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Il Ministro, ascoltato dalla Commissione Ambiente, si è soffermato in particolare su: bonifiche, VIA, validazione di conformità ambientale di progetto, dissesto idrogeologico appalti verdi e green economy. Proposta, tra l’altro, la stabilizzazione dell’ecobonus con aliquote differenziate per tipologia di intervento.

Archivio, Governo e Parlamento

Linee programmatiche del Dicastero dell’Ambiente: le Comunicazioni del Ministro Galletti alla Camera

8 Aprile 2014
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Si sono svolte alla Camera dei Deputati, presso la Commissione Ambiente, le Comunicazioni del Ministro, Gian Luca Galletti, sulle linee programmatiche del Dicastero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.
 
Il Ministro, dopo aver sottolineato, che l’Ambiente può trainare la ripresa del Paese si è soffermato, in particolare, sulle seguenti tematiche:
 
Bonifiche,  gestione delle risorse idriche e rifiuti
Al riguardo, ha evidenziato l’importanza degli interventi di bonifica dei siti contaminati e di riparazione dei territori danneggiati dall’inquinamento. L’utilizzo di queste aree – interessate per lo più da vecchi insediamenti industriali – può, infatti, “prevenire ed evitare l’urbanizzazione e la trasformazione di terreni a vocazione agricola, naturalistica o per il tempo libero”.
A tal fine, sarebbe opportuno:
–accelerare ulteriormente l’iter di approvazione e realizzazione dei progetti di bonifica nei siti inquinati di interesse nazionale, anche con l’adozione di specifici interventi normativi e di aggiornamento della regolamentazione tecnica;
–introdurre semplificazioni che individuino con chiarezza gli obiettivi da conseguire e le modalità per conseguirli;
-rifinanziare il Programma nazionale di Bonifica.
Sulla gestione delle risorse idriche, ha rilevato, in particolare, la necessità di compiere “un’enorme sforzo per l’adeguamento dei sistemi depurativi e per la realizzazione di interventi di salvaguardia delle risorse stesse”, puntando su modelli innovativi di gestione integrata del ciclo delle acque che riguardino non solo gli usi civili, ma anche quelli agricoli e industriali.
Ha, poi, illustrato, i punti salienti dell’iniziativa del Governo sui rifiuti che dovrebbero riguardare:
a) la revisione della tassa sui rifiuti, nella logica di introdurre elementi di certezza e proporzione tariffaria;
b) l’adeguamento del sistema di riscossione;
c) la definizione di piani condizionati di rinegoziazione e rientro del debito, come è successo in materia sanitaria, con il sostegno e l’assistenza della Cassa Depositi e Prestiti, per l’eventuale anticipazione dei flussi futuri accertati;
d) lo studio di forme di prelazione nel pagamento dei debiti della P.A. verso le imprese che operano nei servizi essenziali che, come nel caso della gestione dei rifiuti, impattano con la salute dei cittadini.
Ha, altresì, sottolineato l’importanza di agire sulla prevenzione, il riciclo e il riuso.
 
Linee guida e semestre italiano di Presidenza della UE
Il Ministro ha evidenziato che l’imminente semestre italiano di presidenza del Consiglio Europeo può rappresentare l’occasione per rimettere al centro delle politiche dell’Unione un modello di crescita fondato sulla green economy, che possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi prioritari di oggi: crescita, occupazione e competitività. A tal fine, per avviare un dibattito a livello europeo sulla “crescita e occupazione verde”, ha confermato con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, l’organizzazione per il 17 luglio a Milano, del Consiglio informale congiunto dei Ministri dell’ambiente e del lavoro. In tale occasione, prendendo spunto dalla prossima comunicazione della commissione sui lavori verdi, verrà discusso il contributo che l’economia verde può effettivamente dare all’occupazione e la crescita e quali sono gli strumenti che dobbiamo mettere in campo per far sì che questo avvenga effettivamente.
Il Ministro ha, poi, annunciato che durante il semestre di Presidenza italiana è sua intenzione rafforzare il ruolo e il contributo dei ministri dell’Ambiente nel ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio, attraverso l’inserimento delle priorità ambientali e dell’uso efficiente delle risorse come opportunità di crescita.
 
