L`Aula della Camera dei Deputati, a conclusione dell`esame sulla Relazione resa dalla XIV Commissione Politiche dell`Unione Europea sugli atti relativi alla Relazione programmatica sulla partecipazione dell`Italia all`Unione europea per l`anno 2011, al Programma di lavoro della Commissione europea per il 2011 e al Programma di 18 mesi del Consiglio dell`Unione europea presentato dalle Presidenze polacca, danese e cipriota (Doc. LXXXVII-bis, n. 1), ha approvato le Risoluzioni n. 6-00086, nel testo riformulato (primo firmatario l`On. Maria Antonietta Farina Coscioni del Gruppo parlamentare PD), n. 6-00087 (primo firmatario l`On. Maurizio Turco del Gruppo parlamentare PD) e n. 6-00091 (primo firmatario l`On. Mario Pescante del Gruppo parlamentare PdL).
Premesse
Nella Risoluzione n. 6-00091 viene, in particolare, evidenziato che:
– l`esame degli atti comunitari in oggetto è stato svolto per la prima volta in modo congiunto, secondo la procedura definita dalla Giunta per il regolamento nel parere del 14 luglio 2010, nell`ambito di una vera
e propria sessione interamente dedicata alla valutazione e al confronto tra le priorità delle Istituzioni europee e quelle del Governo per l`anno in corso;
– “la nuova sessione programmatica mira a sviluppare un ampio dibattito, esteso anche alle parti sociali, alle categorie produttive e a tutti gli altri soggetti interessati, sullo stato e le prospettive del processo di integrazione e sul ruolo che nel suo ambito l`Italia può svolgere””;
– “occorre che l`Italia proceda ad una rapida approvazione delle opportune modifiche all`articolo 81 della Costituzione volte a codificare, in coerenza con la direttiva sui quadri nazionali di bilancio, in corso di approvazione, e del Patto euro plus, i vincoli di finanza pubblica derivanti dal Patto di stabilità e crescita””;
– “per assicurare che il risanamento delle finanze pubbliche proceda in modo equo ed efficace occorre un maggiore coordinamento delle politiche fiscali nazionali, al fine di prevenire o correggere fenomeni di concorrenza dannosa, soprattutto in materia di imposizione sulle imprese e sulle rendite finanziarie, che potrebbero avere effetti negativi sulla competitività complessiva dell`economia europea””;
– “ le proposte della Commissione per il quadro finanziario 2014-2020, presentate il 29 giugno 2011, recano risorse ed obiettivi modestissimi per il sostegno alla crescita e all`occupazione, affidandosi sostanzialmente al ricorso a strumenti finanziari innovativi per promuovere ulteriori investimenti pubblici e privati””;
– appare necessaria una tempestiva approvazione della riforma della legge n. 11 del 2005, che prospetta un rafforzamento degli strumenti di coordinamento tra tutti gli attori interessati nella fase di formazione della posizione nazionale.
