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Il Ministro nel suo intervento in Commissione Finanze ha evidenziato, tra l’altro, l’incidenza dell’attuazione delle norme sul pagamento dei debiti pregressi delle PA sulla stabilizzazione dell’attività economica, prevista per la seconda metà dell’anno. Tra gli altri temi: la lotta all’evasione fiscale e la riforma della tassazione immobiliare.

Archivio, Governo e Parlamento

Linee programmatiche del Dicastero delle Finanze: l’audizione del Ministro Saccomanni al Senato

29 Luglio 2013
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Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, è stato ascoltato nella seduta del 25 luglio u.s. dalla Commissione Finanze del Senato, facendo seguito all’audizione svolta presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato (si veda, al riguardo, la notizia dell’8 luglio 2013), sulle linee programmatiche del Suo Dicastero, in relazione alle tematiche di competenza della Commissione stessa.
 
Nel suo intervento, in particolare, il Ministro, dopo aver analizzato i principali andamenti economici intervenuti nel corso del 2013, ha sottolineato l’emergere di un percorso di graduale stabilizzazione. Nello specifico, secondo le valutazioni del Governo, e negli scenari previsivi elaborati da istituti di ricerca pubblici e privati, l’attività economica dovrebbe stabilizzarsi nel secondo semestre del 2013.
In merito ai tempi e all’intensità della ripresa, ha evidenziato l’incidenza delle misure prese dal Governo, “con particolare riferimento all’attuazione delle norme relative al pagamento dei debiti pregressi delle Amministrazioni pubbliche che contribuiranno a rafforzare la situazione finanziaria delle imprese”. Al riguardo ha reso noto, altresì, che il 22 luglio scorso sono stati resi disponibili agli enti delle Amministrazioni pubbliche risorse per il pagamento di tali debiti per 15,7 miliardi, pari a quasi 1’80 per cento delle risorse previste per l’anno in corso.
 
Il Ministro ha, quindi, sottolineato che nell’attuale contesto la politica economica italiana è volta a perseguire due obiettivi: da un lato, il riequilibrio strutturale dei conti pubblici, in modo da  peso del debito; dall’altro, la creazione di condizioni favorevoli alla crescita economica. Ha, altresì, affermato la necessità di redistribuire il carico fiscale, potenziare l’azione di contrasto all’evasione e all’elusione, nonché la riduzione delle imposte su imprese e lavoro. Al riguardo, ha rilevato l’importanza del disegno di legge delega in materia fiscale che “prefigura interventi di rilievo per migliorare il sistema tributario e costituisce una priorità per l’azione di Governo”.
 
Sul tema dell’evasione fiscale, ha, quindi, delineato la strategia del Governo che consiste nell’individuare interventi immediati e misure a più lungo raggio, al fine di migliorare sia l’efficacia dell’azione di contrasto all’evasione fiscale, sia il rapporto fra i contribuenti e l’Amministrazione finanziaria, attraverso una semplificazione del sistema tributario e degli adempimenti richiesti ai contribuenti, rendendo anche il sistema più favorevole agli investimenti interni ed esteri. Sul tema, ha rilevato come il disegno di legge delega prefiguri “importanti passi per la definizione di una metodologia di stima dell’evasione e la diffusione periodica dei risultati, con la redazione di un rapporto annuale che illustri l’andamento dell’economia sommersa e fornisca una stima ufficiale dell’evasione”. Nel provvedimento “il Governo si impegna, inoltre, a presentare al Parlamento, contestualmente al DEF, un rapporto sui risultati e sull’efficacia delle misure di contrasto all’evasione. Richiama quindi anche le altre previsioni della delega fiscale concernenti il miglioramento dei rapporti con i contribuenti e la ridefinizione dell’abuso del diritto”.
 
Il Ministro ha, quindi, riservato un apposito spazio alla riforma del regime fiscale degli immobili “che dovrà affrontare le principali criticità che permangono nell’attuale assetto”. Al riguardo ha affermato, tra l’altro, che l’obiettivo di assicurare maggiore equità nella determinazione delle basi imponibili catastali potrà essere realizzato solo attraverso la revisione dell’intero sistema di valutazione del valore patrimoniale e delle rendite degli immobili: processo lungo e complesso da attuarsi favorendo la collaborazione tra l’Agenzia delle entrate e i Comuni; esso condurrà alla perequazione effettiva dei differenziali che oggi si registrano tra rendite di immobili situati in diversi territori urbani, assicurando una redistribuzione del carico tributario coerente con il valore degli immobili.
Sul tema ha osservato, altresì, che “l’introduzione dell’IMU ha determinato un’asimmetria nel trattamento fiscale degli immobili a disposizione e degli immobili locati”, evidenziando che il reddito derivante dagli immobili tenuti a disposizione è stato escluso dall’IRPEF mentre il reddito degli immobili locati è rimasto assoggettato alla stessa imposta. Al riguardo, ha rilevato che tale asimmetria “non trova alcuna giustificazione, né sul piano equitativo, né sul piano economico e neanche sul piano tributario e, quindi, sembra meritevole di un riesame”. Infine, “con l’introduzione dell’IMU si è determinato un disallineamento tra potestà impositiva, responsabilità nella gestione del tributo e attribuzione del gettito tra diversi livelli di governo”.
In proposito ha chiarito che tale disallineamento costituisce un tema meritevole di approfondimento in sede di riesame della tassazione del patrimonio immobiliare. Ha, altresì, ricordato che le proposte di riforma dovranno essere adottate entro il 31 agosto, secondo quanto previsto dal DL 54/2013, convertito dalla L.85/2013 e verranno formulate dal tavolo tecnico della cabina di regia sui temi economici.
Al riguardo, ha, inoltre, dichiarato di “riporre la propria personale fiducia nel buon esito della procedura avviata e ribadito che il Governo terrà conto dei risultati dell’indagine conoscitiva sulla tassazione degli immobili svolta nelle scorse settimane dalla Commissione Finanze”.
 
In conclusione, ha, quindi, sottolineato come affinchè il mantenimento della stabilità di bilancio si coniughi con la crescita e l’equità la lotta all’evasione fiscale non possa essere allentata e sia necessario, al riguardo, un cambiamento di cultura per quanto riguarda la percezione dell’adempimento degli obblighi tributari.
 
In allegato il resoconto delle comunicazioni del Ministro.

12510-Resoconto delle comunicazioni del Ministro.pdfApri
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