Nella riunione delle Conferenze Stato-Regioni e Unificata del 13 novembre scorso sono state trattate, tra l’altro, le seguenti tematiche:
Conferenza Stato Regioni:
Argomento:
Approfondimenti
L’art. 1, comma 7, della L 144/1999, recante “Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all’occupazione e della normativa che disciplina l’INAIL, nonché disposizioni per il riordino degli enti previdenziali”, ha disposto l’istituzione di un fondo destinato al cofinanziamento dei Nuclei di valutazione e verifica degli investimenti pubblici, da ripartire previa deliberazione del CIPE, sentita la Conferenza Stato-Regioni.
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Segretario del CIPE, il 6 novembre 2014, ha trasmesso la proposta di riparto delle risorse relative alle annualità 2013 e 2014 destinate al cofinanziamento delle spese di funzionamento dei Nuclei di valutazione e verifica degli investimenti pubblici ed è stata, quindi, convocata una riunione, a livello tecnico, nel corso della quale i rappresentanti delle Regioni Valle d’Aosta ed Abruzzo hanno rilevato alcune criticità riguardanti, in particolare, la riduzione rilevante delle risorse attribuite rispetto al 2012 e criterio di ripartizione, basato esclusivamente sull’ammontare di spesa delle singole Regioni.
I rappresentanti del Dipartimento per la programmazione ed il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, prendendo atto di tali criticità, hanno sottolineato che la proposta in oggetto è stata predisposta in conseguenza della diminuzione delle risorse disponibili ed è risultata garantire un punto di equilibrio nella ripartizione tra le Regioni, manifestando, comunque, la propria disponibilità a definire, per il futuro, concordemente con le Regioni, criteri di valutazione delle performance dei Nuclei anche in termini di qualità delle attività svolte.
Nel corso della Conferenza, le Regioni hanno espresso parere favorevole sulla proposta di riparto in oggetto, segnalando la sensibile diminuzione delle risorse operata negli ultimi anni.
*********
Argomento:
Approfondimenti
L’art. 1, comma 242, della L 147/2013 stabilisce che “il Fondo di rotazione di cui alla legge 16 aprile 1987, n. 183, concorre, nei limiti delle proprie disponibilità, al finanziamento degli oneri relativi all’attuazione degli interventi complementari rispetto ai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea 2014/2020, inseriti nell’ambito della programmazione strategica definita con l’Accordo di partenariato 2014/2020 siglato con le autorità dell’Unione europea”.
La proposta di delibera in oggetto definisce i criteri per la determinazione del cofinanziamento pubblico nazionale dei programmi cofinanziati dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR), dal Fondo sociale europeo, dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), dal Fondo europeo per gli affari marini e la pesca (FEAMP), dei programmi cofinanziati nell’ambito della “Cooperazione Territoriale Europea”, compresi quelli finanziati con lo strumento europeo di vicinato (ENI) e di assistenza alla preadesione (IPA II), del Fondo europeo per gli aiuti agli indigenti (FEAD) e della Iniziativa per l’occupazione giovanile (IOG). Il cofinanziamento di parte nazionale pubblico è assicurato, ai sensi dell’art. 1, commi 240-241, della L 147/2013, mediante il ricorso al Fondo di rotazione di cui all’art. 5 della L 183/1987 e alle risorse attivabili nell’ambito dei bilanci delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.
Nella riunione, a livello tecnico, del 12 novembre 2014, i rappresentanti delle Regioni, oltre a chiedere taluni chiarimenti, hanno formulato alcuni rilievi sui contenuti dell’atto e i rappresentanti delle Amministrazioni statali interessate si sono riservati una valutazione al riguardo.
