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Negli Atti di indirizzo autorizzato il Governo a posticipare al 2016 il conseguimento del pareggio di bilancio per favorire il pagamento dei debiti pregressi della P.A. ed impegnato a rilanciare gli investimenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, il dissesto idrogeologico e la realizzazione di piccoli e medi progetti sul territorio

Archivio, Governo e Parlamento

Documento di economia e finanza 2014 (DEF): approvate le Risoluzioni in Parlamento

17 Aprile 2014
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Le Aule della Camera dei Deputati e del Senato, a conclusione dell’esame sul Documento di economia e finanza 2014 (DEF) (Doc. LVII n. 2), hanno approvato apposite Risoluzioni “bipartisan” concernenti, rispettivamente, l’autorizzazione allo scostamento dagli obiettivi programmatici e l’approvazione del piano di rientro, ai sensi dell’art. 6, c. 3, della L. 243/2012, ed il Documento di economia e finanza nel suo complesso.

 

In particolare, alla Camera dei Deputati sono state approvate le Risoluzioni nn. 6-00064 e n. 6-00066.

La Risoluzione 6-00064 autorizza il Governo a dare attuazione a quanto indicato nella Relazione sull’indebitamento netto e il debito pubblico contenuta nel capitolo III, sezione 1 del DEF ai sensi dell’art. 6 della L. 243/2012 (Disposizioni per l’attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell’articolo 81, sesto comma, della Costituzione). Tale normativa prevede che, in presenza di eventi eccezionali, il Governo, qualora ritenga indispensabile discostarsi dagli obiettivi programmatici, sentita la Commissione europea, presenti al Parlamento una relazione e una specifica richiesta di autorizzazione, in cui sia indicata l’entità e la durata dello scostamento, nonché sia definito un piano di rientro che permetta di convergere verso l’obiettivo di medio periodo.

In corso di seduta il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha, in particolare, evidenziato la volontà del Governo di avvalersi della suddetta procedura e posticipare al 2016 il conseguimento dell’obiettivo di pareggio di bilancio al fine di favorire il pagamento della componente residua dei debiti pregressi della pubblica amministrazione. “L’intervento non si limiterà al solo rimborso dei debiti commerciali in essere, ma abbrevierà i tempi di pagamento in linea con le regole europee, dando luogo a effetti positivi di riduzione delle barriere all’entrata, come stimato recentemente dalla Commissione europea”.

 

Con riguardo alla Risoluzione 6-00066

nelle premesse viene, in particolare, evidenziato che:

–        “gli indicatori congiunturali più recenti evidenziano, secondo il DBF, la prosecuzione della fase ciclica moderatamente espansiva emersa alla fine del 2013, prospettando un contenuto aumento del PIL nel primo trimestre 2014 ed una ripresa più sostenuta nei trimestri successivi”;

–        “la stima di crescita del PIL per il 2014 è fissata allo 0,8 per cento; la dinamica del PIL dovrebbe accelerare nel 2015 (1,3 per cento) e negli anni successivi (1,7 per cento medio nel triennio 2016-2018), senza considerare gli effetti positivi attesi dalle riforme programmate dal Governo, stimati in 2,2 per cento nel 2018 in termini cumulati”;

–        “sul fronte del mercato del lavoro, nel 2014 l’occupazione dovrebbe ulteriormente ridursi dello 0,2 per cento, tornando ad aumentare dal 2015. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire anche nel 2014 per poi ridursi progressivamente fino all’11 per cento nel 2018”;

–        “il rapporto debito/PIL, che nel 2013 ha toccato il 132,6 per cento (129,1 per cento al netto dei sostegni europei), nel 2014 è programmato in ulteriore crescita al 134,9 per cento, mentre negli anni successivi il profilo programmatico evidenzia una discesa del rapporto debito/PIL fino al 120,5 per cento nel 2018”;

–        “per far ripartire la crescita in Italia è inoltre necessario un insieme di interventi ampio e coraggioso, che consolidi i risultati raggiunti sul fronte del risanamento dei conti pubblici e affronti con determinazione i nodi strutturali dell’economia italiana sia dal lato della domanda, rilanciando consumi e investimenti, che da quello dell’offerta, migliorando la produttività e quindi la competitività del sistema produttivo anche mediante un deciso sostegno all’Industrial Compact europeo”;

 

viene chiesto l’impegno del Governo a:

