia della minoranza (1-00540, primo firmatario l`On. Marco Reguzzoni del Gruppo parlamentare LNP; 1-00544 riformulata, primo firmatario l`On. Antonio Borghesi del Gruppo parlamentare IdV; 1-00546 riformulata, primo firmatario l`On. Andrea Lulli del Gruppo parlamentare PD; 1-00549 riformulata, primo firmatario l`On. Anna Teresa Formisano del Gruppo parlamentare UDC; 1-00550 riformulata, primo firmatario l`On. Raffaello Vignali del Gruppo parlamentare PdL; 1-00552 riformulata, primo firmatario l`On. Catia Polidori del Gruppo parlamentare IR; 1-00555 riformulata, primo firmatario l`On. Donato Mosella del Gruppo parlamentare Misto; 1-00556 riformulata, primo firmatario l`On. Carmelo Lo Monte del Gruppo parlamentare Misto), concernenti iniziative per il rilancio dell`economia ed il sostegno alle piccole e medie imprese.
Nelle premesse agli Atti viene, tra l’altro, evidenziato che:
– nonostante la crisi economica globale, le piccole e medie imprese italiane si confermano un tassello importante del patrimonio economico europeo, così come dimostrano i recenti dati sul valore aggiunto;
– molte imprese si trovano in una situazione di oggettiva difficoltà, dovuta al perpetuarsi di molteplici problematiche che la crisi ha contributo ad accentuare tra cui la minore liquidità, dovuta alla concreta difficoltà che le imprese di minori dimensioni hanno di veder soddisfatti in tempi ragionevoli i propri crediti, anche a causa della lentezza della giustizia civile;
– le piccole e medie imprese, già fortemente provate dalle difficoltà di accesso al credito bancario, circostanza che richiede un attento monitoraggio degli accordi di Basilea 3, accusano più delle grandi i ritardi nei pagamenti, rischiando la propria stessa sopravvivenza, con conseguenze dannose per l`intera filiera produttiva;
– al fine di contenerela pratica dei ritardi di pagamento, che interessa la maggior parte dei Paesi dell`Unione europea, è stata approvata una direttiva relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, finalizzata a migliorare l`efficienza e l`efficacia degli strumenti di ricorso, con particolare riferimento a quelli delle pubbliche amministrazioni;
– sul fronte degli investimenti pubblici, occorre rilevare che il patto di stabilità interno impone vincoli stringenti agli enti locali, penalizzando, soprattutto, quelli più virtuosi, che si vedono costretti a dover sospendere i progetti di investimento e i pagamenti alle aziende;
– un ulteriore freno agli investimenti e al rilancio delle attività produttive è rappresentato dai pesanti costi burocratici che gravano sulle nostre piccole e medie imprese;
– la spesa media dei mutui rispetto alla media europea è superiore di circa 9000 euro e questo, secondo un rapporto dell`ANCE pubblicato il 3 gennaio 2011, «è come se le famiglie italiane pagassero per dodici mesi in più rispetto a quelle europee il credito nel settore delle costruzioni». Sempre secondo l`Ance, l`Italia è il Paese più caro d`Europa per contrarre un mutuo, con un differenziale dei tassi medi di interesse dello 0,36% (il 4,1% in Italia contro il 3,74% a livello europeo);
– il Governo italiano il 30 aprile 2010 ha firmato, primo Paese in Europa, la direttiva con cui si è data attuazione allo Small Business Act(SBA), che introduce importanti misure innovative per accrescere la competitività delle piccole e medie imprese italiane;
– sulla base dei principi guida contenuti nello Small Business Act, vengono individuate una serie di priorità di policy tra cui: effettuare una preliminare analisi d`impatto di ogni nuova normativa d`interesse per le piccole e medie imprese ed operare affinchè i testi normativi siano redatti con disposizioni chiare e facilmente comprensibili; operare ulteriormente al fine di ridurre il carico degli adempimenti amministrativi che ostacolano l`esercizio dell`attività imprenditoriale, limitando la competitività delle imprese ed imponendo loro un aggravio di costi e procedure; incentivare ed accompagnare le imprese all`utilizzo del contratto di rete.
