In tre anni, sono aumentati del 21% i debiti -ed i ritardati pagamenti- dello Stato per spese in conto capitale mentre sono calate del 16% quelli per spese correnti. Lo evidenzia un`analisi del Centro Studi, condotta sui dati della Corte dei Conti, che sottolinea la necessità di trovare soluzioni al gravissimo problema dei ritardati pagamenti alle
In Italia, il problema dei ritardati pagamenti sta mettendo fortemente a rischio la sopravvivenza di molte imprese.
Si tratta di un problema che interessa tutti i settori ma che colpisce in modo particolarmente grave il settore delle costruzioni (in media, le imprese di costruzioni aspettano circa 8 mesi per incassare le somme dovute dalla pubblica amministrazione e le punte di ritardo superano anche i due anni).
Il settore, infatti, soffre più di altri l`applicazione delle misure di contenimento della spesa pubblica introdotte, a partire dal 2008, come conseguenza della crisi economico-finanziaria.
A livello statale, negli ultimi 3 anni, è aumentato il volume dei debiti -e quindi dei ritardati pagamenti- che le Amministrazioni centrali hanno maturato nei confronti delle imprese per spese in conto capitale (+21%, pari ad un aumento di 1,8 miliardi di euro) mentre sono calati i debiti per spese correnti (-16%, pari ad una riduzione di 1,2 miliardi di euro).
I ritardati pagamenti legati a spese in conto capitale rappresentano ormai il 60% del totale dei ritardi: circa 10,5 miliardi di euro su 17,9 miliardi di euro di debiti stimati dalla Corte dei Conti a livello statale.
A livello locale, il Patto di stabilità interno ha abbattuto la capacità di investimento degli enti locali rendendo difficile la programmazione degli investimenti ed il pagamento dei lavori pubblici realizzati. In particolare, nel 2010, secondo i dati della Corte dei Conti, gli investimenti degli enti locali sono calati di 7 miliardi di euro.
Di fatto, le imprese associate indicano il Patto come la principale causa dei ritardati pagamenti della P.A. nel 67% dei casi
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