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Il 27 marzo 2012 è stato presentato alla stampa il Rapporto congiunturale sull`industria delle costruzioni in Emilia-Romagna nato dalla collaborazione tra Ance Emilia-Romagna ed il Centro Studi Ance. Lo studio è stato presentato dal Presidente dell'Ance Emilia-Romagna Gabriele Buia e dal Vice Direttore Gen. e Direttore del CS Ance A. Gennari

Archivio, Studi e analisi

Rapporto Emilia-Romagna – Marzo 2012: dati e proposte per risollevare il settore delle costruzioni

3 Aprile 2012
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L`incontro si è tenuto con l`importante presenza degli Assessori regionali Alfredo Peri (Trasporti e Urbanistica) e Gian Carlo Muzzarelli (Attività Produttive).
Dopo il saluti del Direttore di UNIONCAMERE Emilia-Romagna Ugo Girardi, il Vice Direttore Generale ANCE e Responsabiledel Centro Studi Antonio Gennari ha illustrato la situazione congiunturale del settore e le prospettive per l`anno in corso, evidenziando che anche il 2012 per l`Italia e l`Europa sarà un anno difficile ed il ritorno alla crescita è spostato, nuovamente, in avanti.
Infine il Presidente di ANCE Emilia-Romagna Gabriele Buia ha sottolineato il momento molto difficile del settore nel quale occorre avere molto coraggio e fare di più, puntando su alcuni concetti cardine: riqualificazione urbana, rapporto pubblico-privato il tutto in una ottica di fortissima semplificazione procedurale.
Entrando nel dettaglio dei dati illustrati, è emerso che la crisi non è finita e in Emilia-Romagna nei cinque anni compresi tra il 2008 e il 2012, secondo le stime Ance-Ance Emilia-Romagna, il settore delle costruzioni avrà perso un quarto della produzione (- 24,9%), vale a dire 4,1 miliardi di euro: -43,8% nella nuova edilizia abitativa e -30,2% sia per gli investimenti in costruzioni non residenziali private che per le opere pubbliche.
Gli effetti sull`occupazione sono pesantissimi: 51.700 occupati persi nelle costruzioni in Emilia-Romagna tra la fine del 2008 e il terzo trimestre del 2011.
Le imprese, senza una pronta inversione degli investimenti, non potranno continuare a mantenere l`occupazione rimanente e si rischierà che parte dei lavoratori oggi in Cassa Integrazione, non potranno essere reintegrati in azienda.
La stretta creditizia nel settore emerge anche dai dati di Banca d`Italia relativi ai primi 9 mesi del 2011: -31,7% di mutui erogati per investimenti in edilizia residenziale.
Le difficoltà di accesso al credito sono acuite dai ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, che hanno ormai raggiunto livelli insostenibili.
Il Patto di Stabilità Interno continua a rappresentare la causa prevalente di ritardato pagamento. Nella nostra Regione, secondo i dati certificati dall`Osservatorio regionale sulla finanza territoriale, ci sono oggi 2,3 miliardi di euro di residui passivi dei Comuni per investimenti in conto capitale.
Ma il dato più eclatante è rappresentato dai 350 milioni di euro che gli enti locali hanno disponibili in cassa.
In questa situazione c`è stato un richiamo a mettere in campo tutte le possibili idee ed iniziative per sostenere il comparto e salvaguardarlo da penetrazioni malavitose, quali:
Sviluppare tutte le iniziative possibili per arginare il fenomeno dei ritardati pagamenti alle imprese per lavori eseguiti, una pratica inaccettabile.
Puntare su politiche strategiche per la città e definire strumenti operativi per l`attuazione di intense politiche di rigenerazione e riqualificazione urbana, coinvolgendo tutti gli operatori interessati e superando pregiudizi ideologici e normative obsolete.
Sostenere i programmi di Housing Sociale, di cui la cittadinanza ha sempre maggiore necessità, visto il calo del potere di acquisto, con azioni mirate di natura normativa, programmatoria ed economica. Occorre evitare, tra l`altro, di penalizzare questi interventi con tassazioni elevate sotto forma di IVA ed IMU che ne vanificano la realizzabilità.
Avviare, attraverso il secondo programma attuativo 2011 – 2013 del Piano Energetico Regionale, interventi edilizi ad alto risparmio energetico.
Intensificare la sensibilizzazione delle stazioni appaltanti verso la possibilità di utilizzare, dovunque possibile, l`istituto del project financing, ovvero, il leasing in costruendo o altre forme di PPP, come il recentissimo “contratto di disponibilità” introdotto nella normativa nazionale. In un momento, come quello presente, di scarsità di risorse pubbliche occorre far ricorso sempre più alle risorse private.
Rivedere alcuni contenuti delle leggi regionali che, in questa fase di forte difficoltà, penalizzano ingiustamente le imprese che hanno ritardi nei lavori programmati. In particolare si propone di consentire la proroga dei termini per l`inizio e per la fine dei lavori degli interventi costruttivi e l`allungamento dei termini per i pagamenti degli oneri di urbanizzazione, che, oltretutto, in questa fase congiunturale non possono certamente essere aumentati.
Sostenere il ruolo e la funzionalità degli Enti paritetici dell`edilizia che svolgono compiti strategici non solo per il settore, ma per la collettività in generale. Essi controllano la regolarità contributiva, il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro, forniscono inoltre servizi per la formazione e la ricollocazione del personale.
Rivedere e semplificare la normativa antisismica, adeguando le procedure attuali e il numero del personale addetto alle strutture tecniche del territorio regionale per ridurre le tempistiche per il rilascio delle autorizzazioni sismiche nei procedimenti edilizi.
In allegato sono disponibili la versione completa del Rapporto congiunturale sull`industria delle costruzioni in Emilia-Romagna, la nota di sintesi del Rapporto, le slide di presentazione, la relazione del Presidente Gabriele Buia ed il comunicato stampa.
 

5986-Comunicato stampa indagine congiunturale.pdfApri

5986-Proposte del Presidente ANCE Emilia-Romagna.pdfApri

5986-slideRapportoE-Romagna_marzo2012_definitive.pdfApri

5986-NOTA DI SINTESI_DEF.pdfApri

5986-Rapporto Emilia Romagna 2012_DEF.pdfApri
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