Conclusioni
Viene, inoltre, chiesto l`impegno del Governo a:
a) con riguardo alle prospettive del processo di integrazione:
–a farsi promotore in Europa di una ripresa del dibattito attorno alla riforma delle Istituzioni europee, anche sostenendo la necessità di modificare il Trattato di Lisbona per mezzo di una nuova Convenzione che riunisca parlamentari europei, nazionali e rappresentanti dei governi e delle Istituzioni europee;
b) con riguardo alla governance economica, alla crescita e all`occupazione:
–a promuovere, accanto alle misure in corso di definitiva approvazione in materia di sostenibilità delle finanze pubbliche, sorveglianza macroeconomica e quadri nazionali di bilancio, una iniziativa europea per la crescita e l`occupazione, dotata di un preciso programma di interventi, coordinati e finanziati direttamente dall`Unione;
–ad adoperarsi affinchè sia dato seguito, anche attraverso opportune modifiche dei Trattati, alle proposte avanzate in materia di emanazione di titoli di debito dell`Unione europea che consentano di alleviare la situazione debitoria dei paesi membri e di finanziare grandi investimenti di interesse europeo nel settore dell`energia, delle telecomunicazioni, dei trasporti, dell`istruzione e della ricerca e sviluppo tecnologico;
–ad avviare una riflessione volta alla creazione a medio e lungo termine di un vero «governo economico» dell`Eurozona, attribuendo, mediante appropriate modifiche ai Trattati, da avviare con la convocazione di una Convenzione secondo la procedura di revisione ordinaria, al Consiglio e all`Eurogruppo, su proposta della Commissione ed in codecisione con il Parlamento europeo, poteri vincolanti in merito alle grandi scelte di politica economica e dell`occupazione, nonchè valutando la creazione a tale scopo di nuove figure istituzionali che possano essere investite di poteri di rappresentanza esterna dell`Unione europea nelle sedi finanziarie internazionali;
–ad assicurare, in coerenza con le previsioni della legge n. 196 del 2009 e successive modificazioni, il coinvolgimento delle Camere, delle regioni e delle autonomie locali nella predisposizione del programma nazionale di riforma e del programma di stabilità nell`ambito del semestre europeo;
c) con riferimento al quadro finanziario pluriennale 2014-2020:
–a valutare con attenzione, in coerenza con le risoluzioni approvate in materia dal Parlamento europeo, le proposte della Commissione volte ad introdurre, quale nuova risorsa propria dell`Unione, una tassa sulle transazioni finanziarie;
–ad informare tempestivamente le Camere dei principali sviluppi del negoziato e a trasmettere dati e simulazioni adeguate sull`impatto sul saldo netto dell`Italia delle diverse opzioni relative al prossimo quadro finanziario e al sistema di risorse proprie;
d) con riguardo alla politica di coesione:
–ad individuare le risorse necessarie per compensare l`esclusione dei cofinanziamenti nazionali, relativi ai programmi dei fondi strutturali europei, dal computo del saldo finanziario in sede di applicazione delle regole del Patto di stabilità interno per le regioni e gli enti locali per il triennio 2011-2013, anche per consentire la realizzazione di spese in favore degli investimenti;
–a sostenere in sede europea la semplificazione delle procedure relative all`utilizzo e alla rendicontazione dei fondi strutturali la cui complessità costituisce un freno al loro tempestivo impiego;
e) con riguardo al mercato interno e alla politica per le imprese:
–a sostenere l`introduzione di un approccio diversificato fra micro, piccole e medie imprese, soprattutto ai fini della semplificazione degli oneri amministrativi e contabili;
–ad adoperarsi per una effettiva e sistematica applicazione del «test PMI» nelle valutazioni di impatto, prevedendo, per ogni proposta della Commissione la valutazione d`impatto degli oneri che gravano sulle imprese, in particolare le PMI, prevedendo, la riduzione corrispondente di altri oneri, l`applicazione del principio di proporzionalità e di specificità e tempi di adeguamento posticipati nel tempo;
–a promuovere l`accesso delle PMI agli appalti pubblici, non limitandosi ad offrire incentivi alle amministrazioni aggiudicatrici affinchè gli appalti tengano conto delle esigenze delle PMI, ma prevedendo, attraverso opportune modifiche alle direttive vigenti in materia, che alcune tipologie di appalti siano espressamente riservate alle PMI;
