Presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato, nell`ambito dell`indagine conoscitiva sul programma di modernizzazione della politica degli appalti pubblici, alla luce del Libro verde della Commissione europea del 27 gennaio 2011, è stato audito, il 17 maggio scorso, il Presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Prof. Franco Bassanini.
In particolare, nel corso dell`audizione il Presidente ha evidenziato, tra l`altro, che nell`attuale contesto socio-economico, in cui è necessario effettuare significative riduzioni del debito pubblico accelerando al contempo il ritmo di crescita e competitività, “il problema degli investimenti in opere pubbliche è decisivo: le infrastrutture sono centrali per la crescita e senza crescita non ci può essere risanamento, ma l`impiego di risorse pubbliche determinerebbe un aumento dell`indebitamento””.
Al riguardo, ha, altresì, rilevato che “la crisi economica, i vincoli del patto di stabilità e la situazione della finanza locale hanno determinato una contrazione degli investimenti. Si rende dunque necessario promuovere il partenariato pubblico-privato e il finanziamento privato attraverso il project financing, rendendo tali investimenti redditizi””.
Ha, quindi, ricordato che la Cassa Depositi e prestiti ha partecipato ad un lavoro collegiale promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che “ha portato alla produzione di un rapporto in cui si individuano ottantanove misure legislative o amministrative che possono migliorare le condizioni di redditività per gli investimenti privati in molte infrastrutture“.
Tra le proposte, una modifica dell`art. 117 Cost. che affidi alla potestà legislativa esclusiva dello Stato le infrastrutture strategiche di interesse nazionale e a quella esclusiva delle Regioni le restanti opere. Viene, inoltre, suggerito un intervento sulla Legge obiettivo volto a garantire “tempi rapidi e certi per la localizzazione delle infrastrutture strategiche””, chiarendo i rapporti tra decisori nazionali e enti locali, nonchè una modifica alla disciplina della conferenza dei servizi. A tale ultimo riguardo, viene evidenziato che, nell`ambito della facoltà prevista per le pubbliche amministrazioni poste a tutela di interessi costituzionalmente garantiti di rimettere in discussione la decisione adottata in conferenza di servizi, occorrerebbe stabilire il termine ultimo entro il quale il soggetto che assume la decisione finale – di solito il Governo – debba esprimersi, in maniera che una volta decorso tale termine la decisione della conferenza possa divenire definitiva.
Si veda precedente del 28 marzo 2011.