La Commissione europea ha definito una serie di principi comuni per le procedure nazionali in materia d’insolvenza applicabili alle imprese in difficoltà finanziarie. L’obiettivo è quello di privilegiare, anziché la liquidazione, la ristrutturazione precoce delle imprese sane in modo da impedirne l’insolvenza. La Commissione desidera dare alle imprese sane la possibilità di ristrutturarsi e restare operative.
La raccomandazione della Commissione mira a creare un quadro coerente per le norme nazionali in materia d’insolvenza, invitando gli Stati membri a:
- agevolare la ristrutturazione delle imprese in difficoltà finanziarie in una fase precoce, prima dell’avvio della procedura formale d’insolvenza, e senza procedure lunghe o costose, per aiutarle a limitare il ricorso alla liquidazione;
- consentire ai debitori di ristrutturare l’impresa senza dover avviare un’azione formale in giudizio;
- dare alle imprese in difficoltà finanziarie la possibilità di chiedere la sospensione temporanea fino a quattro mesi (rinnovabile fino a un massimo di 12 mesi) per adottare un piano di ristrutturazione prima che i creditori possano avviare misure di esecuzione nei loro confronti;
- facilitare il processo di adozione di un piano di ristrutturazione, tenendo presenti gli interessi di debitori e creditori, al fine di accrescere le possibilità di salvare le imprese sane;
- ridurre gli effetti negativi del fallimento sulle possibilità future degli imprenditori di avviare un’impresa, in particolare prevedendo la liberazione dai debiti entro tre anni al massimo.
La raccomandazione invita gli Stati membri ad attuare misure appropriate entro un anno. 18 mesi dopo l’adozione della raccomandazione, la Commissione valuterà la situazione in base alle relazioni annuali degli Stati membri e deciderà se siano necessarie ulteriori misure per rafforzare l’approccio orizzontale in materia d’insolvenza.
In allegato il testo delle raccomandazioni.