–        “a ribadire con forza in sede europea la necessità di una svolta nella politica economica finalizzata al sostegno alla domanda aggregata, confermando la scelta, già anticipata dal DEF, di poter utilizzare, fermo restando il rispetto degli impegni assunti, le clausole di flessibilità rese disponibili dal Patto di Stabilità e Crescita, in particolare quelle finalizzate al rilancio degli investimenti pubblici”;

–        “adempiere alla Raccomandazione della Commissione europea di trasferire il carico fiscale da lavoro e impresa a consumi, beni immobili e ambiente, provvedendo:

               a) alla riduzione strutturale del cuneo fiscale e contributivo gravante sui lavoratori dipendenti e assimilati a più basso reddito, anche tenendo in considerazione i carichi familiari; valutando altresì la possibilità di estendere – compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica – misure di incremento del reddito disponibile anche ai pensionati e ai lavoratori autonomi a minor reddito, nonché agli incapienti;

               b) alla riduzione della tassazione sul lavoro dal lato delle imprese procedendo alla riduzione dell’IRAP, in modo da dare impulso alla crescita dell’occupazione;

               c) all’attuazione della delega fiscale con l’obiettivo di una maggiore equità del sistema tributario, della semplificazione degli adempimenti e del sostegno alla crescita”;

–        “provvedere, per quanto riguarda la riforma del sistema previdenziale, alla soluzione del problema dei cosiddetti «esodati»”;

–        “promuovere una riforma del mercato del lavoro tesa a incrementare l’occupazione e a favorire l’inserimento dei giovani e la ricollocazione di coloro che con la crisi hanno perso il posto di lavoro, mediante interventi sul contratto a termine e sull’apprendistato, sull’attuazione del piano italiano nell’ambito della Youth Guarantee, nonché sul riordino delle forme contrattuali, degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive con l’obiettivo di superare il dualismo e le rigidità del mercato del lavoro, estendere progressivamente ai lavoratori non protetti o in particolare situazione di disagio gli strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati e contribuire strutturalmente all’aumento dell’occupazione e della produttività del lavoro”;

–        “riformare a partire dal 2015 il meccanismo dei vincoli del Patto di stabilità interno, flessibilizzando le regole per la spesa in conto capitale e creando gli spazi necessari per consentire i pagamenti della quota nazionale e cofinanziata”;

–        “rilanciare gli investimenti pubblici con particolare riferimento al piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici e agli interventi contro il dissesto idrogeologico, mediante l’uso efficace dei fondi strutturali europei, il finanziamento di nuove opere nel settore idrico, la prosecuzione degli interventi già decisi in connessione con l’Expo 2015 e la realizzazione di piccoli e medi progetti sul territorio, con una particolare attenzione alle regioni meridionali”;

–        “destinare le eventuali maggiori entrate, rispetto al quadro programmatico, da alienazione delle aziende e degli immobili pubblici al finanziamento di un piano straordinario per l’occupazione giovanile, da realizzare, nell’ambito della «Youth Guarantee», e di investimenti per il riassetto idrogeologico e l’edilizia scolastica”;

–        “procedere al pagamento dei debiti commerciali residui della pubblica amministrazione e a definire un meccanismo permanente che consenta l’allineamento delle procedure di pagamento agli standard delle direttive europee”;

–        “promuovere la riattivazione del credito alle imprese attraverso la tempestiva attuazione ed il potenziamento delle misure già assunte in materia di riforma del Fondo centrale di garanzia e del sistema dei consorzi fidi, di incentivazione fiscale delle scelte di patrimonializzazione delle imprese, di sviluppo dei canali di finanziamento non bancari”;

–        “potenziare gli sforzi per il raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020”;

–        “intensificare l’azione di contrasto dell’evasione fiscale, favorendo l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali, potenziando i sistemi di pagamento tracciabili e la fatturazione elettronica e rafforzando la cooperazione internazionale finalizzata al superamento a livello mondiale dei paradisi fiscali e del segreto bancario”;


Al Senato, sono state approvate, in un testo sostanzialmente analogo a quello della Camera dei Deputati, le Risoluzioni (6-00047) n. 1 (testo 2) sull’autorizzazione allo scostamento dagli obiettivi programmatici e l’approvazione del piano di rientro, ai sensi dell’art. 6, c. 3, della L. 243/2012 e (6-00050) n. 100 sui contenuti del Documento di economia e finanza.

 

Si veda precedente del 15 aprile  2014.

 

In allegato i testi delle Risoluzioni approvate alla Camera dei Deputati e al Senato

 

15916-6-00066.pdfApri

15916-6-00064.pdfApri

15916-(6-00050) n. 100.pdfApri

15916-(6-00047) n. 1 (testo 2).pdfApri
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