Nel corso della Conferenza, le Regioni hanno espresso un parere favorevole sulla proposta di delibera, condizionato all’accoglimento di alcune proposte emendative contenute in un documento consegnato (Allegato A), sottolineando, in particolare, la richiesta del rispetto della forbice del 30%-38% nell’allocazione delle risorse del PON per ciascuna delle Regioni meno sviluppate, concordando il fondo strutturale dal quale attrarre le risorse e il “vincolo” del ritorno ai rispettivi territori delle risorse devolute ai PON, nonché la necessità di indicare la dotazione finanziaria complessiva del cofinanziamento per le Regioni meno sviluppate, indipendentemente dalla percentuale di cofinanziamento che sarà effettivamente concordata. E’ stata, inoltre, avanzata una richiesta concernente la tempistica di applicazione, per il periodo 2014-2020, della regola “n+3” (art. 136 del Regolamento CE 1303/2013), secondo la quale le certificazioni alla Commissione devono essere presentate entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello dell’impegno nell’ambito dei rispettivi programmi.
Il Governo ha dichiarato la propria disponibilità ad accogliere le proposte avanzate nel documento regionale e a mettere a disposizione la dotazione finanziaria complessiva del finanziamento per le aree territoriali (Allegato B), tuttavia, ha ritenuto indispensabile non subordinare né vincolare l’iter di approvazione e riprogrammazione degli interventi ad uno strumento così formalmente e dettagliatamente disciplinato quale l’intesa, pur salvaguardando l’esigenza di un coinvolgimento effettivo delle Regioni.
Il Governo ha evidenziato, altresì, come l’obiettivo sia quello di dare effettiva attuazione alla programmazione comunitaria attraverso la cooperazione tra Governo e Regioni, sottolineando la necessità di un confronto con le singole Regioni riguardo alla forbice del 30%-38% nell’allocazione delle risorse del PON per le Regioni meno sviluppate e precisando che i programmi paralleli si presentano come overbooking rispetto alla programmazione comunitaria e deve essere assolutamente rispettato per essi il vincolo di destinazione territoriale.
E’ stato, quindi, espresso parere favorevole.
Conferenza Unificata:
Argomento:
Informativa del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti sul disegno di legge sul trasporto pubblico locale e sul Piano Nazionale degli Aeroporti. (Informativa resa)
*********
Argomento:
Approfondimenti
L’art. 9 del D.Lgs 281/1997 dispone che la Conferenza unificata assume deliberazioni, promuove e sancisce intese ed accordi, in relazione alle materie ed ai compiti di interesse comune alle Regioni, alle Province, ai Comuni e alle Comunità montane.
L’art. 3 dell’Accordo sancito tra il Governo, le Regioni e gli Enti Locali, nella seduta del 20 dicembre 2012, concernente la definizione del sistema nazionale sull’orientamento permanente, prevede la costituzione a livello nazionale, presso la sede della Conferenza unificata, di un Gruppo di lavoro interistituzionale sull’orientamento permanente, composto dai rappresentanti del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, del Ministero dell’Economia e delle finanze, delle Regioni, dell’ANCI e dell’UPI.
Il predetto Gruppo di lavoro si è riunito l’11 settembre 2014 per esaminare una proposta di documento recante standard minimi dei servizi e delle competenze professionali degli operatori, elaborato dalle Regioni, con il contributo scientifico di ISFOL e Università di Genova, sul quale si è convenuto di acquisire eventuali proposte di modifica e osservazioni da parte delle altre Istituzioni rappresentate nel Gruppo.
Nella riunione tecnica del 22 ottobre 2014, sono state recepite le osservazioni presentate dalle varie componenti del Gruppo e convenute ulteriori integrazioni al documento, approvando, da ultimo, i contenuti dello stesso da sottoporre alla Conferenza unificata, ai fini del perfezionamento di un Accordo. Nella corso della medesima riunione, ai sensi del primo comma, secondo capoverso, dell’art. 3 dell’Accordo 20 dicembre 2012, il Gruppo di lavoro ha incontrato le Parti Sociali al fine di garantire l’informazione e la partecipazione delle stesse nelle fasi di elaborazione dei documenti.
Nel corso della Conferenza unificata, acquisito l’assenso del Governo, delle Regioni e degli Enti Locali, le Regioni, l’ANCI e l’UPI hanno espresso avviso favorevole all’Accordo sul documento in oggetto.