Conclusioni
Vengono chiesti numerosi impegni al Governo, tra cui, in particolare, per gli aspetti di maggiore interesse, si segnalano:
Nella Mozione 1-00540:
– “ a prevedere, nell`ambito delle disponibilità finanziarie, ulteriori meccanismi di incentivazione degli investimenti effettuati dalle imprese, soprattutto le medio-piccole, mediante l`adozione di misure di impulso al rinnovamento dei macchinari e delle attrezzature, sul modello della «Tremonti-ter », avviando la riforma del sistema degli incentivi alle imprese al fine di semplificarne le procedure di accesso””;
– “ ad assumere, quanto prima, iniziative normative di modifica dell`attuale disciplina sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, con particolare riguardo alle pubbliche amministrazioni “;
– “ a rivedere ulteriormente il patto di stabilità interno, consentendo alle amministrazioni locali l`utilizzo delle risorse disponibili per portare a termine gli investimenti già programmati, in particolare per gli interventi necessari sulle infrastrutture, l`edilizia scolastica, le manutenzioni ordinarie e straordinarie””;
– “ a rafforzare gli strumenti di tutela del made in Italy“;
– “ a proseguire nella revisione degli studi di settore””;
– “ a monitorare le condizioni di accesso al credito per le piccole e medie imprese, alla luce del progressivo recepimento degli accordi di Basilea 3, aventi ad oggetto la capitalizzazione del sistema bancario””.
Nella Mozione 1-00544 (testo riformulato):
– “ a sostenere le micro, piccole e medie imprese assumendo le necessarie iniziative, anche normative, volte ad entrare nella fase operativa dell`attuazione dello Small Business Act“;
– “ a sostenere il finanziamento di opere pubbliche di piccole e medie dimensioni, anche attraverso l`esclusione dal computo dei saldi validi ai fini del rispetto del patto di stabilità interno delle spese per investimenti per i comuni virtuosi””.
Nella Mozione 1-00546 (testo riformulato):
– “ ad assumere iniziative per eliminare gradualmente l`Irap sul costo del lavoro, per esentare dal pagamento delle imposte la parte di reddito reinvestita nell`azienda, nell`attività professionale, nelle società, per applicare l`aliquota del 20 per cento al reddito ordinario percepito dai lavoratori autonomi, dagli imprenditori individuali e per prevedere l`assoggettamento all`IRPEF della parte eccedente””;
– “ a promuovere la riforma dell`attuale sistema di incentivi””;
– “ ad adottare iniziative di competenza affinchè nelle gare per appalti di forniture alle pubbliche amministrazioni vi sia una riserva di beni e servizi per le piccole imprese e per i fornitori locali nei piccoli comuni””.
Nella Mozione 1-00549 (testo riformulato):
– “ a rafforzare, attraverso un sistema di agevolazioni, le reti di impresa””;
– “ ad elaborare un sistema di tassazione più favorevole alle imprese prevedendo agevolazioni per gli utili reinvestiti e per ridurre il cuneo fiscale””.
Nella Mozione 1-00550 (testo riformulato):
– “ ad avviare un processo di riforma complessiva del sistema tributario””;
– “ a favorire l`accesso agli appalti pubblici delle micro, piccole e medie imprese attraverso l`obbligo della pubblica amministrazione ed alle autorità competenti di suddividere i contratti in lotti; a rendere visibili le possibilità di subappalto nonchè a riservare una quota degli stessi, non inferiore al 30 per cento, alle stesse micro, piccole e medie imprese, e a verificare che le misure di semplificazione delle procedure d`appalto di cui all`articolo 17 della legge n. 69 del 2009 siano efficaci, proponendo, se del caso, interventi migliorativi””.
Nella Mozione 1-00552 (testo riformulato):
– “ a proseguire nell`azione di sostegno al regime di fiscalità di vantaggio nelle aree deboli del Paese, in particolare nelle regioni meridionali””;
– “a perseguire l`obiettivo della riduzione della pressione fiscale, in particolare sulle imprese di piccole e medie dimensioni, sulle famiglie e sul lavoro dipendente””.
Nella Mozione 1-00555 (testo riformulato):
– “ a promuovere un tavolo di confronto tra le piccole e medie imprese e l`Abi per trovare una soluzione alla scadenza in questi giorni della moratoria dei debiti che nell`estate del 2009 consentì a 180 mila aziende di tirare il fiato””;
– “ ad assumere iniziative volte all`istituzione di uno strumento di intermediazione tra le imprese in difficoltà e le agenzie di credito a cui richiedere una maggiore flessibilità, indispensabile in un momento di criticità come questo””.
Nella Mozione 1-00556 (testo riformulato):
– “ a favorire l`internazionalizzazione delle piccole e medie imprese meridionali””;
– “ a favorire la crescita dimensionale media delle imprese meridionali;“
– “ a favorire l`accesso al credito alle imprese del Mezzogiorno, dando piena ed immediata attuazione al Piano per il Sud e rafforzando il sistema delle forme di garanzia collettiva dei fidi””;
– “ ad assumere iniziative finalizzate ad azioni di miglioramento delle condizioni di sicurezza dei territori in cui si svolgono la vita civile e l`attività economica delle imprese meridionali, anche attraverso la lotta al racket e all`usura, piaghe assai diffuse nel tessuto della piccola e media impresa ove frequente è il ricorso al finanziamento esterno””.
Si allegano i Testi delle Mozioni e la relativa discussione in Aula
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2593-Testo delle Mozioni.pdfApri