Convertito in legge il DDL europea 2013 che ha modificato, tra l'altro il criterio di computo dei lavoratori a tempo determinato.
Licenziato, il 31 luglio u.s., dall’Aula della Camera,il Ddl n. 1327/C recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013”, che si allega per opportuna conoscenza.
Tra le novità apportate dal testo in oggetto e in vigore successivamente alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, si segnala, per quanto di interesse, all’art. 12 recante “Disposizioni in materia di lavoro a tempo determinato – procedura di infrazione 2010/2045”, la modifica introdotta all’art. 8 del D.Lgs n. 368/2001 e al comma 2 dell’art. 3 del D.Lgs n. 25/2007 , relativamente al criterio di computo dei lavoratori a tempo determinato.
Ai sensi, pertanto, dei novellati articoli, il computo dei dipendenti, ai fini della rappresentanza sindacale, si baserà sul numero medio mensile di lavoratori a tempo determinato impiegati negli ultimi due anni, sulla base dell’effettiva durata dei loro rapporti di lavoro.
Tale disposizione sarà operativa a partire dal 31 dicembre 2013 e il computo dei dipendenti sarà effettuato facendo riferimento al biennio antecedente a tale data.
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1 Attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’UNICE, dal CEEP e dal CES.
2 Attuazione della direttiva 2002/14/CE che istituisce un quadro generale relativo all’informazione e alla consultazione dei lavoratori.
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