*********
Argomento:
Parere sul disegno di legge recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge di stabilità 2015) A.C. 2679-bis. (Rinvio)
*********
Argomento:
Approfondimenti
La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi ha trasmesso, il 25 luglio 2014, il disegno di legge recante riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, ai fini dell’espressione del parere della Conferenza unificata, ai sensi dell’art. 2, comma 5, del DL 281/1997.
Ai fini dell’esame di tale provvedimento, è stata convocata una riunione, a livello tecnico, il 17 settembre 2014, durante la quale:
– i rappresentanti delle Regioni hanno esposto alcune proposte emendative, contenute in un documento, riguardanti numerosi aspetti e, in particolare: l’art. 9 sul riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio (viene chiesto di aumentare la propria rappresentatività presso gli organi competenti e di valutare l’entità della riduzione del finanziamento); l’art. 10 in materia di dirigenza pubblica (viene chiesto il superamento dello strumento del “ruolo unico”, in favore dell’ampliamento ed adeguamento del sistema informativo anche telematico sulle risorse professionali disponibili per far fronte ai fabbisogni, nonché di valutare, in tema di reclutamento, procedure concorsuali a base regionale, che potrebbero essere più efficaci di un concorso unico a livello nazionale con le problematiche connesse alla mobilità del personale dirigenziale nell’ambito di vaste porzioni di territorio); l’art. 13 in tema di riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze della PA (viene chiesto un riordino complessivo del sistema delle fonti, sia per quanto riguarda il rapporto tra legge e contrattazione, sia a livello normativo con le ricadute del provvedimento sul D.Lgs 165/2001);
– i rappresentanti dell’ANCI hanno presentato un documento con alcune osservazioni e proposte emendative sottolineando, in particolare, la necessità di un maggiore ruolo dei comuni anche nelle procedure di reclutamento della dirigenza, il rischio di una burocratizzazione attraverso il concorso unico nazionale e la necessità, all’art. 15, di rivedere la disciplina dei servizi pubblici locali nel suo complesso e non solo con interventi mirati;
– i rappresentanti dell’UPI hanno svolto delle considerazioni di ordine generale sull’impianto del disegno di legge con osservazioni analoghe a quelle dell’ANCI.
E’ stata, quindi, convocata una ulteriore riunione, a livello tecnico, il 9 ottobre 2014, al fine di esaminare le proposte emendative presentate. In quella sede, i rappresentanti dell’ANCI e dell’UPI hanno presentato un documento congiunto nel quale hanno confermato le proposte di modifica in precedenza formulate, mentre i rappresentanti delle Regioni hanno presentato due documenti distinti, l’uno riguardante le osservazioni sull’art. 9 e l’altro, più generale, sull’articolato del decreto e, in particolare, sull’art. 10, con una riformulazione dell’intero articolo riprendendo e aggiornando gli emendamenti già proposti nella precedente riunione tecnica.
I rappresentanti delle Amministrazioni statali interessate (in particolare, gli Uffici del Ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione) hanno preso atto delle proposte formulate, ritenendo alcune proposte meritevoli di attenzione essendo volte ad un miglioramento del testo, e riservandosi una valutazione complessiva al riguardo.
L’Ufficio legislativo del Ministro per la Pubblica amministrazione, ai fini dell’esame dell’argomento da parte della Conferenza unificata, il 14 ottobre 2014 ha reso note le valutazioni in merito alle proposte emendative formulate nel corso dell’istruttoria tecnica dalle Regioni, dall’ANCI e dall’UPI.
