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La riforma della politica di sviluppo e coesione territoriale (fondi strutturali e FAS) costituisce il principale strumento di strutturazione del federalismo infrastrutturale. Lo ha evidenziato il Presidente Buzzetti nel corso dell`audizione tenutasi il 29 marzo u.s. presso la Commissione bicamerale sul federalismo. Tra le priorità elencate dal Pr

Archivio, Studi e analisi

Federalismo infrastrutturale e riforma della politica di coesione territoriale, la posizione dell`An

1 Aprile 2011
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La riforma della politica di riequilibrio territoriale e di sviluppo infrastrutturale del Paese, delineata dalla legge delega in materia di federalismo fiscale (L. 42/2009), risulta di fondamentale importanza per il settore delle costruzioni perchè definisce nuove modalità per l`assegnazione, sulla base di fabbisogni infrastrutturali determinati a livello regionale e infraregionale, delle risorse del Bilancio dello Stato destinate alla realizzazione delle infrastrutture e alla riduzione dei divari territoriali (fondi strutturali e Fondo per le Aree sottoutilizzate).
Risorse che, secondo le stime dell`Ance, rappresentano circa il 43% delle risorse destinate dallo Stato per la realizzazione di nuove infrastrutture nel 2011. Per questa ragione, la riforma della politica di coesione risulta centrale nel percorso che conduce al federalismo infrastrutturale.
L`attuazione del federalismo infrastrutturale, avviata dal Governo a fine novembre 2010, avverrà in due fasi:
– una fase transitoria (2011-2013) disciplinata dal decreto interministeriale relativo alla perequazione infrastrutturale e dalla delibera CIPE del 26 novembre 2010 di riprogrammazione dei fondi strutturali e FAS 2007-2013;
– una fase a regime (a partire dal 2014) disciplinata dallo schema di decreto legislativo sulla riforma della politica di coesione – fondi strutturali europei e Fondo per lo sviluppo e la coesione (ex-FAS)- attualmente all`esame della Commissione bicamerale sul federalismo.
Fase transitoria
Il Presidente Buzzetti ha sottolineato che appare fondamentale attivare rapidamente, senza ulteriori riprogrammazioni, i 30,6 miliardi di euro destinati ad infrastrutture e costruzioni nell`ambito dei programmi regionali 2007-2013 ed evitare una riprogrammazione “tout court“ delle risorse che non tenga conto dell`effettivo stato della programmazione perchè non è compatibile con la situazione di crisi del settore.
Il Presidente ha poi evidenziato che tra le principali richieste avanzate dall`Ance figurano:
? l`avvio immediato di tutte le opere pronte a partire;
? l`esclusione dei cofinanziamenti nazionali per investimenti in conto capitale finanziati con fondi strutturali dall`applicazione delle regole del Patto di stabilità interno (c.d. “nettizzazione””);
? la certezza sulla disponibilità delle risorse dei fondi FAS destinati alle Regioni del Centro-Nord e del Sud e sulla programmazione dei fondi destinati ad infrastrutture.
? la riforma della governance della politica nazionale di coesione territoriale affinchè sia improntata all`efficienza, alla responsabilità e al rispetto degli impegni da stabilire in nuovi Contratti Istituzionali di Sviluppo.
Fase a regime
Con riferimento alla riforma della politica di coesione e sviluppo territoriale, il Presidente ha indicato che l`Ance condivide l`obiettivo di rendere la spesa efficiente e di garantire che la realizzazione delle opere avvenga in tempi certi, così come previsto dalla riforma del modello di governance dei fondi (con l`introduzione dei Contratti istituzionali di sviluppo).
Allo stesso tempo, il Presidente ha sottolineato la necessità di:
? Definire una quota minima per investimenti in infrastrutture nell`ambito dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali e dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (ex-FAS);
? Confermare il carattere strategico degli interventi medio-piccoli finalizzati allo sviluppo e alla competitività dei territori;
? Introdurre una “golden rule”” nel Patto di stabilità interno per gli investimenti in conto capitale finanziati con fondi europei (Fesr);
? Dare coerenza, certezza e flessibilità alla programmazione delle risorse ed armonizzarne i tempi;
? Aprire un tavolo di confronto sui tempi di realizzazione delle opere pubbliche e sugli snellimenti e semplificazioni procedurali al fine di definire tempi standard di realizzazione delle opere pubbliche e regole comuni per la riprogrammazione o il definanziamento delle opere;
? Rafforzare la governance attraverso l`istituzione di una Cabina di Regia a livello nazionale (Stato- Regioni- Autonomie locali + partners economici e sociali);
? Ampliare la partnership alle associazioni di categoria per rafforzare il ruolo strategico del comitato di indirizzo e controllo dei programmi;
? Prevedere “Task Force”” regionali per risolvere i problemi relativi alla realizzazione delle infrastrutture previste nell`ambito dei programmi;
? Tenere conto delle riforme della politica regionale e del Bilancio dell`Unione Europea in corso di approvazione.

In allegato è disponibile il documento consegnato dall`Ance in occasione dell`audizione sul federalismo infrastrutturale e la riforma della politica di coesione territoriale.

228-Federalismo infrastrutturale – politica coesione.pdfApri
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