f) con riguardo ai mercati finanziari:
–a migliorare la disciplina sulla gestione delle crisi finanziarie, rafforzando i relativi sistemi di monitoraggio, nonchè introdurre nuove misure normative che coinvolgano i principali protagonisti del mercato a livello globale, anche nel quadro del G20;
g) con riferimento alla politica fiscale:
–ad adoperarsi, in coerenza con il Patto euro plus, per rafforzare il coordinamento dei sistemi fiscali nazionali, al fine di prevenire la concorrenza fiscale dannosa tra gli Stati membri, valutando l`introduzione di regole armonizzate anche in materia di imposte dirette, con particolare riferimento all`imposizione sui redditi prodotti da soggetti o nell`ambito di attività che assumono rilievo transnazionale, quali le società e le rendite finanziarie;
–a sostenere l`adozione di misure volte a consentire la riduzione del carico fiscale sulle piccole e medie imprese, in coerenza con lo Small business act, e la semplificazione dei relativi oneri di dichiarazione e riscossione;
–a promuovere il rafforzamento del quadro normativo per la prevenzione e la lotta contro l`evasione e le frodi tributarie;
–a sostenere una rapida approvazione della proposta di direttiva relativa ad una base consolidata comune per l`imposizione sulle società, valutandone le opportune modifiche ed integrazioni;
–a promuovere la presentazione, dando seguito alle indicazioni contenute nel Libro verde sul futuro dell`IVA, di proposte legislative per la riforma dell`imposta che contemplino, tra l`altro, la razionalizzazione e l`aggiornamento del sistema delle aliquote minime dell`imposta, che tenga conto degli obiettivi di crescita, competitività ed occupazione previsti dalla strategia Europa 2020;
–a valutare con attenzione le implicazioni delle proposte della Commissione europea in materia di riforma della tassazione energetica ed ambientale;
l) riguardo alla politica ambientale:
–a sostenere, nell`ambito del prossimo quadro finanziario dell`Unione europea che le risorse significative nell`ambito del Fondo europeo per lo sviluppo regionale e del Fondo di coesione, nonchè degli stanziamenti relativi ad interventi nel settore dei trasporti e dell`energia, siano finalizzate alla realizzazione di interventi di opere a tutela dell`ecosistema e per l`efficienza energetica;
–a promuovere interventi dell`Unione che favoriscano la sostenibilità energetico-ambientale dei programmi edilizi, che incentivino la costruzione di immobili improntati a criteri di risparmio energetico e l`utilizzo di materiali di costruzione ecologici con ridotto impatto ambientale (c.d. bioedilizia), sostenendo altresì interventi orientati all`efficienza e al risparmio energetico in tutti gli usi civili e abitativi;
o) con riferimento al raccordo tra Governo e Parlamento nella formazione delle politich e dell`Unione europea:
–ad assicurare che le relazioni programmatiche del Governo siano trasmesse alle Camere entro il termine del 31 dicembre di ogni anno previsto dalla legge n. 11 del 2005, in modo da consentire l`avvio ad inizio anno della sessione programmatica presso la Camera;
–a rafforzare il raccordo tra il Parlamento, il Governo e tutti gli altri attori interessati nella formazione della posizione italiana nel processo decisionale dell`Unione europea, valorizzando a questo scopo le competenze del Comitato interministeriale per gli affari comunitari europei (CIACE) ed assicurandone un più sistematico collegamento con la rappresentanza italiana presso l`Unione europea;
–a motivare in modo articolato, all`atto della trasmissione alle Camere, la segnalazione dei progetti legislativi e degli altri documenti dell`Unione europea di maggiore rilevanza per l`Italia;
–a provvedere, anche in adempimento dell`articolo 4-quater della legge n. 11 del 2005, alla trasmissione alle Camere di relazioni tecniche sui progetti legislativi dell`Unione europea oggetto di esame parlamentare o di particolare rilevanza politica, giuridica ed economica;
–a provvedere, in attuazione dell`articolo 4-bis della legge n. 11 del 2005, a riferire regolarmente alle Camere del seguito dato agli indirizzi parlamentari, in particolare mediante la trasmissione di una relazione semestrale al riguardo.
Si vedano precedenti del 13 gennaio 2011, del 17 giugno 2011 e del 28 giugno 2011.
In allegato il testo delle Risoluzioni approvate.
3967-Testo risoluzioni approvate.pdfApri