Nel corso della Conferenza unificata:
– le Regioni hanno consegnato due documenti (All. A e B), contenenti una serie di emendamenti determinanti e condizionanti il proprio parere, sottolineando la necessità di proseguire il confronto tecnico e politico in corso seguendo la fase parlamentare del provvedimento;
– l’ANCI e l’UPI hanno espresso parere favorevole, condizionato all’accoglimento degli emendamenti contenuti in un documento congiunto che è stato consegnato (All. C), che si chiede di esaminare in una sede di confronto con il Governo;
– il Governo ha assicurato la disponibilità a valutare le proposte presentate, proseguendo il confronto con le Regioni e gli Enti locali, al fine di potere individuare soluzioni condivise in parallelo all’esame del provvedimento in sede parlamentare.
*********
Argomento:
Approfondimenti
L’art. 2, comma 100, lettera a), della L 662/1996, recante “Misure di razionalizzazione della finanza pubblica”, dispone la costituzione di un Fondo di garanzia presso il Mediocredito Centrale Spa, per assicurare parzialmente i crediti concessi dagli istituti di credito a favore delle piccole e medie imprese.
L’art. 18, comma 1, lettera r), del D.Lgs 112/1998 dispone che sono riservate allo Stato le funzioni amministrative concernenti la gestione del predetto Fondo di garanzia e che, con delibera della Conferenza unificata, sono individuate le Regioni sul cui territorio il Fondo limita il proprio intervento alla controgaranzia dei fondi regionali e dei consorzi di garanzia collettiva fidi di cui all’art. 155, comma 4, del D.Lgs 385/1993.
L’atto della Conferenza unificata del 26 luglio 2001 (Rep. Atti n. 486) disciplina le procedure e indica le modalità con cui le regioni interessate possono richiedere la limitazione dell’intervento del Fondo, stabilendo che a tale richiesta sia allegata una dettagliata relazione tecnica.
La Regione Marche ha provveduto a trasmettere la deliberazione della Giunta regionale del 6 ottobre 2014, corredata dalla prescritta relazione tecnica relativa al sistema delle garanzie per le piccole e medie imprese nella regione, con particolare riferimento all’intervento pubblico e alle risorse messe a disposizione, corredata delle informazioni richieste.
Con tale deliberazione, la Giunta della Regione Marche chiede, quindi, alla Conferenza di assumere la delibera volta a limitare l’intervento del Fondo di garanzia alla controgaranzia dei consorzi di garanzia collettiva fidi iscritti nel registro delle imprese di una o più province della regione, per le operazioni di importo fino a 150.000 euro, estendendo la richiesta di limitazione del Fondo all’operatività per portafogli di cui all’art. 39, comma 4, del DL 201/2011, convertito dalla L 214/2011.
Nel corso della riunione tecnica del 5 novembre 2014, la Regione Marche ha fornito al Ministero dello Sviluppo economico i chiarimenti richiesti in merito alla scelta di prevedere che la limitazione dell’intervento del Fondo sia estesa anche all’operatività per portafogli di cui al predetto art. 39, comma 4, del DL 201/2011, su cui il Ministero dello Sviluppo economico non ha formulato osservazioni e il Ministero dell’Economia e delle finanze ha espresso il proprio nulla osta all’assunzione della delibera.
Nel corso della Conferenza unificata:
– il Ministero dello Sviluppo economico ha espresso il proprio nulla osta all’assunzione della delibera in oggetto, ricordando l’avvertenza espressa in sede tecnica che la scelta effettuata dalla Regione trovi fondamento nell’effettiva capacità del sistema regionale di garanzia di supportare, anche in assenza di un intervento diretto del Fondo di garanzia, le piccole e medie imprese marchigiane nell’accesso al credito;
– le Regioni e gli Enti locali hanno espresso il proprio assenso all’accoglimento della richiesta della Regione Marche e all’assunzione della delibera in oggetto.
*********
Argomento:
Approfondimenti
L’art. 88 del D.Lgs 112/1998 prevede il parere della Conferenza Unificata, fra l’altro, per la disciplina dell’economia idrica.
La direttiva 2000/60/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000, istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque.
