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Attività di vigilanza 2012: forniti dal Ministero del lavoro i dati relativi alle imprese ispezionate nel corso del 2012.

Archivio, Lavoro, welfare e sicurezza

Oggetto: I risultati dell’attività di vigilanza nel 2012

4 Febbraio 2013
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Si fornisce in allegato il documento del Ministero del Lavoro contenente un riepilogo dei risultati dell’attività di vigilanza svolta dalle strutture ispettive dello stesso ministero e degli enti previdenziali Inps ed Inail, riferiti all’anno 2012.
I dati evidenziano, in particolare, che lo scorso anno, delle 243.847 aziende complessivamente ispezionate dai tre organi ispettivi, 154.820 sono risultate irregolari, ossia il 63% di quelle sottoposte a verifica, mentre 295.246 sono risultati i lavoratori non regolari e di questi 100.193, pari al 34%, totalmente in nero.
I dati relativi ai lavoratori in nero evidenziano un calo costante rispetto agli anni precedenti e questo è dovuto alla restrizione del campo di applicazione della normativa sanzionatoria solo ai casi di lavoro subordinato, nonché dalla contrazione del mercato occupazionale e dall’incremento dell’utilizzo di forme contrattuali flessibili, tra cui, in particolare, il contratto di lavoro intermittente che ha fatto registrare un utilizzo superiore rispetto all’anno precedente, pari al 16%.
Con riferimento al settore edile, si evidenzia che delle 47.837 aziende ispezionate nel 2012, il 61% è risultata irregolare, mentre la percentuale dei lavoratori irregolari accertati, sempre con riferimento al comparto edile, è stata pari al 18%.
Nell’ambito dell’attività di vigilanza del solo Ministero del Lavoro, relativamente alla sospensione dell’attività imprenditoriale, l’edilizia, con 2.431 provvedimenti adottati, a fronte degli 8.388 complessivi, rappresenta il secondo settore con il maggior numero di casi dopo quello dei Pubblici esercizi.
La tabella contenente i dati relativi al monitoraggio dell’applicazione dell’art. 14 del D.Lgs. n. 81/08 e smi, conferma che dei 2.431 provvedimenti sospensivi, 2.405 sono stati adottati per l’impiego di personale irregolare. Sempre con riferimento all’edilizia, 1.893 provvedimenti sospensivi sono stati revocati per regolarizzazione, ossia il 73% dei casi. Viene evidenziato, inoltre, che, a seguito delle suddette regolarizzazioni, è stata riscossa una sanzione aggiuntiva, relativamente al settore edile, pari a 2.547.500,00 euro.
Sempre con riferimento al settore delle costruzioni è stata realizzata, dal 21 maggio al 30 settembre 2012, l’operazione “mattone sicuro” che ha consentito di ispezionare 18.207 aziende edili dislocate su tutto il territorio nazionale, delle quali, 10.817, circa il 59%, sono risultate irregolari.
Le Regioni con la maggior percentuale di imprese irregolari sono state il Molise (94%); Liguria (78%); Calabria (77%); Basilicata (76%); Sardegna 70%); Puglia (67%); Lombardia e Abruzzo (66%).
I lavoratori irregolari, in particolare, sono stati 7.563, di cui 3.680 totalmente in nero (pari al 49%). Le regioni maggiormente interessate da tale fenomeno sono state la Puglia, con il 67% , la Basilicata e il Molise con punte del 66%, la Campania 65%, il Lazio 63% e la Calabria 57%.
Sono stati adottati 1.138 provvedimenti di sospensioni dell’attività imprenditoriale per l’utilizzo di personale in nero e disposti 44 sequestri. Infine, sono state contestate 12.887 violazioni in materia prevenzionistica e 7.260 persone deferite all’Autorità giudiziaria.
La nota ministeriale, nel ricordare che relativamente alle violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro sono state ispezionati 16.287 cantieri in cui operavano 28.575 aziende e che le irregolarità riscontrate hanno interessato il 17% dei cantieri medesimi ed il 66% delle aziende, ha inoltre evidenziato che la redditività ricavata dall’azione ispettiva nel 2012, a seguito dell’ottemperanza alle prescrizioni obbligatorie di cui al D.Lgs. n. 758/94, è stata pari a 23.601.146,00 euro.
Per ciò che concerne le violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro di cui al titolo IV del D.Lgs. n. 81/08 e s.m.i., si è registrato che il 42% delle infrazioni rilevate nel settore edile hanno interessato le cadute dall’alto, il 13% le operazioni di investimento e seppellimento, il 12% il rischio elettrico e l’utilizzo non conforme delle attrezzature e dei dispositivi di protezione collettivi ed individuali.

9892-Rapporto annuale attività vigilanza 2012.pdfApri
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