Valutazione d’impatto ambientale
Il Ministro ha ricordato che, dopo un lungo iter, è stata approvata nel marzo scorso dal parlamento di Strasburgo la nuova direttiva in materia di Autorizzazioni Ambientali e che gli Stati membri devono recepire la nuova direttiva entro tre anni dalla data di entrata in vigore.
A tale ultimo riguardo, ha rilevato che dedicherà il massimo impegno, affinché le nuove disposizioni comunitarie in materia di VIA siano recepite nella legislazione nazionale in maniera rapida ed efficace. “A questo fine, nell’immediato, metterò mano alla definitiva chiusura delle procedure di infrazione in corso, adeguando finalmente la nostra legislazione alle prescrizioni delle direttive europee già vigenti”.
Ha, altresì, evidenziato l’impegno del suo Dicastero per l’accelerazione delle procedure di Valutazione Ambientale (VIA, VAS, AIA), rilevando che “i tempi infiniti delle valutazioni ambientali sono ascrivibili soprattutto alla farraginosità delle procedure e alla non sempre limpida distinzione tra i compiti dell’istruttoria squisitamente tecnico-scientifica e quelli che inevitabilmente spettano all’amministrazione e alla politica”.
In analogia, poi, a quanto previsto dalla vigente normativa in materia di opere pubbliche, ha affermato che si potrebbe pensare di introdurre una validazione di conformità ambientale di progetto, che andrebbe rilasciata da pubbliche amministrazioni provviste di adeguati requisiti, Università, società indipendenti abilitate alla certificazione di progetto e iscritte in un apposito albo.
Al riguardo, ha ricordato che è stata svolta, nei casi Ilva ed Eternit, una prima ricognizione sulla sussistenza di credibili metodologie per effettuare una specifica Valutazione d’Impatto sulla Salute (VIS) che garantisca preventivamente le comunità da eventuali rischi legati ad insediamenti industriali ad alto impatto ambientale. Ha, poi, sottolineato che è allo stato disponibile una prima proposta, risultante da analisi comparative e specifici approfondimenti, che entro il mese di maggio prevede di presentare, nel corso di un’iniziativa pubblica, sotto forma di un primo dossier.
 
Green Public Procurement (GPP)
Ha sottolineato che tale strumento è riconosciuto a livello internazionale come una delle principali leve per attuare la riconversione ecologica dell’economia.
Infatti, attraverso gli acquisti pubblici, che a livello europeo rappresentano circa il 19% del PIL, è possibile, da un lato, determinare la riduzione degli impatti ambientali causati dai consumi della pubblica amministrazione, ottenendo contestualmente una razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica – si pensi, ad esempio, alla riduzione delle spese ottenibili attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica – e, dall’altro, rilanciare l’economia su basi sostenibili, promuovendo le iniziative che fanno della innovazione ambientale il proprio punto di forza.
Al riguardo, ha evidenziato che tale attività si trova già ad un avanzato livello di attuazione grazie al lavoro dei pertinenti uffici del Ministero che, in collaborazione con altri soggetti pubblici ed operatori privati, hanno elaborato i cosiddetti Criteri Ambientali Minimi (CAM).
Si è, poi, soffermato sugli “appalti verdi”, preannunciando la propria intenzione di favorirne la diffusione.  Ha, quindi, ricordato che nel cosiddetto “collegato ambientale” alla legge di Stabilità  (DDL 2093/C – “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”), attualmente all’esame della Camera, sono stati introdotti alcuni articoli specifici. È infatti previsto, in particolare, che tutte le gare di appalto che riguardano l’acquisto di beni e servizi ad elevato consumo energetico prevedano, obbligatoriamente, l’inserimento dei CAM nei bandi di gara; per tutte le gare che riguardano l’acquisto di altri prodotti, tale obbligo viene fissato in almeno il 50% del valore dei beni o servizi acquistati.
 
