Si è svolta il 26 settembre c.m. l’audizione informale dell’ANCE, presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame, in prima lettura, in sede referente, del disegno di legge di conversione del decreto-legge 133/2014 recante “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive” (DDL 2629/C).
Il Presidente, Ing. Paolo Buzzetti, che ha guidato la delegazione associativa, ha evidenziato in premessa che il 2014 rappresenterà il settimo anno consecutivo di crisi e, che dal 2008, il settore delle costruzioni avrà perso il 31,7% degli investimenti pari a circa 58.800 milioni di euro. Gli investimenti in costruzioni si collocano, nel 2014, su un livello particolarmente basso, paragonabile a quello del 1967. Tuttavia, questo scenario, pur nella sua gravità, è ancora lontano dal rappresentare il vero e proprio crollo del mercato delle costruzioni: infatti, se si esclude la riqualificazione dello stock abitativo, unico comparto che ha registrato aumenti dei livelli produttivi, la perdita raggiunge il 47,2%.
La crisi settoriale continua a incidere pesantemente sull’occupazione e sul tessuto produttivo. Dall’inizio della crisi il settore delle costruzioni ha perso 522.000 occupati (-25,9%). Considerando anche i settori collegati alle costruzioni, si stimano in circa 790.000 i posti di lavoro persi.
Tra il 2009 ed il 2012 sono uscite dal mercato 57.000 imprese di costruzioni e, tra il 2009 ed il primo semestre 2014 sono 15.150 le imprese entrate in procedura fallimentare.
Nel 2015, in assenza di incisivi interventi di politica economica e di allentamento della stretta creditizia, per il settore proseguirà, per l’ottavo anno consecutivo, la caduta dei livelli produttivi.
Il Presidente ha, quindi, sottolineato che per interrompere la lunga crisi del settore delle costruzioni, e soprattutto per dare rilancio alla crescita economica del Paese, serve un intervento shock sugli investimenti in infrastrutture. In tutti i momenti di crisi nella storia del Paese, infatti, l’edilizia ha dato risposte ampiamente positive creando le basi per la crescita e lo sviluppo.
Un motore, quello dell’edilizia, che si alimenta principalmente di investimenti in piccole e medie infrastrutture realizzate sul territorio, per le quali negli anni scorsi sono state stanziate risorse importanti che, a tutt’oggi, risultano non ancora utilizzate.
I programmi per la riduzione del rischio idrogeologico (2,5 miliardi disponibili) e per l’adeguamento degli istituti scolastici (2,7 miliardi) costituiscono esempi intollerabili.
E’, dunque, auspicabile che questo decreto rappresenti il primo tassello di una politica di sviluppo che riconosca all’edilizia un ruolo propulsivo per la ripresa economica e che potrà trovare compimento nella prossima Legge di Stabilità.
Ha, inoltre, rilevato come destino preoccupazione alcune norme, contenute nel decreto, che determinano pericolose limitazioni alla concorrenza e che rischiano, nella situazione di crisi sopra descritta, di escludere dal mercato dei lavori pubblici moltissime imprese del settore.
Il Presidente ha, poi, illustrato le valutazioni e le proposte associative sulle disposizioni del testo di interesse del settore, ed in particolare:
– Sulle norme economico-finanziarie, attinenti:
· le risorse per l’accelerazione di interventi infrastrutturali;
· gli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico. Al riguardo, ha espresso forte preoccupazione, in particolare, sulla disposizione che prevede la possibilità di ricorrere a società in house statali per l’attuazione degli investimenti;
· il completamento delle opere incompiute segnalate dagli Enti locali;
· le misure sui Pagamenti della PA;
· il de-finanziamento delle risorse dei Fondi europei per la riassegnazione;
– Sulle norme fiscali, attinenti:
· le misure per l’incentivazione degli investimenti in abitazioni in locazione (c.d. Loi Scellier), rilevando, tra l’altro, come la disposizione abbia contribuito a sostenere il mercato immobiliare oltralpe in questa fase economica. La misura, infatti, ha il duplice obiettivo di soddisfare le esigenze abitative delle fasce sociali più deboli, favorendo l’investimento immobiliare privato destinato alla locazione a canoni agevolati, e di riavviare il comparto residenziale, fortemente colpito dalla crisi in atto;
– Sulle norme in materia di lavori pubblici, attinenti:
· le semplificazioni procedurali per le infrastrutture strategiche affidate in concessione;
· le concessioni autostradali. Al riguardo, ha auspicato di estendere a tutti i lavori – e non solo per quelli ulteriori rispetto a quelli previsti dalle vigenti convenzioni e solo se di importo superiore alla soglia comunitaria – l’obbligo di affidamento a terzi con gara, nel rispetto cioè delle procedure ad evidenza pubblica di cui al Codice dei Contratti Pubblici e con ricorso ad una commissione di gara pubblica;
· gli interventi di estrema urgenza in materia di vincolo idrogeologico, di normativa antisismica e di messa in sicurezza degli edifici scolastici e dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica – AFAM. In tale ambito, ha rilevato come le norme sugli affidamenti comportino forti criticità, in quanto determinano un grave restringimento della concorrenza e del mercato;
· le misure per la riqualificazione urbana e ambientale del Comprensorio Bagnoli-Coroglio;
· le modifiche al DLgs 163/2006, per la semplificazione delle procedure in materia di bonifica e messa in sicurezza di siti inquinati. Misure urgenti per la realizzazione di opere lineari realizzate nel corso di attività di messa in sicurezza e bonifica. Anche su queste disposizioni ha evidenziato le criticità relative alle modifiche al DLgs 163/2006 in materia di affidamenti.
Sono state, altresì, illustrate in materia di lavori pubblici ulteriori proposte in chiave di semplificazione e accelerazione cantieri;
– Sulle norme in materia di mercato privato, attinenti:
· le misure di semplificazione in materia edilizia e urbanistica. Al riguardo, ha evidenziato, in particolare, le criticità attinenti: la previsione dell’onerosità del titolo autorizzatorio edilizio per gli interventi di manutenzione straordinaria, nonché la disciplina delle opere di urbanizzazione, per gli “interventi di trasformazione urbana complessi”, “messe in carico” all’operatore che ne resta proprietario;
· le norme sulla liberalizzazione del mercato delle grandi locazioni ad uso non abitativo;
· le misure di semplificazione in materia di beni paesaggistici;
· la disciplina dei contratti di godimento in funzione della successiva alienazione degli immobili (c.d. rent to buy);
· le misure di semplificazione in materia di ambiente.
In allegato il documento con il dettaglio delle proposte e valutazioni ANCE consegnato agli atti della Commissione.
17675-Documento consegnato agli atti della Commissione.pdfApri