Diramato il secondo report di monitoraggio Isfol che presenta la dinamica delle varie tipologie contrattuali successivamente alla Riforma del mercato del lavoro (legge n. 92/2012).
L’Isfol ha reso disponibile il secondo report di monitoraggio sulla dinamica degli avviamenti dei contratti di lavoro successivamente all’entrata in vigore della legge n. 92/2012 di riforma del mercato del lavoro.
Il documento è basato sui dati ricavati dal Sistema informativo sulle Comunicazioni Obbligatorie attivato dal Ministero del lavoro e fa seguito al primo studio elaborato nel marzo scorso.
Il report evidenzia, in particolare, un incremento del ricorso ai contratti a tempo determinato (+3,7% nel terzo trimestre del 2012), che, rispetto all’inizio del 2012, sono saliti dal 62,1% al 66,8%. L’aumento ha riguardato soprattutto contratti di durata compresa tra 4 e 12 mesi o superiore a 12 mesi, mentre sono diminuiti quelli a durata massima trimestrale.
Anche le assunzioni con contratto di apprendistato, in flessione fino al terzo trimestre del 2012, presentano, a partire dal mese di agosto, un andamento crescente (+5,2%), a seguito della sottoscrizione degli accordi collettivi alla fine del periodo transitorio previsto dal Testo Unico.
Si è invece registrato un calo dei contratti di collaborazione (-9,2%) e soprattutto del lavoro intermittente (-22,1%).
In linea con il quadro congiunturale recessivo sono diminuiti anche i contratti a tempo indeterminato (-5,7%).
Complessivamente nel quarto trimestre del 2012 il livello dell’occupazione ha raggiunto il suo minimo dall’inizio della crisi economica. L’aggravarsi della congiuntura è alla base della diminuzione del numero di occupati (-99 mila), la più elevata dal 2009. I primi mesi del 2013 confermano l’ulteriore diminuzione del tasso di occupazione (56,3% nel mese di marzo) e l’aumento del tasso di disoccupazione (11,5% nel mese di marzo).
Le cessazioni dei rapporti di lavoro sono aumentate dello 0,6%, come sintesi tra una diminuzione costante del numero di cessazioni richieste dal lavoratore e la crescita di quelle dovute alla volontà del datore di lavoro.
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