L’art. 1, comma 1, lett. d), del DPCM 20 luglio 2012, attribuisce al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare la definizione dei criteri per la definizione del costo ambientale e del costo della risorsa per i vari settori d’impiego dell’acqua, anche in proporzione al grado di inquinamento ambientale derivante dai diversi tipi e settori d’impiego e ai costi conseguenti a carico della collettività, in attuazione del principio del recupero integrale del costo del servizio e del principio “chi inquina paga”.
Lo schema di regolamento in oggetto è stato predisposto da un gruppo di lavoro coordinato dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, composto da rappresentanti del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DIPE), dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il settore idrico, delle Regioni, delle Autorità di bacino, e dell’Istituto superiore di ricerca ambientale (ISPRA).
Nella riunione tecnica del 4 novembre 2014, le Regioni hanno presentato un documento di osservazioni e limitate proposte emendative al provvedimento, esprimendo comunque sostanzialmente un parere favorevole, mentre l’ANCI ha chiesto di valutare l’impatto del provvedimento sulle amministrazioni locali, riservandosi di presentare specifici emendamenti al testo.
Nel corso della Conferenza unificata, in merito alla nuova stesura dello schema di regolamento, che recepisce le osservazioni delle Regioni formulate nel corso della riunione tecnica:
– il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha espresso un parere favorevole, condizionato all’accoglimento di una proposta emendativa consegnata (Allegato 1), che non è stata accolta dal rappresentante del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare;
– l’UPI ha espresso parere favorevole, evidenziando la necessità di prestare la massima attenzione per l’utente anche nella definizione delle tariffe;
– l’ANCI ha espresso parere favorevole, osservando che, oltre al principio “chi inquina paga”, esiste il principio secondo il quale anche chi eroga, quando il caso, è giusto che possa pagare in termini di responsabilità.
*********
Argomento:
Approfondimenti
L’art. 24, comma 1, del DL 90/2014, convertito dalla legge 114/2014, recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, prevede che, entro il 31 ottobre 2014, il Consiglio dei Ministri, previa intesa con la Conferenza unificata, approvi l’Agenda per la semplificazione per il triennio 2015-2017, concernente le linee di indirizzo condivise tra Stato, regioni, province autonome e autonomie locali e il cronoprogramma per la loro attuazione.
L’accordo interistituzionale tra il Governo, l’ANCI, l’UPI e la Conferenza delle Regioni del 5 giugno 2014 sancisce un’alleanza interistituzionale per riformare la pubblica amministrazione, attraverso la condivisione tra Governo e autonomie di punti e obiettivi da raggiungere insieme nei vari livelli e organismi dello Stato.
L’Ufficio di Gabinetto del Ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione ha trasmesso, l’11 novembre 2014, la proposta di intesa tra il Governo, le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali concernente le linee di indirizzo condivise e l’Agenda per la semplificazione per il triennio 2015-2017 con i relativi allegati.
In sede di Conferenza unificata, acquisito l’avviso favorevole delle Regioni, dell’ANCI e dell’UPI, è stata, quindi, sancita l’intesa.
*********
Argomento:
Approfondimenti
L’accordo interistituzionale tra il Governo, l’ANCI, l’UPI e la Conferenza delle Regioni del 5 giugno 2014 ha sancito un’alleanza interistituzionale per riformare la pubblica amministrazione, attraverso la condivisione tra Governo e autonomie di punti e obiettivi da raggiungere insieme nei vari livelli ed organismi dello Stato.
Nella Conferenza unificata del 13 novembre 2014, è stata sancita l’intesa tra il Governo, le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali, concernente le linee di indirizzo condivise e l’Agenda per la semplificazione per il triennio 2015-2017.
L’Ufficio di Gabinetto del Ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione ha trasmesso, l’11 novembre 2014, la proposta di intesa tra il Governo, le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali concernente le linee di indirizzo condivise e l’Agenda per la semplificazione per il triennio 2015-2017 con i relativi allegati.
In sede di Conferenza Unificata, acquisito l’avviso favorevole delle Regioni, dell’ANCI e dell’UPI, è stato, quindi, sancito l’accordo.