• cerca twitter sharing button Stampa Contatti Area Riservata
logoancelogoancelogoancelogoance
  • Chi siamo
        • CHI SIAMO

        • Identità e Valori
        • Storia
        • Statuto
        • Codice Etico
        • Carta dei Servizi
        • GOVERNANCE

        • Consiglio di presidenza
        • Organi ANCE
        • Struttura
  • Sistema Ance
        • SISTEMA ANCE

        • ANCE Territoriali
        • ANCE Regionali
        • ANCE Giovani
        • Settori specialistici
        • La rete
        • Il sistema Ance si articola su tutto il territorio nazionale ed è composto da 88 Associazioni Territoriali e 20 Organismi Regionali. Centri di eccellenza di una rete associativa diffusa in modo capillare e in grado di rispondere alle reali esigenze delle imprese del settore.
  • Attività
  • Temi
          • Odg, esiti e atti Conferenze Stato regioni e Unificata del 18 marzo
            20 Marzo 2026
          • Legislazione Opere pubbliche: le principali novità normative e giurisprudenziali dal 16 marzo 2026 al 20 marzo 2026
            20 Marzo 2026
        • Studi e analisi
        • Opere pubbliche
        • Edilizia e territorio
        • Finanza d'impresa
        • Fiscalità e incentivi
        • Lavoro, welfare e sicurezza
        • Transizione ecologica e sostenibilità
        • Tecnologia e digitalizzazione
        • In Europa e all'estero
        • Governo e Parlamento
        • Comunicazione e media
        • Formazione e cultura
  • Appuntamenti
  • Cerca
  • HTML personalizzato
  • HTML personalizzato

Sfruttare la flessibilità europea per gli investimenti per sostenere la crescita, allentando il Patto di stabilità interno per 5 miliardi da destinare a città, scuole e messa in sicurezza del territorio. Lo propone l’Ance sottolineando i risultati raggiunti dall’Italia in termini di risanamento della finanza pubblica rispetto agli altri Paesi UE

Archivio, Studi e analisi

Ance: riqualificare la spesa per fare ripartire gli investimenti e modernizzare il territorio

20 Dicembre 2013
Categories
  • Archivio
  • Studi e analisi
Tags
facebook sharing buttontwitter sharing buttonlinkedin sharing buttonemail sharing button whatsapp sharing button
image_paperclip Allegati
image_pdfStampa
Il rilancio della crescita italiana, necessario per recuperare il gap di sviluppo accumulato negli ultimi anni, passa per il miglioramento di due fattori determinati per l’economia del nostro Paese: il potenziamento delle esportazioni, sul fronte esterno, e la spinta del mercato interno, attraverso la ripresa del settore delle costruzioni.
Un elemento centrale della strategia di ripresa dell’economia nazionale deve quindi riguardare il rilancio della politica infrastrutturale.
Per realizzare questo obiettivo, all’interno delle politiche di bilancio nazionali ed europee, è necessario trovare lo spazio per dare avvio ad un piano straordinario pluriennale di opere pubbliche in grado di modernizzare il territorio italiano e di proteggerlo dai molteplici rischi; un piano che comprenda interventi piccoli e medi di messa in sicurezza del territorio dai frequenti dissesti idrogeologici, di riqualificazione e ammodernamento del patrimonio scolastico e la realizzazione di un programma di opere funzionali alla riqualificazione delle città nonché di grandi opere di collegamento.
A livello nazionale, le scelte di bilancio effettuate in questi mesi, anche in termini di riqualificazione della spesa, appaiono ancora molto timide rispetto all’esigenza di puntare con decisione sulle infrastrutture e non sembrano in grado di dare un forte impulso alla ripresa del settore e dell’economia.
Allo stesso modo, a livello europeo, la scelta di proseguire la politica di consolidamento della finanza pubblica, che ha già provocato una forte riduzione degli investimenti in Europa ed in Italia, senza promuovere concretamente l’adozione di misure in grado di sostenere la ripresa, ostacola il percorso di rilancio degli investimenti infrastrutturali.
In questo senso, vanno le recenti valutazioni –negative- della Commissione Europea sulla situazione dei conti italiani e sul disegno di legge di stabilità, che respingono l’ipotesi di applicazione della flessibilità europea prevista per gli investimenti (c.d. “clausola per gli investimenti”), per un importo pari a 0,3% del PIL (circa 5 miliardi di euro) nel 2014.
Il giudizio europeo sulla situazione italiana appare tuttavia non del tutto motivato, alla luce degli importanti risultati raggiunti negli ultimi anni in termini di consolidamento della finanza pubblica, risultati che molti altri Paesi europei devono ancora conseguire: ad esempio, 17 Paesi su 28 -12 su 17 nella zona Euro- sono ancora oggi in procedura di infrazione per disavanzo eccessivo.
Pur condividendo la necessità di proseguire l’azione di risanamento della finanza pubblica, un’analisi articolata dei principali fattori e dei criteri di valutazione indicati nei documenti di governance economica porta a ritenere auspicabile l’applicazione della flessibilità prevista, dopo gli sforzi già compiuti dall’Italia.
Alla luce delle decisioni assunte, fino ad ora, dalla Commissione Europea in merito all’applicazione della clausola per gli investimenti (dei quattro Stati membri che hanno avanzato formale richiesta della clausola -Italia, Slovacchia, Romania e Bulgaria-, solo Romania e Bulgaria la hanno ottenuta, per complessivi 560 milioni di euro di investimenti aggiuntivi), appare difficile ricollegare le numerose dichiarazioni del Consiglio Europeo, dell’Eurogruppo e della stessa Commissione Europea che presentano tale strumento come l’unico mezzo a disposizione dell’Europa per promuovere una migliore qualità della spesa pubblica ed il rilancio della crescita, anche in modo da favorire una più rapida riduzione del rapporto debito/pil nel nostro Paese.
La concessione di una flessibilità minima allo Stato italiano – pari allo 0,3% PIL- sul deficit nominale e strutturale, da tradurre in un allentamento del Patto di stabilità interno a livello nazionale, potrebbe consentire di investire in infrastrutture 5 miliardi di euro aggiuntivi nel 2014, utilizzando risorse già disponibili nelle casse di Comuni e Province.
Un tale investimento potrebbe consentire di modernizzare il territorio, intervenendo su settori prioritari come la messa in sicurezza dell’edilizia scolastica e la prevenzione del rischio idrogeologico e avrebbe effetti positivi sull’economia (16,9 miliardi di euro complessivi) e sull’occupazione (85.000 posti di lavoro), tenendo conto dell’effetto moltiplicatore stimato da Ance ed Istat.
 
