E’ stato assegnato alle Commissioni Industria e Attività Produttive del Senato e della Camera dei Deputati la Comunicazione della Commissione UE “Per una rinascita industriale europea”
COM (2014) 14.
Il documento costituisce la base delle decisioni che saranno adottate dal Consiglio europeo del 20-21 marzo per attuare una reale politica industriale dell’Unione europea anche con riferimento alle PMI, prefigurando, per un verso, la strategia complessiva che il Consiglio europeo, quale massima istanza politica dell’Unione, dovrebbe avallare per rilanciare strutturalmente l’economia reale e bloccare il processo di deindustrializzazione in Europa; per altro verso, contempla gli interventi concreti – a livello europeo e nazionale – per attuare tale strategia.
La Comunicazione promuove un’Europa più favorevole alle imprese attraverso azioni volte a semplificare il quadro legislativo e a migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione a livello dell’UE, nazionale e regionale.
In particolare, la Commissione ritiene che si debbano perseguire le seguenti priorità a sostegno della competitività dell’industria europea:
– semplificare il mercato interno attraverso: l’integrazione delle reti infrastrutturali; un quadro normativo stabile e semplificato affiancato da un’amministrazione pubblica moderna e efficace; semplificazione delle regole che si applicano ai beni e si servizi.
In tale ambito, per consentire a tutti gli Stati membri di far tesoro delle esperienze altrui, la Commissione presenterà un’iniziativa in tema di amministrazioni pubbliche per la crescita tramite la quale presenterà un’ampia rassegna delle pratiche ottimali seguite nelle amministrazioni pubbliche di tutta l’UE, in particolare per quanto concerne gli strumenti di pubblica amministrazione on-line e gli appalti pubblici.
Dal 2014, inoltre, la “Relazione sull’andamento e sulle politiche in materia di competitività degli Stati membri” in forza dell’articolo 173 del TFUEverrà rafforzata per valutare l’impatto dei miglioramenti dell’ambiente imprenditoriale con i risultati reali in materia di competitività registrati negli Stati membri e si estenderà il campo di applicazione delle relazioni attuali per monitorare gli sforzi realizzati a livello nazionale al fine di integrare gli aspetti della competitività negli altri ambiti politici;
– investire nell’innovazione e nelle nuove tecnologie. Il Progresso tecnologico rimane la principale fonte di competitività per l’industria dell’UE, pertanto, la Commissione invita a compiere ulteriori sforzi per raggiungere l’obiettivo di Europa 2020 consistente nello spendere il 3% del PIL per la ricerca e lo sviluppo.
Tra gli strumenti messi a disposizione degli Stati membri c’è il programma Orizzonte 2020 cheattraverso il suo pilastro “Leadership industriale”, fornirà fino a 80 miliardi di EUR per la ricerca e l’innovazione.
Via via che gli Stati membri si adoperano per stimolare gli investimenti in settori industriali strategici “la Commissione modernizza il quadro degli aiuti di Stato per R&S&I e riforma le regole in materia di appalti pubblici per creare una massa critica sul lato della domanda e migliorare l’efficienza nell’allocazione delle risorse nel pieno rispetto delle regole in materia di concorrenza e di mercato interno”.
La Commissione ha identificato i seguenti sei settori in cui vanno incoraggiati gli investimenti: processi di fabbricazione avanzati, tecnologie abilitanti fondamentali, veicoli e trasporti puliti, bioprodotti, reti intelligenti, costruzione sostenibile e materie prime. A tale ultimo riguardo, la Commissione perseguirà la seguente priorità: costituire una capacità creditizia della BEI per un importo di 25 miliardi di EUR finalizzata all’efficienza energetica nell’edilizia residenziale e migliorare il riciclaggio e la gestione sostenibili dei residui nel settore della costruzione.
– facilitare l’accesso ai finanziamenti per imprese attraverso l’uso di strumenti finanziari, considerata la difficoltà delle stesse di accedere al credito bancario negli Stati membri in cui la crisi ha avuto effetti particolarmente duri. Il nuovo periodo di programmazione 2014-2020contempla, oltre agli strumenti finanziari tradizionali posti in atto a livello nazionale/regionale o transnazionale o transfrontaliero, la possibilità di fornire risorse a strumenti finanziari istituiti a livello unionale. In ciò rientra l’iniziativa PMI, che rappresenta uno strumento di condivisione del rischio con copertura attraverso garanzie dell’UE, come richiesto dal Consiglio europeo dell’ottobre 2013. Questo è il risultato di un’iniziativa proposta dalla Commissione e dalla BEI “che consente agli Stati membri, su base volontaria, di usare i fondi ESI per sostenere gli strumenti finanziari che erogano prestiti alle PMI. Gli Stati membri sono invitati a contribuire ai Fondi strutturali e di investimento europei attingendo ai loro stanziamenti nazionali per tale iniziativa affinché lo strumento possa raggiungere una massa critica e avere un impatto significativo sull’aumento del credito reso disponibile alle PMI”.
L’analisi delle risposte al Libro verde sul finanziamento a lungo termine sfocerà, ora, in proposte di misure volte a diversificare le fonti di finanziamento per le PMI e a facilitare gli investimenti nel lungo periodo.
Occorrono, inoltre, misure addizionali per ridurre l’impatto delle carenze di finanziamenti di cui risentono alcune imprese e la Commissione continuerà a collaborare con il Gruppo BEI e a sostenere le iniziative bilaterali tra Stati membri finalizzate a superare tali carenze.
– riduzione degli oneri normativi e amministrativi per favorire l’accesso ai mercati anche alle PMI: “le potenzialità insite nei cluster di creare ecosistemi favorevoli all’innovazione costituiti dagruppi di PMI che si rafforzano reciprocamente vanno meglio valorizzate quale strumento dipromozione della crescita”.
La Commissione sottolinea che un aggiornamento dello Small Business Act (SBA) potrebbe creare maggiori sinergie con il processo di riforma nell’ambito del Semestre europeo, aiutando le PMI a crescere e a creare lavoro.
La Commissione proporrà nuove misure legislative per assicurare che sia possibile avviare in qualsiasi Stato membro un’impresa in non più di tre giorni e a un costo massimo di 100 EURO. Si contemplerà inoltre la definizione dell’obiettivo di un mese per ottenere le necessarie licenze.
Infine, la Commissione sta studiando misure per ridurre la durata dei contenziosi giudiziari in materia di recupero di crediti da parte delle imprese, nonché le condizioni per riprendersi da difficoltà finanziarie ed evitare l’insolvenza accedendo a procedure di ristrutturazione del debito efficienti sul piano dei costi ed anche le condizioni per offrire una seconda opportunità agli imprenditori onesti e per agevolare il trasferimento di imprese.
La Commissione chiede agli Stati membri di introdurre nel loro processo decisionale un test PMI o un sistema equivalente e di ridurre gli oneri amministrativi.
La Comunicazioni verrà esaminata congiuntamente alla Comunicazione europea: una prospettiva per il mercato interno dei prodotti industriali
COM(2014)25.