Il Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, ha svolto le sue comunicazioni al Parlamento in vista del prossimo Consiglio europeo del 26 e 27 giugno, nonché sulle linee programmatiche del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea.
Il Presidente ha evidenziato, tra l’altro, che nel prossimo Consiglio europeo sarà affrontato il punto sulla situazione economica, anche alla luce delle raccomandazioni espresse dalla Commissione il 2 giugno u.s., precisando, al riguardo, come il Governo non abbia mai messo in discussione il rispetto delle regole, benché possano esservi modi diversi per affrontare la questione.
Non si chiede, infatti, di violare la regola del 3 per cento, ma piuttosto di “smettere di vivere l’elenco delle raccomandazioni come una lista della spesa che tutte le volte ci capita fra capo e collo e che sembra essere una sorta di elenco di cose da fare, quasi che questo trasformi l’Europa in una vecchia zia noiosa che ci spiega i compiti da fare e che noi possiamo semplicemente cercare di elencare ed enucleare, facendo poi di volta in volta il meglio che possiamo fare”.
Per quanto riguarda il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, il Presidente Renzi ha affermato, tra l’altro, che l’Italia intende presentarsi con un pacchetto unitario di riforme, che prevede: la riforma del lavoro, la riforma costituzionale, le modifiche della pubblica amministrazione, gli interventi sulla delega fiscale. Tali riforme saranno avviate successivamente ai primi cento giorni, entro un arco temporale di mille giorni, dal 1° settembre 2014 al 28 maggio 2017, dopo aver individuato punto per punto, entro il 1° settembre, come cambiare il fisco, quale tipo di infrastrutture inserire nel decreto «sblocca Italia» e nell’arco della programmazione triennale, come intervenire sulla pubblica amministrazione e sul welfare, in una logica positiva e propositiva, al fine di migliorare il Paese.
Inoltre, il Presidente Renzi ha evidenziato che “lo scambio tra il processo di riforme e l’utilizzo di margini di flessibilità … che sono a disposizione dei Paesi membri è quello che è sempre accaduto” e che, pertanto, non si possa continuare ad accettare un percorso politico in cui l’Europa si presenta come “quella istituzione che ti fa la procedura di infrazione perché non hai pagato i debiti alle imprese, quindi non hai saldato i debiti della pubblica amministrazione – corretto – e contemporaneamente ti impedisce, con il Patto di stabilità, di saldare quei debiti”.
Proseguendo nel discorso, il Presidente ha ricordato alcuni tra i compiti che il Governo dovrà affrontare nei prossimi mesi, tra cui:
· il tema dell’innovazione tecnologica, come chiave per affrontare la questione della pubblica amministrazione e la questione energetica;
· il tema della politica estera, che vede l’Europa come soggetto protagonista di politiche attive e capace di realizzare , anche in vista dell’appuntamento di Parigi del prossimo anno, “un investimento sulla green economy che non sia semplicemente uno spot a parole, ma sia la possibilità di un cambio di paradigma dello sviluppo economico”;
· il vertice sul lavoro, riguardo al quale il Governo auspica l’approvazione del disegno di legge delega entro la fine di semestre.
Per concludere, il Presidente ha affermato che non “viola il Trattato chi parla di crescita: viola il Trattato chi parla solo di Patto di stabilità. Il Trattato ci impone di guardare alla stabilità e alla crescita come elementi che si tengono insieme: non c’è possibile stabilità, se non c’è crescita in Europa e in questi anni le politiche economiche hanno fallito per questo. Si è immaginato di fare dell’Europa soltanto un’Europa di stabilità. La stabilità senza crescita diventa immobilismo”.
Con due apposite Risoluzioni la Camera dei Deputati e il Senato hanno approvato le Comunicazioni del Presidente del Consiglio.
In allegato le relative Risoluzioni approvate dalla Camera dei Deputati (6-00077) e dal Senato (6-00056).