Dissesto idrogeologico
Ha evidenziato che sulla base dei dati raccolti ed elaborati dal Ministero: il 10% della superficie nazionale è ad alta criticità idrogeologica, e i comuni interessati sono oltre 6.000.
Si è, poi, soffermato sui motivi per cui l’azione per la prevenzione del rischio idrogeologico e per la messa in sicurezza del territori procede con difficoltà:
-le risorse finanziarie messe a disposizione delle Regioni sono gestite attraverso poteri “straordinari” che si sovrappongono a quelli ordinari di governo negli usi del territorio;
-le risorse finanziarie assegnate sono assoggettate ai vincoli del patto di stabilità, e, comunque, non sono oggettivamente sufficienti;
-sono ancora scarse le misure incentivanti messe a disposizione delle imprese per investimenti finalizzati alla manutenzione ed alla messa in sicurezza del territorio;
-in molti casi gli interventi sono sottoposti ad estenuanti procedure autorizzative.
Ha, quindi, illustrato le azioni intraprese per superare queste problematiche:
-è stata trasmessa al CIPE, a fine dicembre 2012, una proposta di delibera che individuava le linee strategiche da seguire in via prioritaria per la messa in sicurezza del territorio. Alla proposta è stato aggiunto un “Rapporto preliminare sullo stato delle conoscenze scientifiche relativamente a impatti e vulnerabilità del nostro territorio”.
– è in corso di predisposizione una Strategia Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici che prevede: la revisione periodica del predetto Rapporto; l’aggiornamento delle mappe della pericolosità da alluvione e le mappe del rischio da alluvione, a cui dovranno provvedere le Autorità di bacino dei distretti idrografici di prossima istituzione; un elenco delle priorità di intervento;
– è poi previsto, ai fini della attuazione della strategia, che siano individuati i seguenti provvedimenti normativi:
a) l’approvazione da parte del CIPE, di un programma annuale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la messa in sicurezza del territorio predisposto, sulla base dei PAI e dei piani di gestione dei distretti idrografici di cui all’art. 13 della Direttiva 2000/60/CE;
b) ai fini del finanziamento del programma di cui alla lettera precedente, la costituzione – per il periodo 2014- 2020 – di un fondo nazionale alimentato con: una percentuale dei proventi derivanti dalle aste dei permessi di emissione di cui al Decreto legislativo 30/2013; un prelievo, determinato annualmente, su ogni litro di carburante consumato fino al raggiungimento di un valore annuo limite; quote a valere sulla programmazione 2014 -2020 dei fondi strutturali;
c) l’approvazione da parte del Governo, di un disegno di legge per l’introduzione di un’assicurazione obbligatoria per la copertura dei rischi connessi agli eventi climatici estremi a carico di beni e strutture di proprietà pubblica e privata.
 
Fonti rinnovabili e green economy
Ha evidenziato l’importanza di spingere sull’efficienza energetica, favorire lo sviluppo delle rinnovabili termiche e accompagnare la crescita delle rinnovabili elettriche bilanciando il mix delle fonti.
Con riferimento al fotovoltaico ha individuato, in particolare, le seguenti azioni:
-semplificazione della connessione in rete del fotovoltaico;
–semplificazione delle autorizzazioni degli impianti a fonti rinnovabili: si tratta, in particolare, di modificare le linee guida con il contributo del Ministero per i beni culturali e delle Sovraintendenze. Si dovrà anche snellire l’autorizzazione con l’adozione dell’AUA – autorizzazione unica ambientale;
–mantenimento degli incentivi solo verso le nuove tecnologie (es.: solare a concentrazione, soluzioni architettoniche valide per l’integrazione anche in edifici e dimore storiche, ecc.).
Sul piano dell’efficienza energetica, ha ricordato che la detrazione fiscale per le spese sostenute in interventi per la riqualificazione energetica degli edifici è’ stata innalzata dal 55% al 65% e confermata fino a dicembre 2014. Prosegue, poi, fino al dicembre 2015 ma scende al 50%. Il tale ambito, pur considerando con favore l’estensione del beneficio, il Ministro ritiene che:
-la misura debba essere resa strutturale e non faticosamente rinnovata di anno in anno, o poco più;
-tale stabilizzazione dovrebbe accompagnarsi ad un fine tuning dello sgravio per evitare inefficienze e limitare il rischio di abusi. In particolare si potrebbero revisionare le aliquote differenziandole per tipologia di intervento (ad es. gli sgravi per le finestre potrebbero essere relativamente più bassi rispetto all’attuale) e inserire limiti di spesa unitaria per i materiali impiegati (ad es. le finestre sostituite non possono costare più di tot€/m2: tale accortezza è stata già adottata per gli interventi di efficienza energetica nella Pubblica amministrazione con il Conto Termico);
– debbono essere adeguatamente considerati i benefici legati all’impatto economico incrementale diretto e agli effetti di crescita indotta. Al riguardo, ha altresì rilevato che se adeguatamente disegnate, nel giro di pochi anni le agevolazioni attivano crescita e generano maggiori entrate da imposte dirette e indirette tali da compensare le uscite a carico del bilancio pubblico. Relativamente a quest’ultimo punto ha ricordato che è stato già predisposto un approfondimento per una valutazione contabile a fronte di una stabilizzazione dell’Ecobonus.
 
In allegato le comunicazioni del Ministro Gian Luca Galletti alla Camera dei Deputati.

15734-Comunicazioni del Ministro Galletti.pdfApri
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