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Nel testo, assegnato alla Commissione Lavoro, previste deleghe al Governo in materia, tra l’altro: di ammortizzatori sociali; servizi per il lavoro; semplificazione delle procedure e degli adempimenti; conciliazione dei tempi vita lavoro.

Archivio, Governo e Parlamento

DDL di delega sulla riforma del lavoro: esame al Senato

16 Aprile 2014
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E’ all’esame della Commissione Lavoro del Senato, in prima lettura, in sede referente, il disegno di legge  del Governo recante: “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro” (DDL 1428/S, Presidente Relatore il Sen. Maurizio Sacconi del Gruppo parlamentare NCD).

Il provvedimento prevede una serie di disposizioni di delega al Governo per riformare la disciplina degli ammortizzatori sociali; rivedere  i servizi del lavoro e le politiche attive; semplificare le procedure e gli adempimenti; riordinare le forme contrattuali in materia di lavoro; riordinare le misure di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

In particolare, vengono previsti, tra l’altro, i seguenti criteri direttivi:

Riforma ammortizzatori sociali

con riferimento agli strumenti di tutela in costanza di rapporto di lavoro:

– impossibilità di autorizzare le integrazioni salariali in caso di cessazione di attività aziendale o di un ramo d’azienda;

– necessità di regolare l’accesso alla cassa integrazione guadagni solo a seguito di esaurimento delle possibilità contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro;

– semplificazione delle procedure burocratiche, con la possibilità di introdurre meccanismi standardizzati di concessione;

– revisione dei limiti di durata, rapportati ai singoli lavoratori e alle ore complessivamente lavorabili in un periodo di tempo prolungato;

–  riduzione degli oneri contributivi ordinari e rimodulazione degli stessi tra i settori in funzione dell’utilizzo effettivo;

– revisione dell’ambito di applicazione della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e dei fondi di solidarietà (art.3 L.92/2012).

con riferimento agli strumenti di sostegno in caso di disoccupazione involontaria:

– rimodulazione dell’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI), con omogeneizzazione della disciplina relativa ai trattamenti ordinari e ai trattamenti brevi, rapportando la durata dei trattamenti alla storia contributiva del lavoratore;

– universalizzazione del campo di applicazione dell’ASpI, con estensione ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa;

 

Servizi del lavoro e politiche attive

– razionalizzazione degli incentivi all’assunzione esistenti;

– razionalizzazione degli incentivi per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità, con previsione di una cornice giuridica nazionale quale punto di riferimento per gli interventi posti in essere da regioni e province autonome;

– istituzione di un’Agenzia nazionale per l’occupazione, partecipata da Stato, regioni e province autonome, vigilata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali a cui affidare  le competenze gestionali in materia di servizi per l’impiego, politiche attive e ASpI. Viene previsto, altresì, il coinvolgimento delle parti sociali nella definizione delle linee di indirizzo generali dell’azione dell’Agenzia.

Semplificazione delle procedure e degli adempimenti

-razionalizzazione e semplificazione procedure e adempimenti – anche mediante abrogazione di norme – connessi con la costituzione e la gestione del rapporto di lavoro, “con l’obiettivo di dimezzare il numero di atti di gestione, del medesimo rapporto, di carattere amministrativo”;

– eliminazione e semplificazione, anche con norme di carattere interpretativo, delle disposizioni interessate da rilevanti contrasti interpretativi, giurisprudenziali o amministrativi”;

– rafforzamento sistema di trasmissione delle comunicazioni in via telematica e abolizione documenti cartacei;

– revisione del regime delle sanzioni, “tenendo conto dell’eventuale natura formale della violazione, in modo da favorire l’immediata eliminazione degli effetti della condotta illecita, nonché valorizzazione degli istituti di tipo premiale”;

Riordino delle forme contrattuali

– individuazione ed analisi delle forme contrattuali esistenti, per valutarne la coerenza con il tessuto occupazionale ed il contesto produttivo, in funzione di eventuali interventi di semplificazione;

– redazione di un testo organico di disciplina delle tipologie contrattuali dei rapporti di lavoro, semplificate che possa anche prevedere l’introduzione, eventualmente in via sperimentale, di ulteriori tipologie contrattuali volte a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro, con tutele crescenti per i lavoratori coinvolti;

– introduzione, eventualmente anche in via sperimentale, del compenso orario minimo, applicabile a tutti i rapporti aventi ad oggetto una prestazione di lavoro subordinato, previa consultazione delle parti sociali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

– previsione della possibilità di estendere il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per le attività lavorative discontinue e occasionali, in tutti i settori produttivi.

Maternità e conciliazione dei tempi di vita e lavoro

– incentivazione di accordi collettivi volti a favorire la flessibilità dell’orario lavorativo e dell’impiego di premi di produttività, al fine di favorire la conciliazione tra l’esercizio delle responsabilità genitoriali e dell’assistenza alle persone non autosufficienti e l’attività lavorativa, anche attraverso il ricorso al telelavoro;

– ricognizione delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, per valutarne una revisione al fine di garantire una maggiore flessibilità dei relativi congedi.

Nel testo vengono, altresì, dettate disposizioni procedurali sull’esercizio delle deleghe, con cui si prevede, tra l’altro, che gli schemi dei decreti legislativi, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi al Parlamento per l’espressione, entro trenta giorni dalla data di trasmissione, dei pareri delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari. Decorso tale termine, i decreti sono emanati anche in mancanza dei pareri. Entro dodici mesi dall’entrata in vigore dei provvedimenti delegati, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi fissati dal testo, potranno essere adottate disposizioni integrative e correttive degli stessi.

 

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