Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sui rischi per la salute sul posto di lavoro legati all’amianto e sulla sua completa eliminazione.
L’iniziativa non ha valore giuridico, ma invita la Commissione europea a intraprendere una serie di azioni in materia, poiché in Europa si registrano ancora tra 20000 e 30000 casi all’anno di malattie legate all’amianto.
Il Parlamento propone un modello di rilevamento e di registrazione dell’amianto e chiede di imporre ai proprietari di immobili di effettuare dei controlli volti a individuare la presenza di amianto, di elaborare dei piani di gestione dei rischi posti da tali materiali, di mettere a disposizione tali informazioni ai lavoratori esposti.
L’unione europea dovrebbe quindi elaborare dei modelli per il controllo dell’amianto e studiare la possibilità di stabilire dei piani d’azione per la sua eliminazione entro il 2028. La Polonia è il primo Paese in Europa ad aver già predisposto un tale piano.
I Piani nazionali dovrebbero contenere delle misure sulla formazione, l’informazione e la protezione degli impiegati pubblici, dei programmi di finanziamento dell’eliminazione dell’amianto, la pulizia degli edifici e la costruzione di installazioni per la distruzione dell’amianto e dei rifiuti contenenti amianto, il monitoraggio dell’efficacia delle disposizioni legali esistenti, la valutazione dell’esposizione del personale a rischio.
Secondo il Parlamento dovrebbero inoltre essere migliorati i piani di diagnosi delle malattie legate all’amianto e un invito è rivolto alla Commissione affinché sia presentata una proposta di direttiva per la definizione delle qualifiche minime obbligatorie che devono essere possedute dai professionisti (ingegneri, lavoratori,…) e per la formazione dei lavoratori dell’edilizia. In particolare bisogna fare in modo che anche l’attività di riqualificazione energetica degli edifici tenga in conto il problema della presenza e dell’eliminazione dell’amianto.