[Il Messaggero – 04/04/2013 – di Umberto Mancini]
Intervista al presidente dell’Ance
Buzzetti: «Basta pasticci, le imprese stanno morendo»
«Una cura che sarebbe stata peggiore della malattia. Con il rischio, concreto, di soffocare definitivamente il sistema industriale già a corto di liquidità e alle prese con una crisi durissima». Sembra paradossale ma lo stop in extremis al decreto-pasticcio sui pagamenti della pubblica amministrazione è considerato un passo avanti dal presidente dell`Ance, Paolo Buzzetti, il quale dichiara al Messaggero: «Siamo molto preoccupati perché dopo una lunghissima attesa ci attendevamo un provvedimento risolutivo, in grado di sbloccare davvero
i crediti congelati. Invece i vincoli posti dal decreto avrebbero causato guai gravissimi».
Quali sono i punti critici del decreto prima annunciato e poi tornato nel cassetto?
«Il testo contiene molte criticità. Ma al di là di questo, quello che non è cambiato è l`atteggiamento complessivo che ispira il provvedimento. Prevale una filosofia contabile, ragionieristica, lontana anni luce dalle reali esigenze del Paese. L`allarme è rosso, le aziende chiudono, non si può più attendere. è vitale sbloccare subito almeno 40 miliardi, pagando quanto dovuto dallo Stato ai propri fornitori. è vitale evitare procedure macchinose. è vitale
che si faccia presto».
Torniamo al decreto.
«è inaccettabile la norma che prevede l`impossibilità per gli enti autorizzati a pagare i propri fornitori di realizzare nuovi investimenti per i successivi 5 anni. Come dire che se il Comune di
Napoli paga le Usl, poi per 5 anni non può più fare opere pubbliche. Una vera follia».
Una logica dalla quale emerge la preoccupazione del ministero dell`Economia per lo sforamento dei conti pubblici?
«Altri Paesi europei sono andati in Europa per allentare i vincoli e dare ossigeno alle imprese. Francia e Portogallo non rispetteranno i parametri previsti. Noi invece siamo timorosi, non andiamo a chiedere nulla, a trattare. Eppure Bruxelles ha dato massima disponibilità. Insomma, nonostante i pieni poteri e il sostegno del nuovo Parlamento, il governo appare immobile».
Per giunta le somme che dovrebbero essere scongelate sono modeste…
«Rispetto ai 12 miliardi immediatamente spendibili dagli enti locali, si parla di appena 5 miliardi, più 2,5 miliardi che dovrebbero arrivare con l`emissione di titoli di Stato. Sconcertante anche il fatto che nel 2014 siano previsti zero pagamenti per le spese in conto capitale e quindi per gli investimenti. Così non si va avanti, così si uccide il Paese».
Come andrà a finire?
«L`ossessione per il rigore sta causando effetti recessivi gravissimi, la perdita di migliaia di posti di lavoro, l`avvitamento dell`economia. Questo governo, o almeno alcuni suoi componenti, sono ottusamente più realisti del re. Credo che invece sia necessario andare compatti in Europa per chiedere un allentamento dei vincoli, cancellando sanzioni e meccanismi del tutto inutili».
C`è chi osserva che con il balletto dei crediti incagliati, il governo sta facendo il bis dei Marò, un`altra figuraccia mondiale.
«Errare è umano, perseverare è diabolico. Non entro nelle polemica, spero solo che venga individuata una soluzione».