Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno elaborato una proposta di Regolamento con l`obiettivo di riformare il sistema di normazione tecnica europea, ritenuto non più adeguato a soddisfare rapidamente le esigenze in via di evoluzione in tutti i settori del mercato unico europeo.
La proposta di revisione prende avvio dal riconoscimento di nodi cruciali quali la lentezza del processo di normazione, incapace di tenere il passo con il rapido sviluppo tecnologico, la carente integrazione dell`opinione delle componenti interessate della società, in particolare delle piccole e medie imprese (PMI), nel processo di produzione delle norme e la sfida di garantire l`interoperabilità delle reti e dei sistemi, soprattutto nel settore delle tecnologie digitali.
Il nuovo sistema, mantenendo i numerosi elementi positivi già presenti, si propone pertanto di migliorare l`efficienza, la flessibilità e la programmazione nell`elaborazione delle norme, di favorire la trasparenza nella cooperazione tra organismi nazionali di normazione, di riequilibrare i pesi delle parti nella rappresentanza degli interessi nel senso di una maggiore partecipazione alla normazione delle PMI e di semplificare la gestione finanziaria del sistema.
La proposta di riforma è stata accolta positivamente da FIEC, la Federazione europea delle imprese di costruzione, e da NORMAPME, l`Associazione europea che rappresenta gli artigiani e le piccole e medie imprese nel sistema europeo di normazione. In attesa dell`adozione formale del Regolamento, le due associazioni hanno inteso fornire un contributo costruttivo ai decisori politici indicando in due distinti documenti di posizione quelli che secondo loro dovrebbero essere i punti-chiave della riforma.
Le posizioni delle due associazioni convergono sugli obiettivi e sugli strumenti per garantire in particolar modo:
– una maggiore partecipazione delle PMI nel sistema di normazione attraverso il principio della delega nazionale;
– un`adeguata rappresentanza nel sistema di tutte le parti interessate;
– l`efficienza del sistema e la pertinenza per il mercato delle nuove norme.
In particolare, FIEC sottolinea i seguenti punti-chiave:
– La normazione deve rispondere alle esigenze del mercato e riflettere lo stato dell`arte. Norme prodotte per mercati di nicchia sono inutilmente costose e potrebbero non fondarsi su conoscenze ed esperienze consolidate.
– Una più efficiente pre-valutazione delle proposte normative può accrescere la fiducia nell`intero sistema di normazione europeo. Prima che siano intrapresi nuovi progetti di lavoro, il CEN dovrebbe svolgere uno studio sulla pertinenza per il mercato della norma proposta e dare tempo sufficiente a tutte le parti interessate per far pervenire la propria posizione a riguardo, in particolar modo alle PMI.
– Tutte e solo le parti interessate devono essere coinvolte in un processo di normazione di tipo bottom-up.
– Poichè il sistema europeo di normazione è basato sul principio della delega nazionale, attraverso cui i delegati dei diversi Stati membri rappresentano a livello europeo le posizioni emerse nelle consultazioni nazionali, la composizione dei comitati “specchio”” nazionali deve riflettere l`intero ventaglio delle parti interessate, compresi i consumatori. Gli organismi nazionali di normazione hanno un ruolo chiave nell`incoraggiare la partecipazione delle PMI a livello nazionale nei comitati “specchio””.
– Le norme scritte a supporto della legislazione come la vecchia Direttiva o il nuovo Regolamento europeo sui prodotti da costruzione devono tenere di più in considerazione i metodi di produzione e di gestione della qualità delle PMI e degli artigiani.
– I conflitti di interesse delle organizzazioni di categoria che usufruiscono di fondi pubblici devono essere risolti. Ad esempio, è inaccettabile che organizzazioni finanziate pubblicamente pretendano di rappresentare sia i fabbricanti che gli utilizzatori dei prodotti da costruzione quando i loro interessi sono chiaramente differenti.
– Le norme sono spesso di difficile lettura per molte PMI che costituiscono la “base”” dell`industria delle costruzioni. Dove possibile, tali norme andrebbero scritte in un linguaggio più comprensibile e andrebbero diffusi, ad opera degli organismi nazionali di normazione, abstract gratuiti e linee guida per facilitare l`applicazione delle norme da parte delle imprese.
Nella posizione di NORMAPME sono evidenziati i seguenti punti:
– l`importanza di mantenere il principio della delega nazionale attraverso cui ogni Comitato Tecnico ha comitati “specchio”” in ogni Stato membro ai quali le PMI possono partecipare, nella loro lingua e con ridotti costi di viaggio;
– la necessità di favorire ulteriormente la partecipazione delle PMI al processo di normazione a livello nazionale ed europeo;
– la facoltà di NORMAPME di nominare esperti provenienti dalle PMI direttamente nei Comitati Tecnici europei, offrendo così un`ulteriore opportunità di coinvolgimento per le PMI nell`elaborazione delle norme;
– l`auspicio di una riforma delle regole di voto, in particolare della possibilità, per l`organizzazione che rappresenta a livello europeo le PMI, di esprimere un singolo voto, fondamentale per rafforzare, anche solo simbolicamente, la rappresentanza degli interessi delle PMI;
– la necessità dell`apertura e della trasparenza nel processo di elaborazione delle norme, in modo da evitare comportamenti e posizioni contrarie alla libera concorrenza da parte di chi si trova in posizione dominante sul mercato;
– tempi minori di produzione delle norme, purchè ciò non vada a scapito della qualità e della pertinenza delle stesse per il mercato;
– il triplice ruolo della qualità, della pert inenza per il mercato e del tempismo di collocazione sul mercato delle norme nello stimolo all`innovazione e alla competitività;
– il principio della rappresentanza equilibrata nelle votazioni, attraverso la trasparenza di affiliazione degli aventi diritto al voto, in modo che non si possa ottenere la maggioranza assoluta ignorando i potenziali fruitori delle norme, come le PMI, e altri soggetti rilevanti;
– l`approccio bottom-up, in cui le iniziative legate alle norme devono essere pertinenti per il mercato e tale pertinenza deve essere valutata a priori e rappresentare la precondizione per iniziare ogni nuovo progetto di elaborazione di norme;
– la considerazione secondo cui le organizzazioni che rappresentano le PMI dovrebbero essere invitati permanenti al Comitato degli Stati membri che assiste la Commissione nella preparazione dei mandati per le norme europee;
– l`importanza di norme sui servizi orientate alle reali esigenze del mercato, per evitare che le stesse vadano a costituire ulteriori fardelli per le PMI;
– lo stimolo di un dibattito sul tema delle politiche di diritto di proprietà intellettuale nelle organizzazioni che si occupano di normazione;
– la richiesta di una fornitura alle PMI delle norme a tariffe ridotte o raggruppate a prezzo ridotto;
– l`importanza della pubblicazione di abstract, riassunti sintetici, manuali di semplificazione gratuiti per l`utilizzo delle norme da parte delle PMI;
– l`adozione, da parte di chi produce le norme, di un criterio di minimo costo di implementazione delle norme stesse, attraverso, ad esempio, la sostituzione delle prove sperimentali con la dimostrazione della conformità tramite metodi di calcolo.
In allegato si riportano i testi della proposta di Regolamento e dei documenti di posizione di FIEC e NORMAPME.
3768-posizione NORMAPME.pdfApri
3768-posizione Fiec.pdfApri
3768-Proposta di Regolamento.pdfApri