Dopo il giuramento dinanzi al Capo dello Stato, si è insediato il nuovo Governo, guidato dal Presidente On. Enrico Letta, che prevede complessivamente 21 Ministeri ed è così composto:
Ministri con portafoglio:
-Emma Bonino (Affari esteri);
-Annamaria Cancellieri (Giustizia);
– Angelino Alfano (Interno);
-Mario Mauro (Difesa);
-Fabrizio Saccomanni (Economia e Finanze);
-Flavio Zanonato (Sviluppo Economico);
-Maurizio Lupi (Infrastrutture e trasporti);
-Nunzia De Girolamo (Politiche Agricole);
-Andrea Orlando (Ambiente, tutela del territorio e mare);
-Enrico Giovannini (Lavoro);
-Maria Chiara Carrozza (Istruzione);
-Massimo Bray (Beni culturali e turismo);
-Beatrice Lorenzin (Salute).
Ministri senza portafoglio:
-Enzo Moavero Milanesi (Affari europei);
-Graziano Delrio (Affari regionali e autonomie);
-Carlo Trigilia (Coesione Territoriale);
-Dario Franceschini (Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo);
-Gaetano Quagliariello (Riforme costituzionali);
-Cécile Kyenge (Integrazione);
-Josefa Idem (Pari opportunità, sport e politiche giovanili)
-Giampiero D’Alia (Pubblica amministrazione e semplificazione).
È stato, inoltre, nominato Vice Presidente del Consiglio Angelino Alfano e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Filippo Patroni Griffi.
Il nuovo Governo così composto, si è presentato alle Camere dove il Presidente Letta ha illustrato le linee programmatiche per riscuotere la “fiducia”. La votazione alla Camera dei Deputati si è tenuta il 29 aprile c.m. (453 voti a favore, 153 contrari, 17 astenuti) ed al Senato il 30 aprile c.m. (233 voti a favore, 59 contrari, 18 astenuti).
Nelle dichiarazioni il Presidente del Consiglio ha indicato le linee portanti del suo Governo “di servizio al paese”, illustrando una serie di interventi che ritiene necessari per affrontare e superare la grave situazione economica in cui versa ancora l’Italia ripartendo dalla crescita senza compromettere il processo di risanamento della finanza pubblica e proseguendo il processo di integrazione verso un’Europa Federale.
In particolare, per quanto di maggiore interesse, si evidenziano le seguenti azioni:
Misure economiche e fiscali
– riduzione fiscale senza indebitamento;
– riduzione delle tasse sul lavoro, in particolare su quello stabile e su quello per i giovani neo assunti;
– politica fiscale della casa al fine di limitare gli effetti recessivi “in un settore strategico come quello dell’edilizia”: incentivi per ristrutturazioni ecologiche e affitti e mutui agevolati per giovani coppie; revisione dell’attuale sistema di tassazione della prima casa con un primo stop ai pagamenti di giugno;
– pagamento di parte dei debiti delle Amministrazioni pubbliche;
– allentamento del Patto di stabilità interno;
– rinuncia all’inasprimento dell’IVA;
– aumento delle dotazioni del Fondo Centrale di Garanzia per le piccole e medie imprese e del Fondo di Solidarietà per i mutui.
Misure per il mercato del lavoro
– semplificazione e rafforzamento dell’apprendistato;
– modifiche alla L. 92/2012 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita) volte a ridurre le restrizioni al contratto a termine;
– defiscalizzazioni e incentivi alle imprese che assumono giovani a tempo indeterminato;
– rifinanziamento delle casse integrazioni in deroga;
– valorizzazione del lavoro autonomo e delle libere professioni;
– riforma del welfare;
– miglioramento degli ammortizzatori sociali con l’estensione a chi ne è privo, a partire dai precari;
– studio di forme di reddito minimo, soprattutto per famiglie bisognose con figli;
– incentivi al pensionamento graduale con part time misto a pensione, con una “staffetta generazionale” per la parallela assunzione di giovani;
– forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento, come l’accesso con 3-4 anni di anticipo al pensionamento con una penalizzazione proporzionale.
Misure in materia di ricerca, energia e ambiente
– piano pluriennale per l’innovazione e la ricerca, finanziato tramite project bonds;
– sviluppo di nuove tecnologie in materia di ambiente (sviluppo verde, nanotecnologie) ed energia (fonti rinnovabili ed efficienza energetica);
– valorizzazione e custodia dell’ambiente e del paesaggio;
– ampliamento degli incentivi fiscali a chi investe in innovazione;
Misure in materia di infrastrutture ed edilizia
– valorizzazione e custodia delle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali;
– piano di edilizia scolastica su tutto il territorio nazionale;
– piano di manutenzione contro il dissesto idrogeologico;
– lotta all’abusivismo.
Misure in materia di rapporti con la Pubblica Amministrazione
– revisione dell’intero sistema delle autorizzazioni e snellimento delle procedure;
– lotta all’evasione fiscale.
Misure per il Sud
– annullamento dei divari infrastrutturali e di ordine pubblico;
– buona gestione dei fondi europei.
Misure per la riforma della politica
– abolizione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti;
– introduzione di misure di controllo e sanzioni anche sui gruppi parlamentari e regionali;
– riforma anche radicale del sistema istituzionale e del sistema politico.
Misure per la riforma delle istituzioni
– riforma della Costituzione sulla base delle proposte formulate da una Convenzione, aperta alla partecipazione anche di autorevoli esperti non parlamentari e che parta dai risultati della attività parlamentare della scorsa legislatura e dalle conclusioni del Comitato di saggi istituito dal Presidente della Repubblica;
– superamento del bicameralismo paritario al fine di snellire il processo decisionale affidando ad una sola Camera il compito di conferire o revocare la fiducia al Governo ed istituendo una seconda Camera – il Senato delle Regioni e delle Autonomie – con competenze differenziate e con l’obiettivo di realizzare compiutamente l’integrazione dello Stato centrale con le autonomie, anche sulla base di una più chiara ripartizione delle competenze tra i livelli di governo con il perfezionamento della riforma del Titolo V.
– riordino dei livelli amministrativi e abolizione delle provincie;
– completamento del Federalismo fiscale, rivedendo il rapporto fiscale tra centro e periferia salvaguardando la centralità dei territori e delle Regioni;
– riforma della forma di governo;
– revisione della legge elettorale.