Il 31 marzo scorso, si è tenuto a Bruxelles un incontro tra il Vice Presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, ed il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti sul tema dei pagamenti della Pubblica Amministrazione.
In occasione dell’incontro, il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, ha indicato che secondo le stime dell’Ance, a fine febbraio 2014, risultano pagati circa 7,2 miliardi di euro degli 8 miliardi stanziati per il settore delle costruzioni nell’ambito del piano di pagamento adottato ad aprile 2013 ma che 11 miliardi di euro di ritardati pagamenti alle imprese rimangono ancora senza una soluzione.
Il Presidente Ance ha inoltre sottolineato che il settore delle costruzioni continua ad essere uno tra i settori più fortemente colpiti dal fenomeno dei ritardi di pagamento in Italia e risulta anche ingiustamente penalizzato rispetto agli altri settori.
Da una parte, infatti, le regole nazionali di contabilizzazione delle spese spingono le amministrazioni a rimandare più possibile l’effettivo pagamento di lavori regolarmente realizzati al fine di non gravare sul deficit dell’anno in corso. Per effetto del Patto di stabilità interno, i pagamenti non vengono effettuati mentre nell’80% dei casi, gli enti locali hanno a disposizione le risorse per pagare i lavori realizzati dalle imprese.
Anche per questi motivi, nell’ambito del piano di pagamento dei debiti PA, sono state stanziate meno risorse per il settore delle costruzioni rispetto agli altri settori: solo il 42% contro una media del 52%. Si tratta di una situazione paradossale perché nel settore delle costruzioni si applicano le regole più rigide per la certificazione delle spese.
In conclusione, il Presidente Ance ha quindi evidenziato che la risoluzione del tema dei pagamenti della Pubblica Amministrazione necessita un intervento parallelo su tre questioni prioritarie:
1. la definizione di un piano di pagamenti di tutti i debiti pregressi della Pubblica amministrazione;
2. l’adozione di una deroga al Patto di stabilità interno, e quindi una modifica della previsione del rapporto deficit/PIL, rispetto alla quale la Commissione Europea ha già espresso un’apertura con la dichiarazione del 18 marzo 2013;
3. la riforma strutturale delle regole del Patto di stabilità interno e la revisione delle modalità di contabilizzazione della spesa in conto capitale a livello nazionale.