In allegato è disponibile l’estratto dell’Osservatorio Congiunturale sull’industria delle costruzioni relativo alle politiche di bilancio nazionali ed europee

14224-Estratto Riqualificare la spesa – Dicembre 2013.pdfApri
Share
Copyright © 2021 ANCE. Tutti i diritti riservati.
Privacy
Arianna Net
Società di servizi
Lavora con noi
Cookie Policy
Arianna CE
Gestisci cookie
Social Media Policy
Aiuti di Stato
Segnalazioni Whistleblowing
Copyright © 2021 ANCE. Tutti i diritti riservati.
Questo sito utilizza cookie
Utilizziamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e, previo consenso, cookie di statistica, funzionali e di marketing per analizzare il traffico e mostrarti contenuti in linea con le tue preferenze.

Impostazioni cookie

Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.

Necessari
Necessari per il corretto funzionamento del sito e l’erogazione dei servizi richiesti (es. autenticazione area riservata, sicurezza).
Sempre attivi
Statistici
Ci aiutano a capire come viene utilizzato il sito e a migliorarne i contenuti (es. Google Analytics 4 tramite Site Kit).
Marketing
Utilizzati per mostrarti contenuti e annunci personalizzati e per integrazioni con social e video (es. YouTube, Facebook, Instagram).
Funzionali
Permettono funzionalità avanzate e alcune integrazioni esterne (es. mappe, reCAPTCHA, contenuti embedded non strettamente necessari).
ANCELogo Header Menu
  • Chi siamo
    • Identità e Valori
    • Storia
    • Statuto
    • Codice Etico
    • Carta dei Servizi
    • Consiglio di presidenza
    • Organi ANCE
    • Struttura
  • Sistema Ance
    • ANCE Territoriali
    • ANCE Regionali
    • ANCE Giovani
    • Settori specialistici
    • La rete
  • Attività
  • Temi
    • Studi e analisi
    • Opere pubbliche
    • Edilizia e territorio
    • Finanza d’impresa
    • Fiscalità e incentivi
    • Lavoro, welfare e sicurezza
    • Transizione ecologica e sostenibilità
    • Tecnologia e digitalizzazione
    • In Europa e all’estero
    • Governo e Parlamento
    • Comunicazione e media
    • Formazione e cultura
  • Appuntamenti
  • twitter sharing button

    Stampa Contatti



    Area Riservata
    Le posizioni Ance
    Caro materiali
    Codice appalti
    PNRR
    Rigenerazione urbana
    Sicurezza sul lavoro
    Le posizioni Ance
    Caro materiali
    Codice appalti
    PNRR
    Rigenerazione urbana
    Sicurezza sul lavoro