Si sono svolte lo scorso 2 aprile alla Camera dei Deputati, presso le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavoro, le Comunicazioni del Ministro, Marianna Madia, sulle linee programmatiche del Dicastero per la semplificazione e la pubblica amministrazione.
Il Ministro si è soffermato, in particolare, sui seguenti obiettivi:
– Semplificare l’amministrazione, il suo linguaggio, la sua azione
Ha evidenziato l’importanza della fase di redazione e approvazione delle norme e della conseguente attuazione, annunciando la volontà di mettere in campo, da subito, un nuovo modello operativo: “con Anci e Conferenza delle regioni siamo già d’accordo per realizzare un sistema di coordinamento della semplificazione per “blindare” l’intesa attuativa su tutti i provvedimenti, prima ancora che vengano approvati. Raggiunta l’intesa, mi impegno a far adottare le misure dal Consiglio dei Ministri; Anci e Conferenza delle Regioni si impegnano, a loro volta, a garantirne la tempestiva attuazione sul territorio”.
Al riguardo, ha sottolineato che le prime intese potrebbero riguardare l’introduzione di modelli uniformi per regioni e comuni: un modello unico standardizzato per il permesso di costruire; un modello unico standardizzato per la SCIA edilizia; un modello unico per l’autorizzazione unica ambientale. Si tratterebbe dimodelli scaricabili da Internet che il cittadino potrebbe compilare in qualsiasi comune si trovi ilsuo immobile.
Ha, poi, individuato le prime nuove misure di semplificazione tra cui:
-in materia fiscale, per ridurre il tempo e le energie che i contribuenti dedicano a pagare le tasse, è opportuno intervenire attraverso l’invio della dichiarazione dei redditi precompilata per pensionati e lavoratori dipendenti;
– in tema di edilizia, ambiente e successioni, dove la domanda di semplificazione è forte, è opportuno ridurre i tempi, eliminare le duplicazioni, indurre le amministrazioni a comunicare tra loro.
A tal fine, ha, altresì, annunciato che il Governo si doterà di un’agenda per la semplificazione, che definisca obiettivi, responsabilità, scadenze e modalità di verifica dei risultati previsti, con il continuo coinvolgimento dei destinatari della semplificazione, cioè cittadini e imprese.
– Garantire la trasparenza con azioni concrete
Il Ministro ha evidenziato che la trasparenza deve riguardare: le persone, i costi e i dati.
La prima innovazione è stata già introdotta a partire dalle persone con il metodo delle autocandidature pubbliche, con curriculum vitae e motivazioni (sistema utilizzato per la selezione del nuovo Presidente Istat, come dei 4 membri dell’Autorità anticorruzione).
Sulla trasparenza “strumentale” relativa all’uso delle risorse pubbliche, ha rilevato la necessità per ogni contribuente di sapere come vengono spesi, concretamente, i soldi che ha pagato. A tal fine, ha auspicato la pubblicazione online di informazioni sull’organizzazione amministrativa, sulle dotazioni organiche e sul rispetto dei termini procedimentali.
Sulla trasparenza “finale”, quella relativa ai risultati prodotti dall’azione amministrativa, ha segnalato l’esistenza di un grave problema di certezza dei dati: “i dati frammentari e non condivisi sulla pubblica amministrazione sono una delle nostre maggiori debolezze. Abbiamo tante banche dati, che spesso non comunicano e forniscono numeri diversi per lo stesso fenomeno”.
In tale contesto è indispensabile far rispettare il testo unico della trasparenza del 2013 e colmare il ritardo clamoroso che registriamo sugli “open data”.
Ha, quindi, confermato che la Presidenza del Consiglio intende investire sull’agenda digitale, con un coordinamento forte tra amministrazioni, nella gestione dei sistemi informatici e dei siti Intenet, ma anche partendo da cose concrete: anagrafe unica e identità digitale, fatturazione elettronica, digitalizzazione del processo civile, utilizzando al meglio la programmazione dei fondi europei 2014-2020.
– Utilizzo efficiente del denaro dei cittadini
Il Ministro haevidenziato chededicherà il massimo impegno nella definizione e nella realizzazione della revisione della spesa, con l’obiettivo di “attuare un piano strutturale di risparmio vincolato ad un ritorno di investimento nella pubblica amministrazione”.
Allo stesso modo, intende proseguire sulla strada della lotta alla corruzione avviata con la legge 190/2012 varata dal governo Monti: “è un testo che può essere perfezionato, ma che deve soprattutto essere attuato dal Governo, emanando i regolamenti ancora mancanti; dalle singole amministrazioni, elaborando le proprie specifiche misure di contrasto alla corruzione; e dai dirigenti amministrativi, applicando queste misure e vigilando sull’attuazione della legge”.
Ha, inoltre, annunciato che assieme alla nuova Autorità Anticorruzione, sono pronti a lanciare un grande programma di prevenzione della corruzione e un nuovo metodo di stretta sinergia con il Governo, al supporto delle altre amministrazioni per agevolare la rigorosaapplicazione della legge.
Si è, infine, soffermata sull’importanza di riportare le persone e le loro competenze al centro dell’azione amministrativa; sulla “staffetta generazione” nella PA per i dipendenti vicini alla pensione; sulla mobilità del pubblico impiego; sulla dirigenza pubblica; sulla conciliazione dei tempi di vita e pari opportunità nella PA.
In allegato le comunicazioni del Ministro Marianna Madia alla Camera dei Deputati.
15710-Comunicazioni del Ministro Marianna Madia.pdfApri