L’Ance fa il punto sui pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione.
Secondo le stime dell’Associazione, dei 19 miliardi di euro vantati dalle imprese del settore, circa 10 miliardi di euro rimangono ancora senza soluzione e anche i tempi medi di pagamento nei lavori pubblici rimangono molto elevati: 7 mesi.
Mentre gli altri settori hanno beneficiato di nuovi stanziamenti e di interventi di natura strutturale per evitare la formazione di nuovi debiti, l’edilizia non ha beneficiato di nessuna nuova misura.
Infatti, i provvedimenti adottati dal Governo tra aprile e giugno 2014 (DL 66/2014) si riferiscono esclusivamente alla spesa corrente e non riguardano quindi le spese in conto capitale. I debiti per lavori pubblici risultano esclusi dallo stanziamento di 9,3 miliardi di euro aggiuntivi per il pagamento dei debiti pregressi e dalla possibilità di cedere i crediti pro soluto alle banche, con garanzia dello Stato, attraverso la piattaforma del MEF.
Il settore delle costruzioni, inoltre, continua ad essere uno tra i settori più fortemente colpiti dal fenomeno dei ritardi di pagamento in Italia e risulta ingiustamente penalizzato.
Le regole nazionali di contabilizzazione delle spese spingono le amministrazioni a rimandare più possibile l’effettivo pagamento di lavori regolarmente realizzati al fine di non gravare sul deficit dell’anno in corso. Il criterio di cassa impiegato per le spese in conto capitale, infatti, prevede la contabilizzazione delle spese solo quando il pagamento viene effettuato e non quando la prestazione ha luogo, come avviene invece per le spese correnti.
Nei lavori pubblici, i pagamenti non vengono effettuati, mentre nell’80% dei casi, gli enti locali hanno a disposizione le risorse per pagare i lavori realizzati dalle imprese. Queste risorse risultano però bloccate dal Patto di stabilità interno.
Per l’Ance, la risoluzione del tema dei pagamenti della Pubblica Amministrazione necessita un intervento, già nell’ambito della prossima Legge di stabilità, sulle seguenti questioni prioritarie:
1. Consistente allentamento del Patto di stabilità interno degli enti locali e delle Regioni per completare il piano di pagamento dei debiti arretrati;
2. Riforma strutturale delle regole del Patto di stabilità interno e revisione delle modalità di contabilizzazione della spesa in conto capitale a livello nazionale;
3. Introduzione di un limita temporale massimo per l’emissione degli Stati di Avanzamento Lavori;
4. Modifica all’articolo 117 del Codice dei Contratti Pubblici in materia di cessione pro soluto dei crediti verso la PA;
5. Riforma delle regole sulla perenzione dei fondi per infrastrutture;
6. Introduzione di un meccanismo di certificazione automatica dei crediti scaduti.
In allegato è disponibile il dossier Ance “Pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione”
17647-dossier Ance Pagamento dei debiti della PA.pdfApri