E’ all’esame delle Commissioni Lavoro del Senato e della Camera dei Deputati (relatori Sen. Stefano Lepri del Gruppo PD e On. Chiara Gribaudo del Gruppo PD) la proposta di decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alla “Istituzione di una piattaforma europea per il rafforzamento della cooperazione volta a prevenire e scoraggiare il lavoro sommerso” (COM (2014) 221 definitivo).
Negli ultimi anni la Commissione si è più volte occupata delle problematiche relative al lavoro sommerso, auspicando l’adozione di politiche per l’occupazione, volte a stimolare la domanda di manodopera in vista degli obiettivi della strategia “Europa 2020”.
Nella relazione introduttiva all’atto comunitario, frutto di vari studi e consultazioni delle parti interessate, viene, in particolare, evidenziato come il lavoro non dichiarato e il lavoro autonomo fittizio, ritenuto strettamente legato al primo, incidano gravemente sui bilanci degli Stati, comportando una riduzione del gettito fiscale e dei contributi previdenziali, e possano generare situazioni di concorrenza sleale tra le imprese. Viene rilevato, altresì, che i fenomeni connessi al lavoro sommerso interessano molteplici settori dell’economia, tra cui le costruzioni, e profili eterogenei di lavoratori.
La proposta UE prevede la creazione di una piattaforma di cooperazione ad adesione obbligatoria da parte degli Stati membri, per contribuire ad una migliore applicazione della normativa UE in materia di occupazione, diritto del lavoro, salute e sicurezza sociale. Tale strumento consentirà una cooperazione regolare e operativa tra le diverse autorità nazionali competenti, al fine di contrastare il lavoro sommerso, affrontando, in particolar modo, le questioni relative agli aspetti transfrontalieri e salvaguardando al contempo la libera circolazione dei lavoratori.
La piattaforma sarà composta dalla Commissione europea e dalle autorità di contrasto designate dagli Stati membri, tra cui gli ispettorati del lavoro, gli ispettorati di sicurezza sociale e le autorità tributarie.
Potranno, inoltre, partecipare alle riunioni in qualità di osservatori:
· i rappresentanti delle parti sociali (un massimo di otto rappresentanti a livello intersettoriale e un massimo di dieci rappresentanti nei settori con alta incidenza di lavoro sommerso), equamente suddivisi tra le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori;
· un rappresentante della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) e un rappresentante dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA);
· un rappresentante dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL);
· rappresentanti degli Stati aderenti allo spazio economico europeo.
I principali compiti della piattaforma saranno, tra l’altro: sensibilizzare l’opinione pubblica, analizzare l’efficacia delle politiche poste in essere per scoraggiare e prevenire la diffusione del fenomeno, sviluppare un quadro comune per consentire l’effettuazione di operazioni ispettive congiunte, nonché lo scambio di informazioni, competenze e capacità tecniche.
In particolare, la Commissione Lavoro del Senato ha espresso un parere favorevole, confermando la complessiva conformità dell’atto ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, oltre che all’interesse nazionale dell’Italia.
La Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, ritenendo che la proposta, “pur essendo in linea generale condivisibile, presenti diversi profili di criticità”, con particolare riguardo alle modalità operative della piattaforma, in funzione dei relativi costi e dei risultati da raggiungere, ha rinviato la formulazione del parere.
In allegato la Risoluzione adottata dalla Commissione del Senato (Doc. XVIII n. 67).