Si sono svolte ieri al Senato le Comunicazioni del Ministro Lupi sulle linee programmatiche del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il Ministro si è soffermato, in particolare, sulle seguenti questioni:
Piano nazionale degli aeroporti
Al riguardo ha evidenziato che si tratta del primo aggiornamento che interviene dopo molti anni, precisando che il Piano sarà attuato con un decreto del Presidente della Repubblica, “il cui schema, dopo aver esperito un confronto preliminare con le regioni, sarà presentato a breve presso il Consiglio dei ministri per iniziare il prescritto iter”.
Ha quindi chiarito che gli aspetti essenziali del provvedimento riguardano “una programmazione globale nella quale ricomprendere tutti gli aeroporti del Paese, dando la precedenza ad alcuni scali principali che assumono una rilevanza strategica”. In particolare, non sarà modificata la classificazione prevista dalla legislazione vigente per gli aeroporti di interesse nazionale, necessaria per poter accedere all’erogazione dei finanziamenti pubblici, ma sarà data anche un’indicazione di priorità per definire meglio gli investimenti infrastrutturali da finanziare, specialmente con riguardo ai collegamenti degli scali aeroportuali con le reti intermodali di trasporto. A tale riguardo, i collegamenti con le reti ferroviarie dell’alta velocità dovranno essere assicurati a tutti gli aeroporti di rilevanza strategica.
Gli altri aeroporti di rilevanza nazionale “saranno ugualmente valorizzati, ma dovranno presentare un apposito piano industriale per individuare una loro specifica vocazione e assicurare il necessario equilibrio economico-finanziario”.
Inoltre “accanto agli scali strategici e di interesse nazionale vi sono poi quelli di interesse regionale, che rispondono ad esigenze diverse (ad esempio assicurare la continuità territoriale) e per i quali si imporrà un’organizzazione a rete per recuperare efficienza”.
Legislazione portuale
Sulla riforma della legislazione portuale ha rilevato che “è giunto il momento di attuare una revisione generale del sistema, sulla base del lavoro già fatto anche dalla Commissione nell’esame dei relativi disegni di legge e delle ulteriori indicazioni messe a punto dal Ministero”, chiarendo, altresì, che la riforma “dovrà basarsi sulla riduzione del numero delle autorità portuali, sulla valorizzazione dei porti strategici e, soprattutto, sul potenziamento dei collegamenti intermodali attraverso lo sviluppo dei retroporti e degli interporti”.
Settore ferroviario
Ha ricordato che la discussione sul quarto pacchetto ferroviario attualmente all’esame dell’Unione europea, verrà chiusa durante il semestre di Presidenza italiana, il che conferisce una particolare responsabilità al Governo e al Parlamento. Ha quindi evidenziato il raggiungimento di un accordo sul cosiddetto pilastro tecnico, relativo agli aspetti della sicurezza e dell’interoperabilità; mentre permane la necessità di trovare un accordo sul pilastro politico, riguardante la governance delle regole di mercato. Si è, quindi, soffermato sul tema dei contratti di programma che “non possono essere meri strumenti di ratifica di decisioni già assunte in precedenza, ma debbono essere veri atti di indirizzo e di programmazione rivolti al gestore dell’infrastruttura, ad esempio recependo la necessità di investire sul potenziamento dei collegamenti con i principali aeroporti”. Ha, altresì, evidenziato che il Governo in base alle priorità indicate anche nella legge di stabilità, sta definendo i progetti relativi ad alcune nuove tratte ferroviarie ad alta velocità, in particolare in Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Concessioni autostradali
Sul tema ha confermato le indicazioni rese nell’audizione svolta lo scorso 22 gennaio dinanzi alla Commissione, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla materia (
vedi in Evidenza del 23 gennaio 2014). Ha, inoltre, ribadito la volontà dell’Esecutivo “
di effettuare controlli rigorosi sugli investimenti e sugli interventi di manutenzione effettuati dalle concessionarie autostradali, al fine di determinare gli incrementi tariffari da riconoscere anno per anno”, evidenziando, altresì, che, “
fermo restando il rispetto degli accordi contrattuali in vigore, sono allo studio una serie di iniziative per cercare di contenere i suddetti aumenti: la ricerca di strumenti alternativi per compensare gli investimenti effettuati, la possibilità di accorpamenti o subentri nelle singole concessioni, la eventuale revisione delle convenzioni in essere”.
Investimenti strategici
Al riguardo ha sottolineato l’impegno del Governo nell’ambito dell’Unione europea per ottenere lo scorporo dall’aggregato del deficit di una quota (indicativamente, lo 0,3 per cento del PIL) da destinare agli investimenti strutturali.
Ha, inoltre, segnalato l’intenzione di “valorizzare ulteriormente il meccanismo di programmazione degli investimenti strategici legato alla legge obiettivo, anche attraverso una revisione delle funzioni del CIPE e un migliore utilizzo dell’Allegato infrastrutture del Documento di economia e finanza che il Governo si appresta a presentare al Parlamento”. Ha altresì rilevato che “anche in relazione alla prossima riforma costituzionale del Titolo V, occorre individuare nuove priorità per il governo del territorio e per la realizzazione delle infrastrutture di competenza di Stato e Regioni”.
Razionalizzazione Autorità di vigilanza sui lavori pubblici
Riguardo alla revisione di spesa per la parte che potrebbe interessare il settore delle infrastrutture e dei trasporti, ha precisato che, pur non essendo ancora state assunte decisioni definitive non si procederà a tagli lineari, puntando invece su recuperi di efficienza e sull’eliminazione degli sprechi. In particolare, ha preannunciato l’intenzione di procedere ad una razionalizzazione delle varie autorità di controllo esistenti, cominciando dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, che potrebbe essere accorpata ad altri soggetti analoghi.
In allegato le comunicazioni del Ministro Lupi al Senato.
15579-Comunicazioni del Ministro Lupi al Senato..pdfApri