La Commissione ha adottato una comunicazione con nuove proposte per ridurre l’impatto ambientale degli edifici ristrutturati e di nuova costruzione, migliorando l’efficienza delle risorse e aumentando le informazioni disponibili circa le prestazioni ambientali degli edifici. Ne dovrebbero conseguire impatti positivi per l’ambiente: quasi metà del consumo finale di energia e dei materiali estratti dell’UE, oltre a circa un terzo del consumo di acqua dell’UE sono infatti connessi alla costruzione e all’occupazione di edifici. Effetti positivi anche per il settore dell’edilizia: questo genera quasi il 10% del PIL e rappresenta 20 milioni di posti di lavoro. Effetti positivi, infine, anche per gli occupanti: gli edifici sostenibili sono infatti meno costosi da gestire e mantenere e hanno anche un impatto positivo sulla salute e il benessere di coloro che li occupano.
Sebbene negli ultimi anni il settore dell’efficienza energetica nell’Unione europea abbia compiuto progressi notevoli, sono poche le informazioni disponibili in merito alle prestazioni ambientali complessive degli edifici. Un’alta percentuale dei nuclei familiari in tutta Europa vorrebbe poter tener conto degli aspetti ambientali nell’affitto o nell’acquisto di un immobile. Ciononostante, meno dell’1% degli edifici in Europa è stato valutato sotto questo aspetto. Le nuove proposte consentirebbero ad architetti, fabbricanti di prodotti da costruzione, costruttori e a tutti coloro che vogliono affittare o acquistare un immobile l’accesso a informazioni di migliore qualità circa gli aspetti ambientali e sanitari coinvolti. Gli impatti ambientali delle diverse opzioni in materia di progettazione, costruzione, uso e demolizione potrebbero essere confrontati più facilmente, il che permetterebbe a sua volta di aumentare gli incentivi a favore degli edifici sostenibili in tutta l’UE.
A tal fine, in collaborazione con le parti interessate e le autorità nazionali, la Commissione elaborerà un quadro con un numero limitato di indicatori per valutare l’efficienza ambientale degli edifici. Lo scopo è fornire uno strumento che possa essere utilizzato in tutta Europa dai privati ma anche dalle autorità pubbliche.
Saranno inoltre adottate misure per migliorare direttamente le prestazioni ambientali degli edifici. Le nuove proposte agevoleranno il riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione nonché il loro riutilizzo nella costruzione di nuovi edifici o nelle ristrutturazioni.
Meno rifiuti finiranno nelle discariche e saranno necessari meno materiali vergini.
Le iniziative, insieme alle comunicazioni sui rifiuti e l’economia circolare, l’occupazione verde e il piano d’azione verde per le PMI, pubblicate in contemporanea dalla Commissione, promuovono una rinnovata agenda in materia di efficienza energetica per i prossimi anni.
La prima serie di indicatori dovrebbe essere disponibile entro due o tre anni. In seguito, saranno raccolte informazioni che avranno un impatto graduale sugli edifici nuovi e ristrutturati. La Commissione incentiverà inoltre il mercato del riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione attraverso un maggiore sostegno ai progetti di ricerca e dimostrazione e una collaborazione più stretta con gli Stati membri, al fine di rendere il riciclaggio più interessante dal punto di vista economico.
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